Nel presente articolo viene pubblicato, con traduzione italiana a fronte, un inedito di W.F. Otto su Hölderlin. La data di composizione risale con ogni probabilità alla fine degli anni ’30, periodo in cui Otto si cimenta approfonditamente con la poesia di Friedrich Hölderlin. Hölderlin è per Otto l’unico interprete della religione greca in grado di confrontarsi in modo produttivo con il tema dell’assenza del divino in età moderna. Fondamentale è per Otto il punto di vista assunto dal poeta svevo: non quello degli dei olimpici, bensì quello, ad esso antagonista, degli antichi dei della natura che precedettero il regno di Zeus sopravvivendo al suo declino. Dunque un punto di vista che viene a coincidere con l’assenza degli dei olimpici nella sua duplice accezione: da un lato, quella del non-ancora del loro avvento, dall’altro però anche quella del non-più della loro prossimità perduta. La nozione decisiva impiegata da Otto per descrivere la condizione degli dei della natura dinanzi agli usurpatori olimpici è quella di Protest, di una ribellione titanica nei confronti dell’ordine costituito. Nell’inedito tale nozione riveste una centralità che non è dato riscontrare in nessun altro degli scritti dedicati da Otto a Hölderlin. A differenza che in Goethe, dove il Protest assume toni espliciti nel Werther, nel Prometeo e nell’Ifigenia, Otto sottolinea come in Hölderlin esso non miri a sovvertire l’ordine costituito degli Olimpi, ma piuttosto a una sua armonizzazione con gli antichi dei della natura in vista di una sintesi nella dimensione dell’«Uno-Tutto» e dello «spirito».

W.F. Otto, Hölderlin e gli antichi dei della natura (Hölderlin und die antiken Naturgötter)

Stavru, alessandro
2020

Abstract

Nel presente articolo viene pubblicato, con traduzione italiana a fronte, un inedito di W.F. Otto su Hölderlin. La data di composizione risale con ogni probabilità alla fine degli anni ’30, periodo in cui Otto si cimenta approfonditamente con la poesia di Friedrich Hölderlin. Hölderlin è per Otto l’unico interprete della religione greca in grado di confrontarsi in modo produttivo con il tema dell’assenza del divino in età moderna. Fondamentale è per Otto il punto di vista assunto dal poeta svevo: non quello degli dei olimpici, bensì quello, ad esso antagonista, degli antichi dei della natura che precedettero il regno di Zeus sopravvivendo al suo declino. Dunque un punto di vista che viene a coincidere con l’assenza degli dei olimpici nella sua duplice accezione: da un lato, quella del non-ancora del loro avvento, dall’altro però anche quella del non-più della loro prossimità perduta. La nozione decisiva impiegata da Otto per descrivere la condizione degli dei della natura dinanzi agli usurpatori olimpici è quella di Protest, di una ribellione titanica nei confronti dell’ordine costituito. Nell’inedito tale nozione riveste una centralità che non è dato riscontrare in nessun altro degli scritti dedicati da Otto a Hölderlin. A differenza che in Goethe, dove il Protest assume toni espliciti nel Werther, nel Prometeo e nell’Ifigenia, Otto sottolinea come in Hölderlin esso non miri a sovvertire l’ordine costituito degli Olimpi, ma piuttosto a una sua armonizzazione con gli antichi dei della natura in vista di una sintesi nella dimensione dell’«Uno-Tutto» e dello «spirito».
Hölderlin, Titani, Natura, dei greci, poeta, ribellione
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