In the 15th century, the jurist was definitively recognized as a specialist who was able to face and solve the problems posed by the evolution of institutions between the Late Middle Ages and the early modern period: a counselor to the prince on the thorniest political, juridical and administrative issues, a solver of complex disputes and an irreplaceable aid to judges through the instruments of the consilium sapientis iudiciale and the consilium pro veritate. As an expert handler of laws, the jurist knew how to move on multiple levels and was capable of connecting different sets of rules, thus creating a composite but somehow coherent legal system. In these circumstances, a leading role belonged to the university professor, who firmly kept his grip on the practice but never forgot the theoretical dimension of the legal phenomenon: a model which was perfectly embodied by Bartolomeo Cipolla, professor from Padua, advocatus consistorialis and legal doctrine expert, who appreciated the practical dimension of law and was capable of providing valid instruments in order to understand the factual reality and to change it through the legal rules, that he reread and reinterpreted with acute expertise. Through the observation of his main works, the essay aims to recreate the intellectual physiognomy of a high level jurist who was also an indicative ‘model’ of the way of perceiving the profession of the doctor legum in the late ius commune, at the dawn of juridical modernity, in order to reflect on his role and function.

Il XV secolo sancisce la consacrazione definitiva del giurista quale tecnico capace di affrontare e risolvere i problemi posti dall’evoluzione delle istituzioni tra tardo Medioevo e protomodernità: consigliere del principe nelle questioni più spinose sul piano politico, giurisdizionale, amministrativo, risolutore di controversie complesse e supporto insostituibile del giudice attraverso lo strumento del consilium sapientis iudiciale ovvero del consilium di parte, pro veritate. Manipolatore provetto delle norme, il giureconsulto sa giocare su più piani e mettere in connessione ordinamenti diversi, creando un vero e proprio sistema normativo, composito ma in qualche modo coerente. In questa realtà al professore universitario, che mantiene l’aggancio saldo con la prassi ma non rinuncia alla dimensione teorica del fenomeno giuridico, spetta un posto da protagonista e Bartolomeo Cipolla incarna egregiamente tale modello. Professore patavino, avvocato concistoriale, uomo di dottrina che apprezza la dimensione pratica del diritto, fornisce validissimi strumenti per comprendere la realtà fattuale e modificarla mediante le norme giuridiche, all’occorrenza rilette e aggiornate con intelligente perizia. Il presente saggio si propone, attraverso la riconsiderazione delle sue principali opere, di ricostruire la fisionomia intellettuale di un giureconsulto di altissimo livello ma anche ‘esemplare’ del modo d’intendere il mestiere del doctor legum nel maturo diritto comune, alle soglie della modernità giuridica, per riflettere sul suo ruolo e la sua funzione.

Bartolomeo Cipolla, giurista ‘esemplare’ del maturo diritto comune

Rossi, Giovanni
2019-01-01

Abstract

Il XV secolo sancisce la consacrazione definitiva del giurista quale tecnico capace di affrontare e risolvere i problemi posti dall’evoluzione delle istituzioni tra tardo Medioevo e protomodernità: consigliere del principe nelle questioni più spinose sul piano politico, giurisdizionale, amministrativo, risolutore di controversie complesse e supporto insostituibile del giudice attraverso lo strumento del consilium sapientis iudiciale ovvero del consilium di parte, pro veritate. Manipolatore provetto delle norme, il giureconsulto sa giocare su più piani e mettere in connessione ordinamenti diversi, creando un vero e proprio sistema normativo, composito ma in qualche modo coerente. In questa realtà al professore universitario, che mantiene l’aggancio saldo con la prassi ma non rinuncia alla dimensione teorica del fenomeno giuridico, spetta un posto da protagonista e Bartolomeo Cipolla incarna egregiamente tale modello. Professore patavino, avvocato concistoriale, uomo di dottrina che apprezza la dimensione pratica del diritto, fornisce validissimi strumenti per comprendere la realtà fattuale e modificarla mediante le norme giuridiche, all’occorrenza rilette e aggiornate con intelligente perizia. Il presente saggio si propone, attraverso la riconsiderazione delle sue principali opere, di ricostruire la fisionomia intellettuale di un giureconsulto di altissimo livello ma anche ‘esemplare’ del modo d’intendere il mestiere del doctor legum nel maturo diritto comune, alle soglie della modernità giuridica, per riflettere sul suo ruolo e la sua funzione.
Bartolomeo Cipolla, ius commune, predial servitude, consilium, Venetian law
Bartolomeo Cipolla, ius commune, servitù prediali, consilium, diritto veneziano
In the 15th century, the jurist was definitively recognized as a specialist who was able to face and solve the problems posed by the evolution of institutions between the Late Middle Ages and the early modern period: a counselor to the prince on the thorniest political, juridical and administrative issues, a solver of complex disputes and an irreplaceable aid to judges through the instruments of the consilium sapientis iudiciale and the consilium pro veritate. As an expert handler of laws, the jurist knew how to move on multiple levels and was capable of connecting different sets of rules, thus creating a composite but somehow coherent legal system. In these circumstances, a leading role belonged to the university professor, who firmly kept his grip on the practice but never forgot the theoretical dimension of the legal phenomenon: a model which was perfectly embodied by Bartolomeo Cipolla, professor from Padua, advocatus consistorialis and legal doctrine expert, who appreciated the practical dimension of law and was capable of providing valid instruments in order to understand the factual reality and to change it through the legal rules, that he reread and reinterpreted with acute expertise. Through the observation of his main works, the essay aims to recreate the intellectual physiognomy of a high level jurist who was also an indicative ‘model’ of the way of perceiving the profession of the doctor legum in the late ius commune, at the dawn of juridical modernity, in order to reflect on his role and function.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/1010472
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