Considerata la vastità del tema trattato, è fatto riferimento ai principali rinvenimenti evidenziando come proprio nella funzione delle grotte, frequentate in varie età preistoriche e protostoriche, vengano a riflettersi i principali cambiamenti che contraddistinguono le diverse epoche. Iniziando dal Paleolitico, di eccezionale interesse sono le evidenze emerse nella Grotta di Fumane, dove è documentato l’uso ornamentale delle penne remiganti di uccelli da parte degli ultimi Neandertaliani e negli strati aurignaziani sono stati rinvenuti frammenti di pietra dipinti con ocra rossa costituenti una delle più antiche espressioni figurative europee. Di particolare importanza è la Caverna delle Arene Candide, utilizzata nel Paleolitico e nel Neolitico per sepolture, come insediamento e, in età neolitica, in parte adibita a stalla. In altre grotte con funzione cultuale, talora connessa con quella funeraria, la primaria importanza delle innovazioni di carattere economico del Neolitico viene a riflettersi in una concezione religiosa specificamente agraria. Nell’Eneolitico allo sviluppo e vasta diffusione del culto degli antenati strettamente connesso alle rilevanti trasformazioni in ambito economico e socio-politico, oltre alla statuaria antropomorfa, sono riconducibili gli articolati rituali identificati nei più recenti scavi in grotte o ripari con sepolture collettive. Soltanto fino a una fase iniziale del Bronzo Antico in alcune zone si estende l’uso delle grotte come sepolcreti destinati all’intera comunità in una progressiva rarefazione delle frequentazioni degli ambienti che risultano pressoché abbandonati nelle fasi più avanzate; un importante cambiamento si manifesta nella ricorrenza di seppellimenti selettivi, riservati a un segmento della comunità o a determinate categorie di individui. Nel Bronzo Medio evidente risulta un incremento di manifestazioni di carattere cultuale frequentemente rievocanti antichissime tradizioni, ma contraddistinte da una serie di elementi indicativi di concezioni religiose progressivamente più complesse; frequenti sono i casi in cui la deposizione di resti umani sembra far parte integrante di manifestazioni di carattere più propriamente cultuale, come nelle cavità di Belverde di Cetona che si configurano quale di principale centro di culto dell’area medio-tirrenica e continuano ad essere frequentate oltre il generale un generale abbandono delle grotte verificatosi alla fine del Bronzo Medio.

L’occupazione delle grotte in epoca preistorica e protostorica nell’Italia centro-settentrionale

COCCHI, DANIELA
2014-01-01

Abstract

Considerata la vastità del tema trattato, è fatto riferimento ai principali rinvenimenti evidenziando come proprio nella funzione delle grotte, frequentate in varie età preistoriche e protostoriche, vengano a riflettersi i principali cambiamenti che contraddistinguono le diverse epoche. Iniziando dal Paleolitico, di eccezionale interesse sono le evidenze emerse nella Grotta di Fumane, dove è documentato l’uso ornamentale delle penne remiganti di uccelli da parte degli ultimi Neandertaliani e negli strati aurignaziani sono stati rinvenuti frammenti di pietra dipinti con ocra rossa costituenti una delle più antiche espressioni figurative europee. Di particolare importanza è la Caverna delle Arene Candide, utilizzata nel Paleolitico e nel Neolitico per sepolture, come insediamento e, in età neolitica, in parte adibita a stalla. In altre grotte con funzione cultuale, talora connessa con quella funeraria, la primaria importanza delle innovazioni di carattere economico del Neolitico viene a riflettersi in una concezione religiosa specificamente agraria. Nell’Eneolitico allo sviluppo e vasta diffusione del culto degli antenati strettamente connesso alle rilevanti trasformazioni in ambito economico e socio-politico, oltre alla statuaria antropomorfa, sono riconducibili gli articolati rituali identificati nei più recenti scavi in grotte o ripari con sepolture collettive. Soltanto fino a una fase iniziale del Bronzo Antico in alcune zone si estende l’uso delle grotte come sepolcreti destinati all’intera comunità in una progressiva rarefazione delle frequentazioni degli ambienti che risultano pressoché abbandonati nelle fasi più avanzate; un importante cambiamento si manifesta nella ricorrenza di seppellimenti selettivi, riservati a un segmento della comunità o a determinate categorie di individui. Nel Bronzo Medio evidente risulta un incremento di manifestazioni di carattere cultuale frequentemente rievocanti antichissime tradizioni, ma contraddistinte da una serie di elementi indicativi di concezioni religiose progressivamente più complesse; frequenti sono i casi in cui la deposizione di resti umani sembra far parte integrante di manifestazioni di carattere più propriamente cultuale, come nelle cavità di Belverde di Cetona che si configurano quale di principale centro di culto dell’area medio-tirrenica e continuano ad essere frequentate oltre il generale un generale abbandono delle grotte verificatosi alla fine del Bronzo Medio.
9781784910389
grotte; Italia centro-settentrionale; Paleolitico; Neolitico; età del rame
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