Nell’ambito dell’insegnamento denominato “Metodologia della ricerca pedagogica” (6 CFU), corso di Laurea in Scienze della Formazione nelle Organizzazioni, presso l’Università degli Studi di Verona, è stata effettuata una sperimentazione triennale dell’approccio pedagogico-didattico definito “Flipped Learning” (Talbert, 2017). L’obiettivo che ha determinato il ricorso a tale approccio è stato rispondere alla duplice la necessità di assicurare l’acquisizione sia di conoscenze, sia di competenze professionalizzanti e trasversali da parte degli studenti nell’ambito di un insegnamento che prevede poche ore d’aula. Per ogni lezione gli studenti hanno potuto accedere preliminarmente, tramite piattaforma Moodle, ai contenuti dell’insegnamento visionando, in modo autonomo, materiali predisposti ad hoc dalla docente. Il tempo in classe è stato prevalentemente dedicato all’elaborazione di compiti autentici tali da richiedere la sperimentazione di metodi e di strumenti cui un formatore/ricercatore può ricorrere nel proprio lavoro, promuovendo processi di apprendimento di tipo superiore, maggiormente complessi, sfidanti e coinvolgenti (Anderson, Krathwohl & Bloom, 2001). In tale contesto la docente ha assunto il ruolo di facilitatore dell’apprendimento, osservando, supportando e fornendo feedback in tempo reale agli studenti durante lo svolgimento del compito, nonché proponendo dispositivi di valutazione formante (Trinchero, 2018). I risultati delle azioni di ricerca intraprese, contestualizzate l’indagine all’interno del paradigma ecologico, hanno evidenziato un utilizzo efficace dei materiali didattici, una partecipazione attiva e maggiormente intenzionale, l’acquisizione di una più solida consapevolezza sia dei contenuti della materia, sia di sé stessi, nonché risultati positivi in termini di apprendimento. Le criticità rilevate sono risultate invece legate al setting inadeguato, a sentimenti ambivalenti riguardo alle dinamiche di gruppo, a difficoltà nell’autovalutazione dell’apprendimento, ad una sensazione di disorientamento di fronte ad un nuovo approccio didattico, alla necessità di un impegno costante (Bevilacqua, 2018). È possibile affermare in conclusione come, attraverso l’approccio flipped learning, sia possibile sollecitare ciascun studente a porsi al centro del proprio processo di apprendimento, anche in una classe numerosa. Gli studenti hanno la possibilità di confrontarsi – attraverso compiti autentici ed esercitazioni riflessive che inducono una partecipazione attiva e consapevole – con una fatica, un impegno e un’assunzione di responsabilità, nonché con un orientamento motivato al futuro spesso nuovi. La scommessa è quella di riuscire a farli uscire dalla zona del comfort consolidato dell’assimilazione dei contenuti a lezione non solo per apprendere nuovi contenuti, ma anche per riflettere sui modi in cui li hanno acquisiti e sulle ricadute a livello di formazione personale.

Flipped Learning in ambito universitario: promuovere la didattica attiva nelle classi numerose

Mortari L.;Bevilacqua A.;Silva R.
2020

Abstract

Nell’ambito dell’insegnamento denominato “Metodologia della ricerca pedagogica” (6 CFU), corso di Laurea in Scienze della Formazione nelle Organizzazioni, presso l’Università degli Studi di Verona, è stata effettuata una sperimentazione triennale dell’approccio pedagogico-didattico definito “Flipped Learning” (Talbert, 2017). L’obiettivo che ha determinato il ricorso a tale approccio è stato rispondere alla duplice la necessità di assicurare l’acquisizione sia di conoscenze, sia di competenze professionalizzanti e trasversali da parte degli studenti nell’ambito di un insegnamento che prevede poche ore d’aula. Per ogni lezione gli studenti hanno potuto accedere preliminarmente, tramite piattaforma Moodle, ai contenuti dell’insegnamento visionando, in modo autonomo, materiali predisposti ad hoc dalla docente. Il tempo in classe è stato prevalentemente dedicato all’elaborazione di compiti autentici tali da richiedere la sperimentazione di metodi e di strumenti cui un formatore/ricercatore può ricorrere nel proprio lavoro, promuovendo processi di apprendimento di tipo superiore, maggiormente complessi, sfidanti e coinvolgenti (Anderson, Krathwohl & Bloom, 2001). In tale contesto la docente ha assunto il ruolo di facilitatore dell’apprendimento, osservando, supportando e fornendo feedback in tempo reale agli studenti durante lo svolgimento del compito, nonché proponendo dispositivi di valutazione formante (Trinchero, 2018). I risultati delle azioni di ricerca intraprese, contestualizzate l’indagine all’interno del paradigma ecologico, hanno evidenziato un utilizzo efficace dei materiali didattici, una partecipazione attiva e maggiormente intenzionale, l’acquisizione di una più solida consapevolezza sia dei contenuti della materia, sia di sé stessi, nonché risultati positivi in termini di apprendimento. Le criticità rilevate sono risultate invece legate al setting inadeguato, a sentimenti ambivalenti riguardo alle dinamiche di gruppo, a difficoltà nell’autovalutazione dell’apprendimento, ad una sensazione di disorientamento di fronte ad un nuovo approccio didattico, alla necessità di un impegno costante (Bevilacqua, 2018). È possibile affermare in conclusione come, attraverso l’approccio flipped learning, sia possibile sollecitare ciascun studente a porsi al centro del proprio processo di apprendimento, anche in una classe numerosa. Gli studenti hanno la possibilità di confrontarsi – attraverso compiti autentici ed esercitazioni riflessive che inducono una partecipazione attiva e consapevole – con una fatica, un impegno e un’assunzione di responsabilità, nonché con un orientamento motivato al futuro spesso nuovi. La scommessa è quella di riuscire a farli uscire dalla zona del comfort consolidato dell’assimilazione dei contenuti a lezione non solo per apprendere nuovi contenuti, ma anche per riflettere sui modi in cui li hanno acquisiti e sulle ricadute a livello di formazione personale.
978-88-3618-023-3
flipped learning, large classes, active learning, teaching innovation
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11562/1034945
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