La tesi esplora l'evoluzione del genere romanzo all'interno della letteratura indiano-americana del Novecento, in particolare nei decenni precedenti il cosiddetto Rinascimento Nativo Americano, la cui fortuna critica ha finito per oscurare l'emergere di una tradizione romanzesca in lingua inglese da parte degli scrittori nativi precedenti. Autori come Mourning Dove, D'Arcy McNickle, John Joseph Mathews, John Milton Oskison hanno saputo utilizzare la forma del romanzo per raccontare l'esperienza indiana in un periodo che mise più volte a repentaglio l'integrità e l'identità delle comunità indiane attraverso le politiche di assimilazione prima (dalla fine dell'Ottocento agli anni Venti) e di terminazione poi (anni Cinquanta), con la breve parentesi del New Deal indiano degli anni Trenta. Seppur utilizzando prevalentemente i modi espressivi del realismo e naturalismo (anche nella particolare declinazione del "modernismo etnico"), il romanzo si dimostrò un genere abbastanza flessibile da accogliere elementi della cultura indiana, quali ad esempio la tradizione orale o la figura del trickster. In tal modo, il genere si prestò a veicolare istanze critiche nei confronti delle rappresentazioni dell'indiano nella tradizione letteraria anglo-americana, o anche semplicemente a dar voce alle energie creative degli scrittori e delle loro comunità d'origine, troppo spesso condannate al silenzio e all'oblio dopo la completata sottomissione politico-militare del secolo precedente. In alcuni casi, autori di questa generazione seppero articolare punti di vista coerenti a supporto dell'auto-determinazione e sovranità indiana, anticipando così un aspetto centrale della politica letteraria della generazione successiva di romanzieri indiani quali N. Scott Momaday, Leslie M. Silko, James Welch, Gerald Vizenor.

The dissertation explores the development of the novel genre in 20th-century American Indian literature, particularly in the decades prior to the Native American Renaissance--whose critical fortune ended up obscuring the emergence of a novelistic tradition by earlier native writers in English. Authors like Mourning Dove, D'Arcy McNickle, John Joseph Mathews, John Milton Oskison, employed the novel form to tell about the Indian experience during a period in which the integrity and identity of native communities were repeatedly undermined, first through a number of assimilationist policies (from the turn of the century to the 1920s) and then through the termination legislation of the 1950s, despite the parenthesis of the Indian New Deal in the 1930s. Though mainly featuring the modes of realism and naturalism (also in the particular version of "ethnic modernism"), the novel proved to be a flexible genre that could accomodate elements of Indian culture, such as oral storytelling or the trickster figure. In this way, the genre could vehicle criticism against the representations of the Indian in the Anglo-American tradition, or simply give voice to the creative energies of the writers and their communities, which had been invariably silenced and forgotten after the completed political and military takeover of the previous century. In some cases, authors from this early generation managed to articulate viewpoints that were consistent with the ideas of Indian sovereignty and self-determination, thereby anticipating a crucial aspect of the literary politics expressed by the subsequent generation of Indian novelists, such as N. Scott Momaday, Leslie M. Silko, James Welch, Gerald Vizenor.

Enduring with/in the Stories: Native American Novel-Writing from the Assimilation Era to the Indian Renaissance (1920-1970)

Bosco, Stefano
2016-01-01

Abstract

La tesi esplora l'evoluzione del genere romanzo all'interno della letteratura indiano-americana del Novecento, in particolare nei decenni precedenti il cosiddetto Rinascimento Nativo Americano, la cui fortuna critica ha finito per oscurare l'emergere di una tradizione romanzesca in lingua inglese da parte degli scrittori nativi precedenti. Autori come Mourning Dove, D'Arcy McNickle, John Joseph Mathews, John Milton Oskison hanno saputo utilizzare la forma del romanzo per raccontare l'esperienza indiana in un periodo che mise più volte a repentaglio l'integrità e l'identità delle comunità indiane attraverso le politiche di assimilazione prima (dalla fine dell'Ottocento agli anni Venti) e di terminazione poi (anni Cinquanta), con la breve parentesi del New Deal indiano degli anni Trenta. Seppur utilizzando prevalentemente i modi espressivi del realismo e naturalismo (anche nella particolare declinazione del "modernismo etnico"), il romanzo si dimostrò un genere abbastanza flessibile da accogliere elementi della cultura indiana, quali ad esempio la tradizione orale o la figura del trickster. In tal modo, il genere si prestò a veicolare istanze critiche nei confronti delle rappresentazioni dell'indiano nella tradizione letteraria anglo-americana, o anche semplicemente a dar voce alle energie creative degli scrittori e delle loro comunità d'origine, troppo spesso condannate al silenzio e all'oblio dopo la completata sottomissione politico-militare del secolo precedente. In alcuni casi, autori di questa generazione seppero articolare punti di vista coerenti a supporto dell'auto-determinazione e sovranità indiana, anticipando così un aspetto centrale della politica letteraria della generazione successiva di romanzieri indiani quali N. Scott Momaday, Leslie M. Silko, James Welch, Gerald Vizenor.
Native American, American Indian, American literature, ethnic literature, American novel, Native American Renaissance, Assimilation Era
The dissertation explores the development of the novel genre in 20th-century American Indian literature, particularly in the decades prior to the Native American Renaissance--whose critical fortune ended up obscuring the emergence of a novelistic tradition by earlier native writers in English. Authors like Mourning Dove, D'Arcy McNickle, John Joseph Mathews, John Milton Oskison, employed the novel form to tell about the Indian experience during a period in which the integrity and identity of native communities were repeatedly undermined, first through a number of assimilationist policies (from the turn of the century to the 1920s) and then through the termination legislation of the 1950s, despite the parenthesis of the Indian New Deal in the 1930s. Though mainly featuring the modes of realism and naturalism (also in the particular version of "ethnic modernism"), the novel proved to be a flexible genre that could accomodate elements of Indian culture, such as oral storytelling or the trickster figure. In this way, the genre could vehicle criticism against the representations of the Indian in the Anglo-American tradition, or simply give voice to the creative energies of the writers and their communities, which had been invariably silenced and forgotten after the completed political and military takeover of the previous century. In some cases, authors from this early generation managed to articulate viewpoints that were consistent with the ideas of Indian sovereignty and self-determination, thereby anticipating a crucial aspect of the literary politics expressed by the subsequent generation of Indian novelists, such as N. Scott Momaday, Leslie M. Silko, James Welch, Gerald Vizenor.
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
tesi_dottorato_Bosco_Stefano_IRIS.pdf

non disponibili

Descrizione: tesi dottorato pdf
Tipologia: Tesi di dottorato
Licenza: Creative commons
Dimensione 7.11 MB
Formato Adobe PDF
7.11 MB Adobe PDF   Visualizza/Apri   Richiedi una copia

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/938800
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact