Il tracollo dei mercati finanziari dovuto alla diffusione della pandemia da Covid 19 ha riproposto il tema del piano di accumulo (PAC) come modalità di ingresso graduale nei mercati finanziari. Sebbene la letteratura scientifica si sia da tempo espressa negando buona parte dei vantaggi che i practitioner attribuiscono all’investimento sistematico, la stampa specializzata e molte società di gestione hanno dato grande enfasi a questo tema promuovendo l’uso del PAC come soluzione alternativa all’investimento in un’unica soluzione (PIC). Obiettivo dell’articolo è stato quello di dimostrare che, per un investitore europeo che investe nel mercato azionario internazionale, un giudizio sui benefici del PAC può essere espresso solo dopo aver analizzato i risultati che si ottengono da una serie, sufficientemente ampia, di simulazioni che non siano condizionate da una particolare congiuntura dei mercati e che siano in grado di chiarire se il PAC risponda ad un comportamento razionale che permette di migliorare il trade-off rendimento/rischio dell’investimento, ovvero se vada inteso come una soluzione per accrescere il “comfort emotivo” dell’investitore. La prima parte dell’articolo è dedicata alla review della letteratura; si passa, poi, all’analisi delle diverse tipologie di investitori che fanno ricorso all’investimento graduale per arrivare ad evidenziare come il PAC, diversamente da quanto si pensi, sia fortemente influenzato da problematiche di market timing; la parte finale del lavoro si focalizza sulle verifiche empiriche relative alla valutazione del PAC in termini di trade-off rischio/rendimento.

I piani di accumulo (PAC): una scelta razionale o emotiva?

Carluccio, Emanuele Maria;
2020

Abstract

Il tracollo dei mercati finanziari dovuto alla diffusione della pandemia da Covid 19 ha riproposto il tema del piano di accumulo (PAC) come modalità di ingresso graduale nei mercati finanziari. Sebbene la letteratura scientifica si sia da tempo espressa negando buona parte dei vantaggi che i practitioner attribuiscono all’investimento sistematico, la stampa specializzata e molte società di gestione hanno dato grande enfasi a questo tema promuovendo l’uso del PAC come soluzione alternativa all’investimento in un’unica soluzione (PIC). Obiettivo dell’articolo è stato quello di dimostrare che, per un investitore europeo che investe nel mercato azionario internazionale, un giudizio sui benefici del PAC può essere espresso solo dopo aver analizzato i risultati che si ottengono da una serie, sufficientemente ampia, di simulazioni che non siano condizionate da una particolare congiuntura dei mercati e che siano in grado di chiarire se il PAC risponda ad un comportamento razionale che permette di migliorare il trade-off rendimento/rischio dell’investimento, ovvero se vada inteso come una soluzione per accrescere il “comfort emotivo” dell’investitore. La prima parte dell’articolo è dedicata alla review della letteratura; si passa, poi, all’analisi delle diverse tipologie di investitori che fanno ricorso all’investimento graduale per arrivare ad evidenziare come il PAC, diversamente da quanto si pensi, sia fortemente influenzato da problematiche di market timing; la parte finale del lavoro si focalizza sulle verifiche empiriche relative alla valutazione del PAC in termini di trade-off rischio/rendimento.
PAC, Covid-19, trade-off rischio-rendimento
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