Attraverso questa serie di esperimenti, abbiamo presentato i principali fattori per la selezione di target e definito le caratteristiche che consentono a un target di vincere la competizione per le risorse attenzionali. Abbiamo poi rivelato i correlati elettrofisiologici (ERP) del bottleneck attenzionale. In seguito abbiamo provocato cambiamenti durevoli, indotti da ricompensa, nella priorità attenzionale di specifiche posizioni spaziali e rivelato un'interessante influenza di caratteristiche individuali nella modulazione della performance mediata dalla ricompensa. Inizialmente abbiamo rilevato un'influenza generale di posizione del target nell’array, con migliori prestazioni per le posizioni più laterali, risultando in un’anisotropia del campo visivo. Abbiamo poi osservato un effetto di posizione relativa dei target, ovvero un significativo vantaggio nella performance quando i target sono presentati nei due emicampi. Infine abbiamo dimostrato che la relativa forza competitiva di due posizioni target in una coppia è fortemente predetta sulla base della performance misurata nella condizione di target singolo per le date posizioni. Nel secondo esperimento, abbiamo misurato i potenziali evento-correlati (ERP) al fine di svelare i correlati neurali del bottleneck attenzionale. L’N2pc non era modulata dal numero di target presentati, ma solo dal numero di target consciamente identificati, nonché dalla loro relativa posizione spaziale. Inoltre abbiamo dimostrato che la migliore performance a livello comportamentale (corrispondente al riportare entrambi i target, rispetto a solo uno, nella condizione di doppio target) potrebbe essere spiegata da un precoce impegno attenzionale nella data prova. Infine abbiamo rivelato una suggestiva modulazione dell'ampiezza dell’N2pc a seconda del numero di target individuati. Abbiamo poi studiato l'influenza di un protocollo di apprendimento mediato dalla ricompensa monetaria sulla priorità attenzionale delle posizioni nello spazio. Attraverso l'utilizzo di un protocollo di training basato su di una ricompensa, siamo stati in grado di produrre cambiamenti duraturi nelle mappe di priorità, che sono responsabili di dirigere l'attenzione spaziale e di mediare la selezione di target. In particolare, posizioni spaziali associate ad un risultato positivo durante il training hanno acquisito una priorità maggiore rispetto alle posizioni spaziali associate ad un risultato meno positivo. La variazione descritta nella priorità attenzionale di posizioni specifiche è risultata evidente solo in presenza di una competizione tra target. È importante sottolineare che i cambiamenti osservati in termini di prestazioni sono stati misurati dopo quattro giorni dalla fase di training, probabilmente riflettendo cambiamenti plastici durevoli nelle mappe di priorità spaziali. Infine, abbiamo indagato se l'entità del bias attenzionale derivato dalla ricompensa potesse dipendere da specifici attributi individuali e tratti di personalità. Un'interessante influenza di alcuni tratti è apparsa influenzare le prestazioni durante la fase di training. Specificamente, differenze di prestazioni (in termini di precisione e di tempi di reazione) nel riportare un target presentato in una posizione altamente ricompensata e un target presentato in una posizione scarsamente ricompensata erano predette da fattori riguardanti il profilo dei soggetti. In particolare, abbiamo identificato due principali tratti individuali aventi un’influenza sulle prestazioni, ovvero il sesso dei soggetti e il punteggio ottenuto nella sottoscala Drive della scala Behavioral Activation System. Complessivamente, questa ricerca offre risultati interessanti per quanto riguarda le basi comportamentali e neurali del bottleneck attenzionale. Inoltre, aggiunge nuovi critici elementi di prova nel campo dell'apprendimento attenzionale mediato dalla ricompensa, dimostrando che le mappe di priorità spaziali possono andare incontro a durevoli cambiamenti plastici.

Through this series of experiments, we unveiled major determinants in multiple target selection and defined which critical features allow a target to win competition for attentional resources. We then revealed the electrophysiological correlates (ERPs) of the attentional bottleneck. Moreover, we induced durable reward-based changes in the attentional priority of specific spatial locations, resulting in an imbalanced probability to identify a target in one or the other of two critical spatial locations in a pair, and revealed an interesting influence of individual traits affecting performance during the training session. In the first experiment, a series of critical elements were found to influence competition for attentional resources and allow a target to enter the attentional bottleneck. Firstly, an influence of target position within the stimulus array was revealed, with the best performance for the most lateralized positions, resulting in a visual anisotropy. We then observed an effect of targets’ relative position, namely a significant advantage when the targets were displayed across hemifields. Eventually, we demonstrated that the relative competitive strength of two target locations in a pair can be predicted on the basis of performance measured in the single target condition for the given locations. In the second experiment, we measured the Event-Related Potentials (ERPs) in order to directly unveil neural correlates of the attentional bottleneck. Interestingly, a number of critical factors appeared to affect the occurrence and amplitude of the N2pc component. Specifically, the N2pc was not modulated by the number of presented targets, but only by the number of consciously identified targets, as well as by their relative spatial position. Furthermore, we demonstrated that the better performance at the behavioral level (corresponding to correctly reporting both targets vs. one in the double target condition) could be explained by an earlier attentional engagement in the given trial. Finally, we revealed a suggestive modulation of the amplitude of the N2pc waveform depending on the number of identified targets. We then investigated the influence of a reward-based learning protocol on the attentional priority of locations in space. Specifically, through the use of a reward-based training protocol, we were able to produce enduring changes in priority maps that are responsible for directing spatial attention and for arbitrating target selection. In particular, spatial locations associated with an overall more positive outcome during training were prioritized with respect to spatial locations associated with an overall less positive outcome. Importantly, the observed changes in performance were measured after a four-day delay from the training phase, likely reflecting durable plastic changes in spatial priority maps. Finally, we investigated whether the entity of the acquired reward-based attentional bias could depend on specific individual attributes and personality traits. An interesting influence of individual traits appeared to affect performance during training. Specifically, differences in performance (in terms of accuracy and of reaction times) between reporting a target displayed at an 80Hh position vs. a target displayed at a 20Lh position appeared to be predicted by a series of factors concerning participant profile. In particular, we identified two main individual traits having an influence on performance, namely gender and individual scores at the Drive subscale of the Behavioral Activation System scale. Altogether, this research contributes interesting results with respect to the behavioral and neural basis of the attentional bottleneck that characterizes spatial directed attention. Moreover, it adds critical new evidence in the field of reward-mediated attentional learning, demonstrating that spatial priority maps can encounter durable plastic changes.

The Attentional Bottleneck: Constraints, Neural Correlates and Reward-Dependent Plasticity

Calletti, Riccardo
2015-01-01

Abstract

Attraverso questa serie di esperimenti, abbiamo presentato i principali fattori per la selezione di target e definito le caratteristiche che consentono a un target di vincere la competizione per le risorse attenzionali. Abbiamo poi rivelato i correlati elettrofisiologici (ERP) del bottleneck attenzionale. In seguito abbiamo provocato cambiamenti durevoli, indotti da ricompensa, nella priorità attenzionale di specifiche posizioni spaziali e rivelato un'interessante influenza di caratteristiche individuali nella modulazione della performance mediata dalla ricompensa. Inizialmente abbiamo rilevato un'influenza generale di posizione del target nell’array, con migliori prestazioni per le posizioni più laterali, risultando in un’anisotropia del campo visivo. Abbiamo poi osservato un effetto di posizione relativa dei target, ovvero un significativo vantaggio nella performance quando i target sono presentati nei due emicampi. Infine abbiamo dimostrato che la relativa forza competitiva di due posizioni target in una coppia è fortemente predetta sulla base della performance misurata nella condizione di target singolo per le date posizioni. Nel secondo esperimento, abbiamo misurato i potenziali evento-correlati (ERP) al fine di svelare i correlati neurali del bottleneck attenzionale. L’N2pc non era modulata dal numero di target presentati, ma solo dal numero di target consciamente identificati, nonché dalla loro relativa posizione spaziale. Inoltre abbiamo dimostrato che la migliore performance a livello comportamentale (corrispondente al riportare entrambi i target, rispetto a solo uno, nella condizione di doppio target) potrebbe essere spiegata da un precoce impegno attenzionale nella data prova. Infine abbiamo rivelato una suggestiva modulazione dell'ampiezza dell’N2pc a seconda del numero di target individuati. Abbiamo poi studiato l'influenza di un protocollo di apprendimento mediato dalla ricompensa monetaria sulla priorità attenzionale delle posizioni nello spazio. Attraverso l'utilizzo di un protocollo di training basato su di una ricompensa, siamo stati in grado di produrre cambiamenti duraturi nelle mappe di priorità, che sono responsabili di dirigere l'attenzione spaziale e di mediare la selezione di target. In particolare, posizioni spaziali associate ad un risultato positivo durante il training hanno acquisito una priorità maggiore rispetto alle posizioni spaziali associate ad un risultato meno positivo. La variazione descritta nella priorità attenzionale di posizioni specifiche è risultata evidente solo in presenza di una competizione tra target. È importante sottolineare che i cambiamenti osservati in termini di prestazioni sono stati misurati dopo quattro giorni dalla fase di training, probabilmente riflettendo cambiamenti plastici durevoli nelle mappe di priorità spaziali. Infine, abbiamo indagato se l'entità del bias attenzionale derivato dalla ricompensa potesse dipendere da specifici attributi individuali e tratti di personalità. Un'interessante influenza di alcuni tratti è apparsa influenzare le prestazioni durante la fase di training. Specificamente, differenze di prestazioni (in termini di precisione e di tempi di reazione) nel riportare un target presentato in una posizione altamente ricompensata e un target presentato in una posizione scarsamente ricompensata erano predette da fattori riguardanti il profilo dei soggetti. In particolare, abbiamo identificato due principali tratti individuali aventi un’influenza sulle prestazioni, ovvero il sesso dei soggetti e il punteggio ottenuto nella sottoscala Drive della scala Behavioral Activation System. Complessivamente, questa ricerca offre risultati interessanti per quanto riguarda le basi comportamentali e neurali del bottleneck attenzionale. Inoltre, aggiunge nuovi critici elementi di prova nel campo dell'apprendimento attenzionale mediato dalla ricompensa, dimostrando che le mappe di priorità spaziali possono andare incontro a durevoli cambiamenti plastici.
Spatial attention; Reward; Attentional learning; Bottleneck theory; N2pc Component; Personality; Personality Traits; Visual selective attention
Through this series of experiments, we unveiled major determinants in multiple target selection and defined which critical features allow a target to win competition for attentional resources. We then revealed the electrophysiological correlates (ERPs) of the attentional bottleneck. Moreover, we induced durable reward-based changes in the attentional priority of specific spatial locations, resulting in an imbalanced probability to identify a target in one or the other of two critical spatial locations in a pair, and revealed an interesting influence of individual traits affecting performance during the training session. In the first experiment, a series of critical elements were found to influence competition for attentional resources and allow a target to enter the attentional bottleneck. Firstly, an influence of target position within the stimulus array was revealed, with the best performance for the most lateralized positions, resulting in a visual anisotropy. We then observed an effect of targets’ relative position, namely a significant advantage when the targets were displayed across hemifields. Eventually, we demonstrated that the relative competitive strength of two target locations in a pair can be predicted on the basis of performance measured in the single target condition for the given locations. In the second experiment, we measured the Event-Related Potentials (ERPs) in order to directly unveil neural correlates of the attentional bottleneck. Interestingly, a number of critical factors appeared to affect the occurrence and amplitude of the N2pc component. Specifically, the N2pc was not modulated by the number of presented targets, but only by the number of consciously identified targets, as well as by their relative spatial position. Furthermore, we demonstrated that the better performance at the behavioral level (corresponding to correctly reporting both targets vs. one in the double target condition) could be explained by an earlier attentional engagement in the given trial. Finally, we revealed a suggestive modulation of the amplitude of the N2pc waveform depending on the number of identified targets. We then investigated the influence of a reward-based learning protocol on the attentional priority of locations in space. Specifically, through the use of a reward-based training protocol, we were able to produce enduring changes in priority maps that are responsible for directing spatial attention and for arbitrating target selection. In particular, spatial locations associated with an overall more positive outcome during training were prioritized with respect to spatial locations associated with an overall less positive outcome. Importantly, the observed changes in performance were measured after a four-day delay from the training phase, likely reflecting durable plastic changes in spatial priority maps. Finally, we investigated whether the entity of the acquired reward-based attentional bias could depend on specific individual attributes and personality traits. An interesting influence of individual traits appeared to affect performance during training. Specifically, differences in performance (in terms of accuracy and of reaction times) between reporting a target displayed at an 80Hh position vs. a target displayed at a 20Lh position appeared to be predicted by a series of factors concerning participant profile. In particular, we identified two main individual traits having an influence on performance, namely gender and individual scores at the Drive subscale of the Behavioral Activation System scale. Altogether, this research contributes interesting results with respect to the behavioral and neural basis of the attentional bottleneck that characterizes spatial directed attention. Moreover, it adds critical new evidence in the field of reward-mediated attentional learning, demonstrating that spatial priority maps can encounter durable plastic changes.
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Tesi di dottorato - Riccardo Calletti.pdf

non disponibili

Tipologia: Tesi di dottorato
Licenza: Accesso ristretto
Dimensione 3.95 MB
Formato Adobe PDF
3.95 MB Adobe PDF   Visualizza/Apri   Richiedi una copia

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/915588
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact