Come si pone E. T. A. Hoffmann (1776-1822), il noto autore del romanticismo tedesco, il maestro dell’ "Unheimlich", nei confronti del discorso sul genere e sulla costruzione del genere? Come è possibile dare senso e interpretare le numerose figure di ibridi, le situazioni ambigue e inquietanti che compaiono in grande quantità nella sua opera? E come interagiscono queste strutture e queste situazioni con i valori e le norme sociali dell’epoca in relazione a ciò che si considera appropriato per il maschile e per il femminile? La tesi di dottorato intende sostenere che i testi di Hoffmann presi in considerazione offrono una posizione contro-discorsiva; in altre parole essi si pongono di traverso rispetto alle regole di coerenza intorno alle quali e grazie alle quali si coagulano i discorsi sulla famiglia, sull’amore, sul genere, sulla sessualità, sul romanticismo, sulla cultura, sulla natura. Le esagerazioni e la parodia del genere maschile e femminile e dei rapporti tra i sessi presenti nell’opera di Hoffmann decostruiscono le rappresentazioni tradizionali e gli stereotipi che si vanno formando e stabilizzando tra la metà del Settecento e nel corso dell’Ottocento. I testi di Hoffmann mostrano la precarietà e la pericolosità degli schemi che si vanno costruendo, anziché il loro consolidamento e trionfo; le relazioni amorose, ad esempio, vengono spesso rappresentate in chiave ironica, satirica, comica, all’interno di citazioni e di strategie metalinguistiche. Situazioni di trasgressione, figure ibride, pratiche narrative disorientanti mettono in crisi i ruoli sessuali e di genere codificati. In ciò Hoffmann non lascia alcuna certezza al lettore. Questo è forse uno dei motivi per cui i contemporanei attribuirono alla scrittura hoffmanniana un carattere confuso e sconcertante. Hoffmann fu definito uno spirito malato (Goethe), uno scrittore superficiale (Eichendorff). Letture recenti tendono però a riconoscere proprio nelle caratteristiche appena ricordate l’affinità rivoluzionaria dell’autore con le modalità di scrittura e le tematiche della modernità. In questo senso appaiono interessanti quegli studi che si occupano di mettere in luce il carattere costruttivista e multidiscorsivo delle opere di Hoffmann. Una lettura che si basa sulla prospettiva critica dei Gender e dei Queer Studies appare tuttavia a tutt’oggi ancora limitata a singoli studi su singoli testi. I riferimenti teorici e metodologici della tesi di dottorato sono rappresentati dalla narratologia e dagli studi di genere e queer. Nella tradizione della scienza della letteratura il genere e il sesso della voce narrante e dei personaggi nonché le loro interazioni sono stati ritenuti categorie poco interessanti se non inutili. Questa posizione è mutata con l’affermarsi nella critica letteraria dei Gender Studies, che, come è noto, si sono sviluppati a partire dagli anni ’80 del secolo scorso sulla base dell’approccio femminista alla letteratura. In questo contesto hanno avuto una grande rilevanza alcuni contributi della critica letteraria anglosassone che hanno messo in luce l’utilità di della categoria di genere nello studio delle strutture e dei temi presenti nel testo letterario: questa prospettiva critica si rivela produttiva sia sotto il profilo tematico che sotto quello del discorso narrativo. Le strutture e le strategie narrative non sono infatti solo elementi formali, ma sono apportatrici di significato, sono cioè l’incarnazione di condizioni sociali, storiche, economiche, politiche. Esse costituiscono una forma di ideologia che si manifesta in veste testuale. In seguito all’instaurarsi del cosiddetto "performativ turn" all’interno dei Genders Studies a partire dagli anni ’90 del secolo scorso, i nuovi approcci critici mirano con determinazione ancora maggiore a superare l’opposizione tradizionale uomo/donna, fondata su posizioni essenzialiste quali quella di “femminile” e “maschile” o di “natura”. In questo contesto i concetti chiave sono quelli di trasgressione, di soglia, di sconfinamento o superamento dei confini e le figure di pensiero che mettono in questione le opposizioni binarie su cui si fonda la tradizione del pensiero occidentale (natura/cultura; uomo/donna; uomo/animale ecc.). A partire dal cosiddetto "spacial turn" anche gli spazi narrati che, nelle tradizionali posizioni interpretative venivano visti come semplici contenitori o quinte della narrazione, acquistano una nuova rilevanza. Sulla base del concetto di “engendered space” (spazio marcato dalla differenza di genere) gli spazi non sono neutri o neutrali, ma ricevono una codifica di genere. La tesi di dottorato ha preso in considerazione le opere tarde di E. T. A. Hoffmann, in particolare le due fiabe "Klein Zaches genannt Zinnober" (1819) e "Meister Floh" (1822), il romanzo "Lebensansichten des Katers Murr" (1819-22) e quattro racconti poco considerati dalla critica: "Die Brautwahl" (1820), Der Elementargeist" (1822), "Die Doppeltgänger" (1822) e Datura Fastuosa (1822). Esse costituiscono un complesso testuale relativamente omogeneo sia dal punto di vista formale che tematico: formalmente le opere sopra citate sono in larga parte caratterizzate da una struttura polifonica, dalle prospettive multiple, da un massiccio uso di riferimenti intertestuali e dall’uso della parodia e dell’umorismo. Sul piano tematico esse sono caratterizzate dal superamento del dualismo realtà-fantasia (ovvero della duplicità dell’essere) che aveva caratterizzato i testi precedenti. Sia sul piano formale che su quello tematico i testi presi in esame lasciano emergere la grande modernità di uno dei più importanti scrittori del romanticismo tedesco.

How does E.T.A. Hoffmann (1776-1822), the famous author of German romanticism, the master of the “unheimlich”, deal with the construction of gender and gender discourses at his time? How is it possible to understand and interpret the many hybrid figures and the ambivalent situations that populate his work? And how do these tropes interact with the social values and norms of his time for what concerns masculinity and femininity and the discourses on family, sexuality, desire and love? The present doctoral thesis argues that the late texts by Hoffmann, which are taken into consideration in the analysis, represent a critical challenge to the values and norms mentioned above. The exaggerations, the deformations and the parody of masculinity and femininity and of the relationship between men and women deconstruct the representations and the stereotypes of femininity and masculinity that were formed by mid eighteenth and were consolidated in the nineteenth century. Hoffmann’s texts point out the difficulties of these structures instead of showing their positivity; love relationships for instance are often represented with irony and satire; transgressions, crossing boundaries, hybrid figures and disorienting narrative structures question the codified sexual roles and the traditional genres. The theoretical and methodological reference points of the dissertation are located in gender and in queer studies in connection with the analytical tools of narratology. In the traditional literary criticism the gender and the sex of the characters and of the narrating voice were not considered important categories. This position changed when gender studies received their establishment in literary criticism in the late twentieth century. Taking gender into consideration as a useful category of analysis of texts opens up new perspectives both from the point of view of the thematic analysis of the text and of the point of view of the narrative discourse. In this sense narrative structures and strategies are not neutral, that is they are not only formal elements, but they carry sense, as they embody social, economic and political conditions.

E.T.A. Hoffmanns Spätwerk: Queer Readings

FERRO MILONE, GIULIA
2014

Abstract

Come si pone E. T. A. Hoffmann (1776-1822), il noto autore del romanticismo tedesco, il maestro dell’ "Unheimlich", nei confronti del discorso sul genere e sulla costruzione del genere? Come è possibile dare senso e interpretare le numerose figure di ibridi, le situazioni ambigue e inquietanti che compaiono in grande quantità nella sua opera? E come interagiscono queste strutture e queste situazioni con i valori e le norme sociali dell’epoca in relazione a ciò che si considera appropriato per il maschile e per il femminile? La tesi di dottorato intende sostenere che i testi di Hoffmann presi in considerazione offrono una posizione contro-discorsiva; in altre parole essi si pongono di traverso rispetto alle regole di coerenza intorno alle quali e grazie alle quali si coagulano i discorsi sulla famiglia, sull’amore, sul genere, sulla sessualità, sul romanticismo, sulla cultura, sulla natura. Le esagerazioni e la parodia del genere maschile e femminile e dei rapporti tra i sessi presenti nell’opera di Hoffmann decostruiscono le rappresentazioni tradizionali e gli stereotipi che si vanno formando e stabilizzando tra la metà del Settecento e nel corso dell’Ottocento. I testi di Hoffmann mostrano la precarietà e la pericolosità degli schemi che si vanno costruendo, anziché il loro consolidamento e trionfo; le relazioni amorose, ad esempio, vengono spesso rappresentate in chiave ironica, satirica, comica, all’interno di citazioni e di strategie metalinguistiche. Situazioni di trasgressione, figure ibride, pratiche narrative disorientanti mettono in crisi i ruoli sessuali e di genere codificati. In ciò Hoffmann non lascia alcuna certezza al lettore. Questo è forse uno dei motivi per cui i contemporanei attribuirono alla scrittura hoffmanniana un carattere confuso e sconcertante. Hoffmann fu definito uno spirito malato (Goethe), uno scrittore superficiale (Eichendorff). Letture recenti tendono però a riconoscere proprio nelle caratteristiche appena ricordate l’affinità rivoluzionaria dell’autore con le modalità di scrittura e le tematiche della modernità. In questo senso appaiono interessanti quegli studi che si occupano di mettere in luce il carattere costruttivista e multidiscorsivo delle opere di Hoffmann. Una lettura che si basa sulla prospettiva critica dei Gender e dei Queer Studies appare tuttavia a tutt’oggi ancora limitata a singoli studi su singoli testi. I riferimenti teorici e metodologici della tesi di dottorato sono rappresentati dalla narratologia e dagli studi di genere e queer. Nella tradizione della scienza della letteratura il genere e il sesso della voce narrante e dei personaggi nonché le loro interazioni sono stati ritenuti categorie poco interessanti se non inutili. Questa posizione è mutata con l’affermarsi nella critica letteraria dei Gender Studies, che, come è noto, si sono sviluppati a partire dagli anni ’80 del secolo scorso sulla base dell’approccio femminista alla letteratura. In questo contesto hanno avuto una grande rilevanza alcuni contributi della critica letteraria anglosassone che hanno messo in luce l’utilità di della categoria di genere nello studio delle strutture e dei temi presenti nel testo letterario: questa prospettiva critica si rivela produttiva sia sotto il profilo tematico che sotto quello del discorso narrativo. Le strutture e le strategie narrative non sono infatti solo elementi formali, ma sono apportatrici di significato, sono cioè l’incarnazione di condizioni sociali, storiche, economiche, politiche. Esse costituiscono una forma di ideologia che si manifesta in veste testuale. In seguito all’instaurarsi del cosiddetto "performativ turn" all’interno dei Genders Studies a partire dagli anni ’90 del secolo scorso, i nuovi approcci critici mirano con determinazione ancora maggiore a superare l’opposizione tradizionale uomo/donna, fondata su posizioni essenzialiste quali quella di “femminile” e “maschile” o di “natura”. In questo contesto i concetti chiave sono quelli di trasgressione, di soglia, di sconfinamento o superamento dei confini e le figure di pensiero che mettono in questione le opposizioni binarie su cui si fonda la tradizione del pensiero occidentale (natura/cultura; uomo/donna; uomo/animale ecc.). A partire dal cosiddetto "spacial turn" anche gli spazi narrati che, nelle tradizionali posizioni interpretative venivano visti come semplici contenitori o quinte della narrazione, acquistano una nuova rilevanza. Sulla base del concetto di “engendered space” (spazio marcato dalla differenza di genere) gli spazi non sono neutri o neutrali, ma ricevono una codifica di genere. La tesi di dottorato ha preso in considerazione le opere tarde di E. T. A. Hoffmann, in particolare le due fiabe "Klein Zaches genannt Zinnober" (1819) e "Meister Floh" (1822), il romanzo "Lebensansichten des Katers Murr" (1819-22) e quattro racconti poco considerati dalla critica: "Die Brautwahl" (1820), Der Elementargeist" (1822), "Die Doppeltgänger" (1822) e Datura Fastuosa (1822). Esse costituiscono un complesso testuale relativamente omogeneo sia dal punto di vista formale che tematico: formalmente le opere sopra citate sono in larga parte caratterizzate da una struttura polifonica, dalle prospettive multiple, da un massiccio uso di riferimenti intertestuali e dall’uso della parodia e dell’umorismo. Sul piano tematico esse sono caratterizzate dal superamento del dualismo realtà-fantasia (ovvero della duplicità dell’essere) che aveva caratterizzato i testi precedenti. Sia sul piano formale che su quello tematico i testi presi in esame lasciano emergere la grande modernità di uno dei più importanti scrittori del romanticismo tedesco.
Hoffmann; Gender Studies; Queer Studies; Kater Murr; Klein Zaches; Meister Floh
How does E.T.A. Hoffmann (1776-1822), the famous author of German romanticism, the master of the “unheimlich”, deal with the construction of gender and gender discourses at his time? How is it possible to understand and interpret the many hybrid figures and the ambivalent situations that populate his work? And how do these tropes interact with the social values and norms of his time for what concerns masculinity and femininity and the discourses on family, sexuality, desire and love? The present doctoral thesis argues that the late texts by Hoffmann, which are taken into consideration in the analysis, represent a critical challenge to the values and norms mentioned above. The exaggerations, the deformations and the parody of masculinity and femininity and of the relationship between men and women deconstruct the representations and the stereotypes of femininity and masculinity that were formed by mid eighteenth and were consolidated in the nineteenth century. Hoffmann’s texts point out the difficulties of these structures instead of showing their positivity; love relationships for instance are often represented with irony and satire; transgressions, crossing boundaries, hybrid figures and disorienting narrative structures question the codified sexual roles and the traditional genres. The theoretical and methodological reference points of the dissertation are located in gender and in queer studies in connection with the analytical tools of narratology. In the traditional literary criticism the gender and the sex of the characters and of the narrating voice were not considered important categories. This position changed when gender studies received their establishment in literary criticism in the late twentieth century. Taking gender into consideration as a useful category of analysis of texts opens up new perspectives both from the point of view of the thematic analysis of the text and of the point of view of the narrative discourse. In this sense narrative structures and strategies are not neutral, that is they are not only formal elements, but they carry sense, as they embody social, economic and political conditions.
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Tipologia: Tesi di dottorato
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