Il saggio ha l’obiettivo di individuare una traccia interpretativa del cambiamento in atto nell’organizzazione della produzione di beni e servizi, orientato verso modelli organizzativi a rete, variante ormai dominante del profilo organizzativo del capitalismo, e di alcuni riflessi che tali cambiamenti stanno innescando a proposito della condizione dei lavoratori e dei sistemi di protezione sociale. Le trasformazioni nel mondo del lavoro sulle quali si sofferma sono quindi primariamente quelle di carattere organizzativo, finalizzate a ridisegnare nuovi e compositi sistemi di valorizzazione delle risorse produttive. Il capitalismo attuale, sempre più teso ad abbandonare alcuni presupposti fondativi del fordismo, propone comunque soluzioni organizzative che non di rado fanno ancora i conti con il taylorismo. L’idea della rete diviene comunque una chiave particolarmente rilevante nell’organizzazione dei processi di produzione dei beni e servizi, presupposto della capacità dei sistemi produttivi di distribuirsi su più territori alla ricerca delle risorse necessarie da impiegare alle migliori condizioni. La rete è quindi una parola chiave, sintesi di un passaggio storico che sta investendo le attività produttive, così come la vita delle persone, e rende sempre più evidente come i due ambiti – produzione e vita – siano ormai fortemente sovrapposti. Un passaggio da analizzare guardando anche alla necessità di governo della complessità della rete, alla possibilità di conoscere rischi e opportunità, alla prospettiva di portare nel confronto pubblico i processi in atto per creare una maggiore condivisione nel governo.

Lavoro, transizioni lavorative e territorio nel capitalismo delle reti. Elementi per un approfondimento

GOSETTI, Giorgio
2015-01-01

Abstract

Il saggio ha l’obiettivo di individuare una traccia interpretativa del cambiamento in atto nell’organizzazione della produzione di beni e servizi, orientato verso modelli organizzativi a rete, variante ormai dominante del profilo organizzativo del capitalismo, e di alcuni riflessi che tali cambiamenti stanno innescando a proposito della condizione dei lavoratori e dei sistemi di protezione sociale. Le trasformazioni nel mondo del lavoro sulle quali si sofferma sono quindi primariamente quelle di carattere organizzativo, finalizzate a ridisegnare nuovi e compositi sistemi di valorizzazione delle risorse produttive. Il capitalismo attuale, sempre più teso ad abbandonare alcuni presupposti fondativi del fordismo, propone comunque soluzioni organizzative che non di rado fanno ancora i conti con il taylorismo. L’idea della rete diviene comunque una chiave particolarmente rilevante nell’organizzazione dei processi di produzione dei beni e servizi, presupposto della capacità dei sistemi produttivi di distribuirsi su più territori alla ricerca delle risorse necessarie da impiegare alle migliori condizioni. La rete è quindi una parola chiave, sintesi di un passaggio storico che sta investendo le attività produttive, così come la vita delle persone, e rende sempre più evidente come i due ambiti – produzione e vita – siano ormai fortemente sovrapposti. Un passaggio da analizzare guardando anche alla necessità di governo della complessità della rete, alla possibilità di conoscere rischi e opportunità, alla prospettiva di portare nel confronto pubblico i processi in atto per creare una maggiore condivisione nel governo.
978-88-495-2953-1
Lavoro, Transizioni lavorative, Rete, Territorio
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/926987
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