Il saggio muove dal recente dibattito contemporaneo sulla positivizzazione del diritto e sulla categoria del diritto vivente, confrontandolo con il concetto dinamico di diritto storicamente contestuale elaborato, in aperta polemica con il pensiero giuridico-filosofico a lui contemporaneo, da Giambattista Vico. In particolare, si prende in considerazione un apparente invito di Vico a considerare "verum ipsum factum", ossia a vedere il 'formante' del diritto nella sua stessa vita praticata, nel suo emergere contestuale nella prassi, confrontandolo con moniti altrove espressi dallo stesso autore, per il quale comunque il diritto non può mai ridursi a prodotto di autorità, ma deve sempre rapportarsi, sia pur problematicamente, con la veritas, e con la recta ratio. Il quesito diviene dunque il seguente: come possa interpretarsi, quindi, lo stesso controverso concetto di 'verum-factum', e come esso sia armonizzabile con la filosofia giuridica vichiana, attenta a non ridurre il diritto a pura forza né tanto meno a puro prodotto storico. Il saggio propone un'interpretazione originale ed autonoma del verum-factum, proponendo alcune riflessioni, a margine del confronto con Vico, sul problematico rapporto fra verità e diritto in un contesto, come quello contemporaneo, in cui la positivizzazione della norma sembra sempre più legarsi alla decisione puntuale del giudice del caso di specie.
Auctoritas cum veritate pugnare non potest? Riflessioni su positività e giuridica e diritto vivente a confronto con il pensiero di Giambattista Vico
REGGIO, Federico
2013-01-01
Abstract
Il saggio muove dal recente dibattito contemporaneo sulla positivizzazione del diritto e sulla categoria del diritto vivente, confrontandolo con il concetto dinamico di diritto storicamente contestuale elaborato, in aperta polemica con il pensiero giuridico-filosofico a lui contemporaneo, da Giambattista Vico. In particolare, si prende in considerazione un apparente invito di Vico a considerare "verum ipsum factum", ossia a vedere il 'formante' del diritto nella sua stessa vita praticata, nel suo emergere contestuale nella prassi, confrontandolo con moniti altrove espressi dallo stesso autore, per il quale comunque il diritto non può mai ridursi a prodotto di autorità, ma deve sempre rapportarsi, sia pur problematicamente, con la veritas, e con la recta ratio. Il quesito diviene dunque il seguente: come possa interpretarsi, quindi, lo stesso controverso concetto di 'verum-factum', e come esso sia armonizzabile con la filosofia giuridica vichiana, attenta a non ridurre il diritto a pura forza né tanto meno a puro prodotto storico. Il saggio propone un'interpretazione originale ed autonoma del verum-factum, proponendo alcune riflessioni, a margine del confronto con Vico, sul problematico rapporto fra verità e diritto in un contesto, come quello contemporaneo, in cui la positivizzazione della norma sembra sempre più legarsi alla decisione puntuale del giudice del caso di specie.File | Dimensione | Formato | |
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