Lo scopo di questo lavoro è stato quello di indagare l’evoluzione di un’élite in un periodo di rapidi avvicendamenti politici. L’area oggetto dello studio è stata quella veneto-friulana, considerata in un arco cronologico compreso fra la caduta della Repubblica di Venezia nel 1797 e il Congresso di Vienna nel 1814-1815. L’obiettivo è stato quello di osservare come la società stratificata della Repubblica di Venezia reagì a dei veloci quanto sostanziali mutamenti politico-istituzionali, che portarono con sé anche mutamenti economici e culturali. Questo sia in termini di continuità, considerando il ruolo giocato dalle tradizionali aristocrazie cittadine e da un composito universo nobiliare, sia in termini di rottura, osservando l’ascesa di “uomini nuovi” esponenti delle professioni liberali e del mondo degli affari. La fine della millenaria Repubblica di Venezia, cui dopo una breve parentesi democratica seguì l’inclusione dell’area veneto-friulana all'interno dell’Impero asburgico (1798-1805), e successivamente all'interno del napoleonico Regno d’Italia (1806-1814), si accompagnò infatti ad un cambiamento nei valori di selezione e di auto-riconoscimento dei membri dell’élite. Barriere di tipo genealogico e geografico furono rimosse, e a priori ogni persona dotata di conoscenze e capacità poté assurgere a posizioni politico-amministrative di primo piano, anche se fattori quali prestigio familiare, ricchezza e relazioni sociali continuarono ad avere una grossa influenza. Di conseguenza, la mia tesi ha mirato ad identificare i membri di questa élite basandosi sia sul potere formale, sia su quello informale, ovverosia sia su incarichi politico-amministrativi, sia su reti di parentele, amicizie e clientele, analizzate attraverso l’analisi formale delle reti sociali. Focalizzandosi su di un gruppo di individui, e utilizzando dunque un approccio prosopografico, questa ricerca ha oltrepassato le tradizionali cesure cronologiche legate all'avvicendamento dei diversi regimi politici, presentando le trasformazioni di un ceto dirigente e le sue caratteristiche all'inizio del XIX secolo.

In this Ph.D. thesis I investigated and tried to define the process of composition and recomposition of a regional élite during an age of great political instability. My case study was the Veneto area between the end of the Venetian Republic in 1797 and the Congress of Vienna in 1814-1815. The aim of the project has been to observe how the stratified and hierarchical society of the Venetian Republic reacted to the major political changes to which it was subjected. This in terms of continuity, considering the role of traditional aristocracies and nobilities, and in terms of rupture, looking at the rise of “new men” coming from liberal professions or commerce. This case-study is noteworthy because the end of the thousand-year-old Republic engendered the brief inclusion of its territories into the Habsburg Empire (1798-1805) and into the Napoleonic Kingdom of Italy (1806-1814) causing a major shift in values. Genealogical and geographical barriers were removed, and allegedly any person with knowledge and talents could held primary political and administrative positions, even if factors such as family prestige, richness and social relations continued to have a huge importance. Accordingly, my thesis defines the members of this élite relying both on formal and informal power, i.e. political positions, networks of kinship, friendship and clientelism, analyzed through Social Network Analysis. Focusing on a set of individuals with a prosopographical approach, this research has crossed the traditional chronological boundaries of political regimes to present the transformation of a regional ruling class and its characteristics at the beginning of the XIX century.

Il "mondo nuovo": l'élite veneta fra Rivoluzione e Restaurazione (1797-1815)

Dal Cin, Valentina
2015-01-01

Abstract

Lo scopo di questo lavoro è stato quello di indagare l’evoluzione di un’élite in un periodo di rapidi avvicendamenti politici. L’area oggetto dello studio è stata quella veneto-friulana, considerata in un arco cronologico compreso fra la caduta della Repubblica di Venezia nel 1797 e il Congresso di Vienna nel 1814-1815. L’obiettivo è stato quello di osservare come la società stratificata della Repubblica di Venezia reagì a dei veloci quanto sostanziali mutamenti politico-istituzionali, che portarono con sé anche mutamenti economici e culturali. Questo sia in termini di continuità, considerando il ruolo giocato dalle tradizionali aristocrazie cittadine e da un composito universo nobiliare, sia in termini di rottura, osservando l’ascesa di “uomini nuovi” esponenti delle professioni liberali e del mondo degli affari. La fine della millenaria Repubblica di Venezia, cui dopo una breve parentesi democratica seguì l’inclusione dell’area veneto-friulana all'interno dell’Impero asburgico (1798-1805), e successivamente all'interno del napoleonico Regno d’Italia (1806-1814), si accompagnò infatti ad un cambiamento nei valori di selezione e di auto-riconoscimento dei membri dell’élite. Barriere di tipo genealogico e geografico furono rimosse, e a priori ogni persona dotata di conoscenze e capacità poté assurgere a posizioni politico-amministrative di primo piano, anche se fattori quali prestigio familiare, ricchezza e relazioni sociali continuarono ad avere una grossa influenza. Di conseguenza, la mia tesi ha mirato ad identificare i membri di questa élite basandosi sia sul potere formale, sia su quello informale, ovverosia sia su incarichi politico-amministrativi, sia su reti di parentele, amicizie e clientele, analizzate attraverso l’analisi formale delle reti sociali. Focalizzandosi su di un gruppo di individui, e utilizzando dunque un approccio prosopografico, questa ricerca ha oltrepassato le tradizionali cesure cronologiche legate all'avvicendamento dei diversi regimi politici, presentando le trasformazioni di un ceto dirigente e le sue caratteristiche all'inizio del XIX secolo.
élites; età napoleonica; Storia di Venezia; Veneto; network; social network analysis (SNA); capitale sociale; reti sociali
In this Ph.D. thesis I investigated and tried to define the process of composition and recomposition of a regional élite during an age of great political instability. My case study was the Veneto area between the end of the Venetian Republic in 1797 and the Congress of Vienna in 1814-1815. The aim of the project has been to observe how the stratified and hierarchical society of the Venetian Republic reacted to the major political changes to which it was subjected. This in terms of continuity, considering the role of traditional aristocracies and nobilities, and in terms of rupture, looking at the rise of “new men” coming from liberal professions or commerce. This case-study is noteworthy because the end of the thousand-year-old Republic engendered the brief inclusion of its territories into the Habsburg Empire (1798-1805) and into the Napoleonic Kingdom of Italy (1806-1814) causing a major shift in values. Genealogical and geographical barriers were removed, and allegedly any person with knowledge and talents could held primary political and administrative positions, even if factors such as family prestige, richness and social relations continued to have a huge importance. Accordingly, my thesis defines the members of this élite relying both on formal and informal power, i.e. political positions, networks of kinship, friendship and clientelism, analyzed through Social Network Analysis. Focusing on a set of individuals with a prosopographical approach, this research has crossed the traditional chronological boundaries of political regimes to present the transformation of a regional ruling class and its characteristics at the beginning of the XIX century.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/877004
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