Aim: To report on: 1) the modification process occurred within the Psychiatric Service of Bolzano toward an early, intensive, specific and multimodal system of care for patients experiencing their first psychotic episode and their family members; 2) the 12-month clinical and social course of a sample of patients referred to the "Early Intervention Project". Methods: Longitudinal naturalist study evaluating the 12-month clinical and outcome of a cohort of first-episode psychosis patients consecutively referred to the "Early Intervention Project" implemented within the Psychiatric Service of Bolzano. Socio-demographic characteristics, housing situation and occupational status, interventions offered (medical intervention, psychotherapy, psychoeducation to family members, social intervention) and hospital admissions were drawn from electronic medical records. Levels of psychopathology and global functioning were assessed using the Positive and Negative Syndrome Scale (PANSS) and the Global assessment of Functioning (GAF), respectively. Results: During the first five years of activity (2012-2017) 116 patients had been referred to the Project. At 12 months 83.6%were still in charge, 7.76% moved to another area, 8.5% have abandoned the intervention. No significant difference in terms of age and gender was found between patients who remained in the project and those who lost contact. All patients had received specific integrated treatment; moreover, 16% had received intensive residential care. Notably, only 13.5% have had a hospital readmission over the 12 months of intervention. The PANSS total, positive and negative scores displayed significant reduction from baseline (BL) to follow-up (FU); in parallel, increase in GAF score from BL to FU was observed. All patients employed at BL were able to keep their job at FU; 17% of all patients unemployed at baseline were employed at FU. Discussion and conclusion: The "Early Intervention Project" implemented in Bolzano was found to ensure integrated, multidisciplinary and early treatment, as defined by the most recent international guidelines, which produced significant improvement in both clinical and social outcomes in a cohort of first-episode psychosis patients.

Scopo. Presentare: 1) il percorso di trasformazione del Servizio Psichiatrico di Bolzano verso un assetto organizzativo orientato a un’offerta tempestiva, intensiva, specifica e multimodale per gli utenti all’esordio psicotico e i loro familiari; 2) l’andamento clinico e sociale nel corso di 12 mesi della coorte dei pazienti avviati al progetto “Interventi Precoci”. Metodi. Studio naturalistico longitudinale che valuta l’andamento nel corso di 12 mesi di una coorte di pazienti al primo episodio psicotico, reclutata nell’area di competenza territoriale del Servizio Psichiatrico di Bolzano e avviata al progetto “Interventi Precoci”. Le caratteristiche socio-demografiche, abitative e lavorative, le erogazioni delle prestazioni (intervento medico, psicoterapia, psicoeducazione familiare, intervento sociale) e i ricoveri ospedalieri sono stati ricavati dalla cartella clinica informatizzata. Stato psicopatologico e funzionamento globale sono stati valutati, rispettivamente, con la Positive and Negative Syndrome Scale (PANSS) e la Global Assesment of Functioning (GAF). Risultati. Nei primi cinque anni di attività del progetto (2012-2017) sono stati trattati 116 pazienti. Al follow-up (FU) a 12 mesi, l’83,6% risulta in carico, il 7,7% si è trasferito in altra sede e l’8,5% ha abbandonato il percorso. Non risultano differenze di età e genere tra pazienti in carico e quelli che hanno interrotto il progetto. Tutti i pazienti hanno usufruito di un trattamento integrato specifico; il 16% ha inoltre usufruito di un trattamento intensivo in regime residenziale. I punteggi PANSS totale, positiva e negativa, hanno registrato una riduzione significativa dal baseline (BL) al FU; parallelamente si è assistito a un aumento significativo dei punteggi GAF. Solamente il 13,5% è andato incontro a un ricovero ospedaliero (Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura, SPDC) nel corso di 12 mesi. Al FU il tasso di disoccupazione si riduce del 27,1% e il numero dei pazienti con un’occupazione lavorativa raddoppia rispetto al BL. Discussione e conclusioni. Il progetto “Interventi Precoci” è risultato in grado di fornire trattamenti integrati, multiprofessionali e tempestivi fin dalle prime fasi del disturbo, secondo quanto raccomandato dalle linee guida internazionali, promuovendo un miglioramento significativo dei pazienti sia sul piano clinico che in termini di funzionamento sociale.

Continuità e aderenza terapeutica nei giovani all’esordio psicotico: il modello di intervento integrato del Servizio Psichiatrico di Bolzano. [Continuity of care and therapeutic adherence in young people at psychosis onset: the integrated intervention model of the Psychiatric Service of Bolzano]

Lasalvia, Antonio
2021

Abstract

Scopo. Presentare: 1) il percorso di trasformazione del Servizio Psichiatrico di Bolzano verso un assetto organizzativo orientato a un’offerta tempestiva, intensiva, specifica e multimodale per gli utenti all’esordio psicotico e i loro familiari; 2) l’andamento clinico e sociale nel corso di 12 mesi della coorte dei pazienti avviati al progetto “Interventi Precoci”. Metodi. Studio naturalistico longitudinale che valuta l’andamento nel corso di 12 mesi di una coorte di pazienti al primo episodio psicotico, reclutata nell’area di competenza territoriale del Servizio Psichiatrico di Bolzano e avviata al progetto “Interventi Precoci”. Le caratteristiche socio-demografiche, abitative e lavorative, le erogazioni delle prestazioni (intervento medico, psicoterapia, psicoeducazione familiare, intervento sociale) e i ricoveri ospedalieri sono stati ricavati dalla cartella clinica informatizzata. Stato psicopatologico e funzionamento globale sono stati valutati, rispettivamente, con la Positive and Negative Syndrome Scale (PANSS) e la Global Assesment of Functioning (GAF). Risultati. Nei primi cinque anni di attività del progetto (2012-2017) sono stati trattati 116 pazienti. Al follow-up (FU) a 12 mesi, l’83,6% risulta in carico, il 7,7% si è trasferito in altra sede e l’8,5% ha abbandonato il percorso. Non risultano differenze di età e genere tra pazienti in carico e quelli che hanno interrotto il progetto. Tutti i pazienti hanno usufruito di un trattamento integrato specifico; il 16% ha inoltre usufruito di un trattamento intensivo in regime residenziale. I punteggi PANSS totale, positiva e negativa, hanno registrato una riduzione significativa dal baseline (BL) al FU; parallelamente si è assistito a un aumento significativo dei punteggi GAF. Solamente il 13,5% è andato incontro a un ricovero ospedaliero (Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura, SPDC) nel corso di 12 mesi. Al FU il tasso di disoccupazione si riduce del 27,1% e il numero dei pazienti con un’occupazione lavorativa raddoppia rispetto al BL. Discussione e conclusioni. Il progetto “Interventi Precoci” è risultato in grado di fornire trattamenti integrati, multiprofessionali e tempestivi fin dalle prime fasi del disturbo, secondo quanto raccomandato dalle linee guida internazionali, promuovendo un miglioramento significativo dei pazienti sia sul piano clinico che in termini di funzionamento sociale.
first-episode psychosis, early treatment, psychopathology, social functioning, outcome study
esordi psicotici
trattamenti precoci
psicopatologia
funzionamento sociale
studio di esito
Aim: To report on: 1) the modification process occurred within the Psychiatric Service of Bolzano toward an early, intensive, specific and multimodal system of care for patients experiencing their first psychotic episode and their family members; 2) the 12-month clinical and social course of a sample of patients referred to the "Early Intervention Project". Methods: Longitudinal naturalist study evaluating the 12-month clinical and outcome of a cohort of first-episode psychosis patients consecutively referred to the "Early Intervention Project" implemented within the Psychiatric Service of Bolzano. Socio-demographic characteristics, housing situation and occupational status, interventions offered (medical intervention, psychotherapy, psychoeducation to family members, social intervention) and hospital admissions were drawn from electronic medical records. Levels of psychopathology and global functioning were assessed using the Positive and Negative Syndrome Scale (PANSS) and the Global assessment of Functioning (GAF), respectively. Results: During the first five years of activity (2012-2017) 116 patients had been referred to the Project. At 12 months 83.6%were still in charge, 7.76% moved to another area, 8.5% have abandoned the intervention. No significant difference in terms of age and gender was found between patients who remained in the project and those who lost contact. All patients had received specific integrated treatment; moreover, 16% had received intensive residential care. Notably, only 13.5% have had a hospital readmission over the 12 months of intervention. The PANSS total, positive and negative scores displayed significant reduction from baseline (BL) to follow-up (FU); in parallel, increase in GAF score from BL to FU was observed. All patients employed at BL were able to keep their job at FU; 17% of all patients unemployed at baseline were employed at FU. Discussion and conclusion: The "Early Intervention Project" implemented in Bolzano was found to ensure integrated, multidisciplinary and early treatment, as defined by the most recent international guidelines, which produced significant improvement in both clinical and social outcomes in a cohort of first-episode psychosis patients.
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