Si ritiene comunemente che la separazione tra le arti e le scienze nel mondo occidentale, che si può far risalire fino a Platone, sia stata definitivamente sancita in età romantica, quando, sulla scorta del pensiero kantiano, l’arte rivendica una propria autonomia espressiva e concettuale determinando la nascita dell’estetica. Attraverso la reinterpretazione dei frammenti dei primi romantici tedeschi, si perviene però ad un ben diverso scenario, dal momento che Friedrich Schlegel, Novalis, Schelling e, in generale, tutti gli altri membri del circolo di Jena, suggeriscono precocemente, ancorché in maniera non sistematica, un riavvicinamento di tutti gli ambiti disciplinari e, nello specifico, dell’arte e della scienza, distinte a livello pratico, come attività dotate di una propria autonomia operativa, ma ricongiungibili a livello teoretico, in quanto entrambe miranti alla conoscenza del mondo. Ne consegue un ribaltamento dell’impostazione tradizionale che vuole la scienza razionale come unica depositaria del sapere, e una rivalutazione del portato conoscitivo dell’arte che suggerisce un’identità di fondo delle due attività.

It is commonly thought that the separation between the arts and sciences in the Western world, which can be traced back to Plato, it was finally confirmed in the Romantic era, when, on the basis of the Kantian thought, the art demands its own expressive and conceptual autonomy, determining the birth of aesthetics. Through the reinterpretation of the early German Romantics’ fragments, however, we come to a very different scenario, as Friedrich Schlegel, Novalis, Schelling and, in general, all the other members of the circle of Jena, prematurely suggest, albeit unsystematically, a rapprochement of all disciplines and, specifically, of the art and science, distinct on a practical level, as activities that have their own operative autonomy, but rejoinable on a theoretical level, as both aimed at the knowledge of the world. The result is a reversal of the traditional approach, which wants rational science as the only repository of knowledge and an appreciation of art’s cognitive effect, which suggests an underlying identity of the two activities.

"Poesie und Philosophie sollen vereinigt sein". Arte e scienza nel primo romanticismo tedesco

OROPALLO, Lorenzo
2014-01-01

Abstract

Si ritiene comunemente che la separazione tra le arti e le scienze nel mondo occidentale, che si può far risalire fino a Platone, sia stata definitivamente sancita in età romantica, quando, sulla scorta del pensiero kantiano, l’arte rivendica una propria autonomia espressiva e concettuale determinando la nascita dell’estetica. Attraverso la reinterpretazione dei frammenti dei primi romantici tedeschi, si perviene però ad un ben diverso scenario, dal momento che Friedrich Schlegel, Novalis, Schelling e, in generale, tutti gli altri membri del circolo di Jena, suggeriscono precocemente, ancorché in maniera non sistematica, un riavvicinamento di tutti gli ambiti disciplinari e, nello specifico, dell’arte e della scienza, distinte a livello pratico, come attività dotate di una propria autonomia operativa, ma ricongiungibili a livello teoretico, in quanto entrambe miranti alla conoscenza del mondo. Ne consegue un ribaltamento dell’impostazione tradizionale che vuole la scienza razionale come unica depositaria del sapere, e una rivalutazione del portato conoscitivo dell’arte che suggerisce un’identità di fondo delle due attività.
Arte; scienza; estetica; epistemologia
It is commonly thought that the separation between the arts and sciences in the Western world, which can be traced back to Plato, it was finally confirmed in the Romantic era, when, on the basis of the Kantian thought, the art demands its own expressive and conceptual autonomy, determining the birth of aesthetics. Through the reinterpretation of the early German Romantics’ fragments, however, we come to a very different scenario, as Friedrich Schlegel, Novalis, Schelling and, in general, all the other members of the circle of Jena, prematurely suggest, albeit unsystematically, a rapprochement of all disciplines and, specifically, of the art and science, distinct on a practical level, as activities that have their own operative autonomy, but rejoinable on a theoretical level, as both aimed at the knowledge of the world. The result is a reversal of the traditional approach, which wants rational science as the only repository of knowledge and an appreciation of art’s cognitive effect, which suggests an underlying identity of the two activities.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/677965
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