Dopo un esordio che richiama, sulla scorta di Camporesi, il dissolversi dello ctonio e dell’infernale a vantaggio di più asettici e anemici ‘postinferni’ contemporanei, il saggio verifica la (scarsa) presenza del tartufo nei testi della letteratura italiana, inseguendone le implicazioni simboliche sul piano dell’immaginario in Fogazzaro, Pavese, Montale, Arpino, Gadda: autori nei quali, però, il tartufo non è mai il nucleo dell’invenzione letteraria. Più centrale risulta invece in una prova di onesta ‘paraletteratura’ come Il tartufo e la polvere di Stefano Quaglia (2009), un riuscito thriller in cui il tartufo è il motore narrativo che movimenta una divertita rappresentazione, o meglio caricatura, di tutto un ambiente geografico-territoriale, sociale, economico, antropologico: il postinferno contemporaneo di un mondo contadino percorso da fremiti insospettabili e viziato alla radice da modernissime e inconfessabili trame affaristico-malavitose.

Tartufi di carta. Dal «mondo infero» al «postinferno»

VIOLA C.
2022

Abstract

Dopo un esordio che richiama, sulla scorta di Camporesi, il dissolversi dello ctonio e dell’infernale a vantaggio di più asettici e anemici ‘postinferni’ contemporanei, il saggio verifica la (scarsa) presenza del tartufo nei testi della letteratura italiana, inseguendone le implicazioni simboliche sul piano dell’immaginario in Fogazzaro, Pavese, Montale, Arpino, Gadda: autori nei quali, però, il tartufo non è mai il nucleo dell’invenzione letteraria. Più centrale risulta invece in una prova di onesta ‘paraletteratura’ come Il tartufo e la polvere di Stefano Quaglia (2009), un riuscito thriller in cui il tartufo è il motore narrativo che movimenta una divertita rappresentazione, o meglio caricatura, di tutto un ambiente geografico-territoriale, sociale, economico, antropologico: il postinferno contemporaneo di un mondo contadino percorso da fremiti insospettabili e viziato alla radice da modernissime e inconfessabili trame affaristico-malavitose.
Tartufi, letteratura italiana, Camporesi, Fogazzaro, Pavese, Montale, Arpino, Gadda, Stefano Quaglia,
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/1075506
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