The article moves from the impact of digitalisation on the international labour market to the importance of lifelong learning measures in countering the negative externalities arising from technological progress, such as labour fragmentation, obsolescence of traditional and repetitive jobs, and skill mismatch. It aims to provide insights regarding the latest efforts in implementing models for continuous training of workers in the current legal framework by carrying out an analysis of remarkable practical experiences and emphasising the different approaches to upskilling and reskilling of the working-age population. By taking into account the idea of an “individual right to continuous training” implemented both by legislative interventions and collective bargaining, this study highlights some of the best practices concerning lifelong learning that could be adopted to counter the growing polarisation between high and low qualified workers. In the final part, the study mainly aims to provide the basis for a discussion regarding effectiveness and scope of the examined measures. In this respect, it also suggests the importance of social safeguards not embedded into employment contracts alone but guaranteed by the labour market itself and applied to the whole labour force. In particular, it stresses the need to strengthen workers’ employability throughout their working life to counter involuntary unemployment, highlighting the importance and topicality of the theory of transitional labour markets (TLM).

L’articolo si concentra sull’impatto della digitalizzazione nel mercato del lavoro a livello internazionale e sull’importanza dell’apprendimento continuo nel fronteggiare le esternalità negative derivanti dal progresso tecnologico, come la frammentazione del lavoro, l’obsolescenza dei lavori tradizionali e ripetitivi e il disallineamento delle competenze. Il contributo intende fornire degli spunti di riflessione riguardo ai recenti sforzi per l’implementazione di modelli di apprendimento continuo dei lavoratori nell’attuale quadro giuridico, portando avanti in particolare un’analisi di significative esperienze pratiche e sottolineando i differenti approcci all’accrescimento e alla riqualificazione professionale della popolazione in età lavorativa. Prendendo in considerazione l’idea di un “diritto soggettivo alla formazione continua” introdotto sia mediante intervento legislativo, sia tramite contrattazione collettiva, l’articolo intende evidenziare alcune delle buone pratiche in materia di apprendimento permanente che potrebbero essere adottate per contrastare la crescente polarizzazione tra lavoratori altamente e scarsamente qualificati. Nella parte finale, il contributo cerca principalmente di fornire le basi per un dibattito circa l’efficacia e la portata delle misure esaminate. A tal proposito, viene sottolineata l’importanza di tutele sociali derivanti non soltanto dal contratto di lavoro, ma garantite direttamente dallo stesso mercato del lavoro e applicate a tutta la popolazione attiva. In particolare, viene ribadita la necessità di rafforzare l’occupabilità dei lavoratori durante il corso di tutta la vita lavorativa per contrastare la disoccupazione involontaria, evidenziando così l’importanza e l’attualità della teoria dei mercati transizionali del lavoro (TLM).

The individual right to continuous training of workers: an analysis of best practices in the international framework

Carlo Valenti
2021

Abstract

L’articolo si concentra sull’impatto della digitalizzazione nel mercato del lavoro a livello internazionale e sull’importanza dell’apprendimento continuo nel fronteggiare le esternalità negative derivanti dal progresso tecnologico, come la frammentazione del lavoro, l’obsolescenza dei lavori tradizionali e ripetitivi e il disallineamento delle competenze. Il contributo intende fornire degli spunti di riflessione riguardo ai recenti sforzi per l’implementazione di modelli di apprendimento continuo dei lavoratori nell’attuale quadro giuridico, portando avanti in particolare un’analisi di significative esperienze pratiche e sottolineando i differenti approcci all’accrescimento e alla riqualificazione professionale della popolazione in età lavorativa. Prendendo in considerazione l’idea di un “diritto soggettivo alla formazione continua” introdotto sia mediante intervento legislativo, sia tramite contrattazione collettiva, l’articolo intende evidenziare alcune delle buone pratiche in materia di apprendimento permanente che potrebbero essere adottate per contrastare la crescente polarizzazione tra lavoratori altamente e scarsamente qualificati. Nella parte finale, il contributo cerca principalmente di fornire le basi per un dibattito circa l’efficacia e la portata delle misure esaminate. A tal proposito, viene sottolineata l’importanza di tutele sociali derivanti non soltanto dal contratto di lavoro, ma garantite direttamente dallo stesso mercato del lavoro e applicate a tutta la popolazione attiva. In particolare, viene ribadita la necessità di rafforzare l’occupabilità dei lavoratori durante il corso di tutta la vita lavorativa per contrastare la disoccupazione involontaria, evidenziando così l’importanza e l’attualità della teoria dei mercati transizionali del lavoro (TLM).
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