Le varietà linguistiche di matrice germanica che sopravvivono nelle isole tedescofone del Nord-Est rappresentano un laboratorio privilegiato per l’analisi della micro-variazione sintattica e del ruolo del contatto linguistico in un contesto di isolamento che ha conosciuto negli ultimi secoli la forte pressione delle varietà romanze circostanti. In questo lavoro si proporrà un confronto fra sappadino (Plodarisch), parlato in provincia di Udine (prima provincia di Belluno), mòcheno (Fersentalerich) e cimbro, considerato nelle due varietà attestate a Luserna (Lusern) in provincia di Trento e a Giazza (Ljetzan), l’isola tedescofona più meridionale rispetto al confine linguistico, in provincia di Verona1. Ci concentreremo, in particolare, sulla realizzazione di tre caratteristiche sintattiche che rappresentano un ben noto e studiato spartiacque fra area di influenza germanica e area di influenza romanza, riprendendo e sintetizzando i risultati raggiunti in una ormai lunga tradizione di collaborazione e ricerca2: i) l’ordine OV/VO, ovvero la struttura del Sintagma Verbale; ii) la restrizione del Verbo in seconda posizione (V2), che dal punto di vista strutturale implica il movimento obbligatorio del verbo flesso in COMP nella frase principale e iii) il valore del parametro del soggetto nullo (pro-drop). Come avremo modo di vedere, se da un lato la micro-variazione interna alle isole linguistiche mette bene in evidenza e conferma il rapporto fra distanza geografica e distanza sintattica rispetto al “prototipo” tedesco, dall’altro il confronto con le varietà romanze di contatto (dialetti veneti e trentini, oltre, naturalmente all’italiano standard) ci permetterà di individuare i limiti del contatto linguistico la cui pressione può ragionevolmente condizionare la velocità di un cambiamento interno alla lingua, fungendo da argine o da acceleratore, ma non intaccare le strutture portanti dell’architettura sintattica, così come già osservato in Padovan et alii (2016).

Le isole tedescofone nell’Italia del Nord-Est. Fenomeni di convergenza sintattica e argini di resistenza al contatto linguistico

Tomaselli Alessandra
2020

Abstract

Le varietà linguistiche di matrice germanica che sopravvivono nelle isole tedescofone del Nord-Est rappresentano un laboratorio privilegiato per l’analisi della micro-variazione sintattica e del ruolo del contatto linguistico in un contesto di isolamento che ha conosciuto negli ultimi secoli la forte pressione delle varietà romanze circostanti. In questo lavoro si proporrà un confronto fra sappadino (Plodarisch), parlato in provincia di Udine (prima provincia di Belluno), mòcheno (Fersentalerich) e cimbro, considerato nelle due varietà attestate a Luserna (Lusern) in provincia di Trento e a Giazza (Ljetzan), l’isola tedescofona più meridionale rispetto al confine linguistico, in provincia di Verona1. Ci concentreremo, in particolare, sulla realizzazione di tre caratteristiche sintattiche che rappresentano un ben noto e studiato spartiacque fra area di influenza germanica e area di influenza romanza, riprendendo e sintetizzando i risultati raggiunti in una ormai lunga tradizione di collaborazione e ricerca2: i) l’ordine OV/VO, ovvero la struttura del Sintagma Verbale; ii) la restrizione del Verbo in seconda posizione (V2), che dal punto di vista strutturale implica il movimento obbligatorio del verbo flesso in COMP nella frase principale e iii) il valore del parametro del soggetto nullo (pro-drop). Come avremo modo di vedere, se da un lato la micro-variazione interna alle isole linguistiche mette bene in evidenza e conferma il rapporto fra distanza geografica e distanza sintattica rispetto al “prototipo” tedesco, dall’altro il confronto con le varietà romanze di contatto (dialetti veneti e trentini, oltre, naturalmente all’italiano standard) ci permetterà di individuare i limiti del contatto linguistico la cui pressione può ragionevolmente condizionare la velocità di un cambiamento interno alla lingua, fungendo da argine o da acceleratore, ma non intaccare le strutture portanti dell’architettura sintattica, così come già osservato in Padovan et alii (2016).
cimbro, isole linguistiche, convergenza sintattica, contatto linguistico, verbo secondo, parametro del soggetto nullo, pro-drop
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