Introduzione Le disfunzioni sensorimotorie dell’arto superiore (AS) rappresentano uno dei disturbi maggiormente disabilitanti in pazienti con SM (PwMS). Si stima che il 66% di questi pazienti ne sia affetto [1] e che molti di questi abbiano un interessamento bilaterale. Tale deficit influenza negativamente l’autonomia funzionale e quindi la capacità di svolgere attività quotidiane in ottica International Classification of Functioning, Disability and Health (ICF) [2]. Ad oggi poco si conosce riguardo ai deficit dell’AS nei diversi stadi di gravità neurolo- gica, la cui comprensione potrebbe permettere la definizione di specifici interventi riabilitativi. L’obiettivo primario dello studio è stato quello di valutare i deficit dell’AS in una coorte di PwMS stratificati per gravità neurologica secondo la scala EDSS. L’obiettivo secon- dario è stato quello di indagare l’attivazione muscolare mediante polielettromiografia dinamica di superficie (poli-EMGds) durante un task motorio standardizzato. Materiali e metodi È stato condotto uno studio osservazionale di tipo cross-sectional in 42 PwMS (età media 51±11 anni; EDSS=2-8) con deficit funzio- nali dell’AS. I pazienti sono stati stratificati in base all’impairment funzionale (IF) in tre gruppi: “lieve” (EDSS 2-4; n=10); “moderato” (EDSS 4.5-6; n=15); “severo” (EDSS 6.5-8; n=17). Tutti i pazienti sono stati valutati prima dell’arruolamento al fine di soddisfare i criteri di inclusione ed esclusione. Outcome primario: Action Research Arm test (ARAT). Outcome secondari: Nine-Hole Peg Test (NHPT); Motricity Index (MI); Fugl-Meyer Assessment (FMA); Motor Activity Log (MAL); Visual Analogue Scale for fatigue (VAS-F); Assessment of Life Habits (LIFE-H); Multiple Sclerosis Quality of Life-54 (MSQOL-54), e la valutazione dell’attività muscolare con poli-EMGds. L’ac- quisizione poli-EMGds è stata eseguita in 6 gruppi muscolari dell’AS con maggior IF (deltoide anteriore/posteriore, bicipite/tricipite brachiale, estensore/flessore radiale del carpo) durante un task standardizzato (Grasp section of ARAT) ripetuto per 3 volte. Analisi dei dati: i dati clinici sono stati analizzati con test non-parametrici (SPSS ver.23). Per i confronti multipli è stata applicata la correzione di Bonferroni (significatività statistica, p 0,016). Il segnale poli-EMGds è stato processato mediante routine sviluppate in ambiente Matlab (Mathworks Inc USA). Il segnale poliEMGds è stato normalizzato rispetto al segnale EMG rilevato in condizione di riposo e in condizione di massima contrazione isometrica volontaria effettuata per ogni muscolo. Risultati I tre gruppi differivano tra di loro in riferimento all’età (p=0,028), destrezza manuale (p=0,042), punteggio della scala FMA (p=0,025), quantità dell’uso dell’arto (p=0,012), qualità del movimento (p=0,004) e percezione nell’eseguire task motori della vita quotidiana sia in termini di difficoltà (p<0,001) sia di soddisfazione (p=0,007). Il confronto post-hoc tra i tre gruppi ha mostrato che il gruppo “lieve” e “moderato” non differivano in modo statisticamente significativo nelle diverse misure di outcome. Il gruppo “lieve” differiva dal gruppo “severo” in termini di età (p=0,016), funzione dell’AS valutata mediante FMA (p=0,016) e l’uso dell’AS sia in quantità d’uso (p=0,009) che in qualità del movimento (p=0,003). Inoltre il gruppo “lieve” e il gruppo “severo” non differivano per destrezza manuale valutata al NHPT (p=0,022). Il gruppo “moderato” e “severo” non mostravano differenze significative sia per quanto riguarda la quan- tità (p=0,024) sia la qualità (p=0,025) dell’uso dell’AS. L’analisi preliminare dei dati poliEMGds ha evidenziato una progressiva minore modularità dell’attività muscolare nei pazienti dei gruppi “moderato” e “severo”. Conclusioni I disturbi della funzione e dell’attività dell’AS rappresentano uno degli ambiti di ricerca emergenti in PwMS. Sebbene la letteratura sottolinei l’importanza della riabilitazione nel ridurre tali disfunzioni e migliorare la qualità della vita, ad oggi sono necessarie ulteriori ricerche per identificare diverse strategie di riabilitazione in base al livello di invalidità dell’AS. Questo studio mostra come uno dei primi disturbi a comparire sia il disuso dell’arto fornendo interessanti spunti di riflessione sulla fisiopatologia delle disfunzioni dell’AS in persone con Sclerosi Multipla.

Analisi delle alterazioni funzionali dell’arto superiore e dell’attività muscolare mediante emgs in pazienti con sclerosi multipla: uno studio “cross-sectional”

mirko filippetti;marialuisa gandolfi;nicola valè;eleonora dimitrova;alberto gajofatto;alessandro picelli;nicola smania.
2018

Abstract

Introduzione Le disfunzioni sensorimotorie dell’arto superiore (AS) rappresentano uno dei disturbi maggiormente disabilitanti in pazienti con SM (PwMS). Si stima che il 66% di questi pazienti ne sia affetto [1] e che molti di questi abbiano un interessamento bilaterale. Tale deficit influenza negativamente l’autonomia funzionale e quindi la capacità di svolgere attività quotidiane in ottica International Classification of Functioning, Disability and Health (ICF) [2]. Ad oggi poco si conosce riguardo ai deficit dell’AS nei diversi stadi di gravità neurolo- gica, la cui comprensione potrebbe permettere la definizione di specifici interventi riabilitativi. L’obiettivo primario dello studio è stato quello di valutare i deficit dell’AS in una coorte di PwMS stratificati per gravità neurologica secondo la scala EDSS. L’obiettivo secon- dario è stato quello di indagare l’attivazione muscolare mediante polielettromiografia dinamica di superficie (poli-EMGds) durante un task motorio standardizzato. Materiali e metodi È stato condotto uno studio osservazionale di tipo cross-sectional in 42 PwMS (età media 51±11 anni; EDSS=2-8) con deficit funzio- nali dell’AS. I pazienti sono stati stratificati in base all’impairment funzionale (IF) in tre gruppi: “lieve” (EDSS 2-4; n=10); “moderato” (EDSS 4.5-6; n=15); “severo” (EDSS 6.5-8; n=17). Tutti i pazienti sono stati valutati prima dell’arruolamento al fine di soddisfare i criteri di inclusione ed esclusione. Outcome primario: Action Research Arm test (ARAT). Outcome secondari: Nine-Hole Peg Test (NHPT); Motricity Index (MI); Fugl-Meyer Assessment (FMA); Motor Activity Log (MAL); Visual Analogue Scale for fatigue (VAS-F); Assessment of Life Habits (LIFE-H); Multiple Sclerosis Quality of Life-54 (MSQOL-54), e la valutazione dell’attività muscolare con poli-EMGds. L’ac- quisizione poli-EMGds è stata eseguita in 6 gruppi muscolari dell’AS con maggior IF (deltoide anteriore/posteriore, bicipite/tricipite brachiale, estensore/flessore radiale del carpo) durante un task standardizzato (Grasp section of ARAT) ripetuto per 3 volte. Analisi dei dati: i dati clinici sono stati analizzati con test non-parametrici (SPSS ver.23). Per i confronti multipli è stata applicata la correzione di Bonferroni (significatività statistica, p 0,016). Il segnale poli-EMGds è stato processato mediante routine sviluppate in ambiente Matlab (Mathworks Inc USA). Il segnale poliEMGds è stato normalizzato rispetto al segnale EMG rilevato in condizione di riposo e in condizione di massima contrazione isometrica volontaria effettuata per ogni muscolo. Risultati I tre gruppi differivano tra di loro in riferimento all’età (p=0,028), destrezza manuale (p=0,042), punteggio della scala FMA (p=0,025), quantità dell’uso dell’arto (p=0,012), qualità del movimento (p=0,004) e percezione nell’eseguire task motori della vita quotidiana sia in termini di difficoltà (p<0,001) sia di soddisfazione (p=0,007). Il confronto post-hoc tra i tre gruppi ha mostrato che il gruppo “lieve” e “moderato” non differivano in modo statisticamente significativo nelle diverse misure di outcome. Il gruppo “lieve” differiva dal gruppo “severo” in termini di età (p=0,016), funzione dell’AS valutata mediante FMA (p=0,016) e l’uso dell’AS sia in quantità d’uso (p=0,009) che in qualità del movimento (p=0,003). Inoltre il gruppo “lieve” e il gruppo “severo” non differivano per destrezza manuale valutata al NHPT (p=0,022). Il gruppo “moderato” e “severo” non mostravano differenze significative sia per quanto riguarda la quan- tità (p=0,024) sia la qualità (p=0,025) dell’uso dell’AS. L’analisi preliminare dei dati poliEMGds ha evidenziato una progressiva minore modularità dell’attività muscolare nei pazienti dei gruppi “moderato” e “severo”. Conclusioni I disturbi della funzione e dell’attività dell’AS rappresentano uno degli ambiti di ricerca emergenti in PwMS. Sebbene la letteratura sottolinei l’importanza della riabilitazione nel ridurre tali disfunzioni e migliorare la qualità della vita, ad oggi sono necessarie ulteriori ricerche per identificare diverse strategie di riabilitazione in base al livello di invalidità dell’AS. Questo studio mostra come uno dei primi disturbi a comparire sia il disuso dell’arto fornendo interessanti spunti di riflessione sulla fisiopatologia delle disfunzioni dell’AS in persone con Sclerosi Multipla.
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