Si presta attenzione, dapprima, alla chiesa di fondazione scaligera di Santa Maria della Vittoria e San Giorgio (Santa Maria della Vittoria Vecchia) e alle sue pitture, in particolare alla Madonna con il Bambino di Nicola Giolfino ora alla Gemäldegalerie di Berlino. Si prendono in esame le opere di Girolamo Dai Libri, Francesco Morone, Liberale da Verona ora al Museo di Castelvecchio. Attraverso i disegni e gli appunti di Giovanni Battista Cavalcaselle, riprodotti nell’occasione, e alla sua documentazione degli affreschi che il grande conoscitore poteva ancora esaminare in una porzione superstite della chiesa, si ricostruisce la particolare congiuntura creatasi in questa chiesa nei primi decenni del Cinquecento, di particolare importanza per la pittura veronese del momento. È ricostruito il contesto in cui si collocava il Compianto di Cristo prima della deposizione nel sepolcro, rappresentativa opera giovanile di Paolo Veronese. Si definisce l’intervento in più riprese nella cappella di Sant’Anna di Francesco Perezzoli detto il Ferrarino. Nonostante sia superstite un’unica opera, si congettura quale fosse lo stile delle opere perdute realizzate nel corso degli anni ottanta del Seicento, quando il pittore veronese svolge i suoi aggiornamenti a Milano, Bologna e Roma.

La galleria pittorica di Santa Maria della Vittoria Nuova, una ricostruzione virtuale

giorgio fossaluzza
2019-01-01

Abstract

Si presta attenzione, dapprima, alla chiesa di fondazione scaligera di Santa Maria della Vittoria e San Giorgio (Santa Maria della Vittoria Vecchia) e alle sue pitture, in particolare alla Madonna con il Bambino di Nicola Giolfino ora alla Gemäldegalerie di Berlino. Si prendono in esame le opere di Girolamo Dai Libri, Francesco Morone, Liberale da Verona ora al Museo di Castelvecchio. Attraverso i disegni e gli appunti di Giovanni Battista Cavalcaselle, riprodotti nell’occasione, e alla sua documentazione degli affreschi che il grande conoscitore poteva ancora esaminare in una porzione superstite della chiesa, si ricostruisce la particolare congiuntura creatasi in questa chiesa nei primi decenni del Cinquecento, di particolare importanza per la pittura veronese del momento. È ricostruito il contesto in cui si collocava il Compianto di Cristo prima della deposizione nel sepolcro, rappresentativa opera giovanile di Paolo Veronese. Si definisce l’intervento in più riprese nella cappella di Sant’Anna di Francesco Perezzoli detto il Ferrarino. Nonostante sia superstite un’unica opera, si congettura quale fosse lo stile delle opere perdute realizzate nel corso degli anni ottanta del Seicento, quando il pittore veronese svolge i suoi aggiornamenti a Milano, Bologna e Roma.
978-88-8314-995-5
Santa Maria della Vittoria e San Giorgio Nicola Giolfino Pittura veronese del Cinquecento Girolamo Dai Libri Francesco Morone Liberale da Verona Paolo Veronese
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/997830
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