Per la definizione di una razionale strategia di controllo contro D. suzukii è essenziale il monitoraggio della fertilità delle femmine e delle ovideposizioni sin dalla fase di fine ingrossamento del frutto, in quanto la percentuale di infestazione non è in stretta relazione con il numero delle catture nelle trappole alimentari (Tonina et al., 2018). La biologia e l’ecologia del carpofago impongono, la combinazione di tutti i mezzi di contenimento (Sancassani et al., 2016). Anzitutto è necessario adottare nel frutteto tutte quelle pratiche colturali e agronomiche atte a sfavorire lo sviluppo del moscerino, quali potature, sfalci, gestione bordure e frutta matura abbandonata. L’impiego delle reti che garantirebbe un efficace controllo deve essere sottoposto a una preventiva valutazione economica. I problemi legati ai residui e agli effetti collaterali sull’ambiente impongono un’attenta gestione dei trattamenti chimici, che dovranno essere limitati alle fasi di maggiore infestazione. Di fondamentale importanza è la programmazione di una raccolta rapida e tempestiva di tutti i frutti. Il rodilegno rosso, Cossus cossus è una falena diffusa in tutta Europa la cui larva xilofaga danneggia in maniera irreversibile le piante che attacca. Questo lepidottero finora non ha rappresentato un’importanza primaria per la difesa delle piante da frutto ma, recentemente, è stato rilevato un aumento dell’incidenza dei suoi danni probabilmente a causa della minor disponibilità di molecole utilizzabili per il controllo dei principali fitofagi dei fruttiferi oppure per la loro maggiore specificità d’azione. La gestione del Rodilegno rosso attraverso l’applicazione di prodotti fitosanitari ha un’efficacia limitata. Il lungo periodo di volo degli adulti rende complicato il corretto posizionamento dei trattamenti insetticidi, i quali, sebbene siano in genere caratterizzati da una prolungata attività residuale, sono efficaci solamente contro adulti e larve che entrano in contatto con la corteccia trattata. Un mezzo utile per il controllo degli stadi larvali più avanzati è rappresentato dall’utilizzo di nematodi entomopatogeni come Steinerma carpocapse, i quali sono in grado di infettare le larve portandole alla morte, ma restano difficili le modalità con cui veicolare questi agenti di controllo biologico internamente alla pianta. Una soluzione per attenuare l’incidenza dei danni da rodilegno rosso è rappresentata dalla cattura massale attraverso trappole innescate con feromone sessuale. Questa tecnica permette di catturare gli individui maschili impedendo loro l’accoppiamento e le conseguenti ovideposizioni. Per applicare questa strategia di lotta è necessaria una densità di circa 10 trappole per ettaro, ma risulta efficacie solamente con basse densità di popolazione e se integrata con la rimozione e distruzione delle piante pesantemente infestate ed ormai compromesse.

Fitofagi su ciliegio nel Veronese: quali sono e come controllarli

Fusillo M.;Dal Zotto G.;Mori N.
2022

Abstract

Per la definizione di una razionale strategia di controllo contro D. suzukii è essenziale il monitoraggio della fertilità delle femmine e delle ovideposizioni sin dalla fase di fine ingrossamento del frutto, in quanto la percentuale di infestazione non è in stretta relazione con il numero delle catture nelle trappole alimentari (Tonina et al., 2018). La biologia e l’ecologia del carpofago impongono, la combinazione di tutti i mezzi di contenimento (Sancassani et al., 2016). Anzitutto è necessario adottare nel frutteto tutte quelle pratiche colturali e agronomiche atte a sfavorire lo sviluppo del moscerino, quali potature, sfalci, gestione bordure e frutta matura abbandonata. L’impiego delle reti che garantirebbe un efficace controllo deve essere sottoposto a una preventiva valutazione economica. I problemi legati ai residui e agli effetti collaterali sull’ambiente impongono un’attenta gestione dei trattamenti chimici, che dovranno essere limitati alle fasi di maggiore infestazione. Di fondamentale importanza è la programmazione di una raccolta rapida e tempestiva di tutti i frutti. Il rodilegno rosso, Cossus cossus è una falena diffusa in tutta Europa la cui larva xilofaga danneggia in maniera irreversibile le piante che attacca. Questo lepidottero finora non ha rappresentato un’importanza primaria per la difesa delle piante da frutto ma, recentemente, è stato rilevato un aumento dell’incidenza dei suoi danni probabilmente a causa della minor disponibilità di molecole utilizzabili per il controllo dei principali fitofagi dei fruttiferi oppure per la loro maggiore specificità d’azione. La gestione del Rodilegno rosso attraverso l’applicazione di prodotti fitosanitari ha un’efficacia limitata. Il lungo periodo di volo degli adulti rende complicato il corretto posizionamento dei trattamenti insetticidi, i quali, sebbene siano in genere caratterizzati da una prolungata attività residuale, sono efficaci solamente contro adulti e larve che entrano in contatto con la corteccia trattata. Un mezzo utile per il controllo degli stadi larvali più avanzati è rappresentato dall’utilizzo di nematodi entomopatogeni come Steinerma carpocapse, i quali sono in grado di infettare le larve portandole alla morte, ma restano difficili le modalità con cui veicolare questi agenti di controllo biologico internamente alla pianta. Una soluzione per attenuare l’incidenza dei danni da rodilegno rosso è rappresentata dalla cattura massale attraverso trappole innescate con feromone sessuale. Questa tecnica permette di catturare gli individui maschili impedendo loro l’accoppiamento e le conseguenti ovideposizioni. Per applicare questa strategia di lotta è necessaria una densità di circa 10 trappole per ettaro, ma risulta efficacie solamente con basse densità di popolazione e se integrata con la rimozione e distruzione delle piante pesantemente infestate ed ormai compromesse.
Halyorpha halys, Drosophila suzukii, Cossus cossus
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/1074988
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