Il profondo legame che unisce la descrizione di un ambiente naturale, jing (scena, scenario, paesaggio) e la rappresentazione del suo riflesso sulle emozioni umane, qing, (emozione) costituisce uno degli schemi compositivi e uno dei principi estetici più importanti della letteratura cinese classica. Sin dalla dinastia Han Orientali (25-220) esso modella un filone via via sempre più ampio di testi in poesia e in prosa legati all’esperienza diretta e concreta del viaggio – nelle diverse condizioni dell’esilio, della fuga, del ritiro personale o del diletto, – all’interno dei quali la descrizione dei luoghi e dei paesaggi naturali che lo sguardo del letterato incontra conduce alla rappresentazione delle risposte emotive che questi luoghi stimolano, dalla nostalgia per la terra lontana alla tristezza per le avversità presenti, dall’ammirazione per le glorie passate al conforto della ricerca spirituale. Questo contributo propone un percorso di lettura sullo sviluppo e sulle modulazioni del rapporto tra jing e qing nella tradizione letteraria classica attraverso l’analisi delle poesie “Ritorno alla campagna - rapsodia” (Guitian fu) di Zhang Heng (78-139), “Salendo sulla torre - rapsodia” (Denglou fu) di Wang Can (177-217), e “In visita al padiglione meridionale” (You nan ting) di Xie Lingyun (385-433).

Geografie emotive: paesaggio ed emozioni nella letteratura classica

Bisetto
2019-01-01

Abstract

Il profondo legame che unisce la descrizione di un ambiente naturale, jing (scena, scenario, paesaggio) e la rappresentazione del suo riflesso sulle emozioni umane, qing, (emozione) costituisce uno degli schemi compositivi e uno dei principi estetici più importanti della letteratura cinese classica. Sin dalla dinastia Han Orientali (25-220) esso modella un filone via via sempre più ampio di testi in poesia e in prosa legati all’esperienza diretta e concreta del viaggio – nelle diverse condizioni dell’esilio, della fuga, del ritiro personale o del diletto, – all’interno dei quali la descrizione dei luoghi e dei paesaggi naturali che lo sguardo del letterato incontra conduce alla rappresentazione delle risposte emotive che questi luoghi stimolano, dalla nostalgia per la terra lontana alla tristezza per le avversità presenti, dall’ammirazione per le glorie passate al conforto della ricerca spirituale. Questo contributo propone un percorso di lettura sullo sviluppo e sulle modulazioni del rapporto tra jing e qing nella tradizione letteraria classica attraverso l’analisi delle poesie “Ritorno alla campagna - rapsodia” (Guitian fu) di Zhang Heng (78-139), “Salendo sulla torre - rapsodia” (Denglou fu) di Wang Can (177-217), e “In visita al padiglione meridionale” (You nan ting) di Xie Lingyun (385-433).
Natura, emozioni, poesia di paesaggio, letteratura cinese
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/1001082
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