Questa tesi si propone di analizzare i molteplici punti di vista di Magritte alla luce della sua interdisciplinarità. Il primo capitolo si basa sul côté filosofico e linguistico rintracciabile nella sua opera, per esplorarne nel dettaglio l’aspetto figurativo e semiotico. L’utilizzo delle forme retoriche in Magritte mostra con evidenza l’importanza del carattere grafemico della parola, sovrastato dal segno mimetico. L’incontro, o meglio la coincidenza, tra i due contrari (semiosis e mimesis) lascia apparire lo spazio che li separa: il non luogo a cui abbiamo cercato di dare una definizione. Da un punto di vista comparatista questo scarto mostra vari legami letterari (soprattutto con Baudelaire e Mallarmé) insiti nei titoli e nelle rappresentazioni delle produzioni magrittiane. Le parole diventano immagini e il ruolo della memoria e del sogno trova un raccordo con il pensiero di R. Caillois. L’artista costruisce una rete con il passato, il presente e il futuro, che fa pensare a un parallelo con l’Atlas warburghiano. In questo mosaico il gesto di scrivere si mescola a quello di dipingere, cosicché in Magritte la distinzione tra le due azioni si annulla nella libera associazione risimbolizzata del visibile. Il pittore distrugge e costruisce al contempo, sovrapponendo le apparenze, in modo da annullare la mimesis stessa, nel senso di descrizione fedele della realtà. La negazione e lo scarto sorgono dalla loro fusione in un unico contenitore, che da una parte esalta la differenza ma che dall’altra vi costruisce sopra la propria appartenenza. È ciò che certe creazioni magrittiane rivelano in ambito illustrativo o filmico, dove assistiamo alla decomposizione e poi alla ricomposizione delle realtà distanti attraverso l’humour, che lascia intravedere lo spessore sottile di separazione.

This thesis aims at analyzing Magritte’s multifarious artistry in the light of its interdisciplinarity. The first chapter starts from the philosophical and linguistic côté that can be found in his work in order to deeply explore its figurative and semiotic aspects. The use of rhetorical forms in Magritte clearly shows the importance of the graphemic character of the word, dominated by the mimetic sign. The encounter, or rather the coincidence, between the two opposites (mimesis and semiosis) discloses the space that separates them: the nowhere we tried to define through various instruments. From a comparative point of view, this space of separation shows various literary ties (especially with Baudelaire and Mallarmé) inherent in the titles and in the representations of Magritte work. The words become images and the role of memory and dream attuned to the thought of R. Caillois. The artist constructs a network with the past, the present and the future, which suggests a parallelism with Warburg’s Atlas. In this mosaic, the gesture of writing mixes with the painting; similarly in Magritte the distinction between the two actions is cancelled through the free re-signified association of the visible. The painter destroys and builds at the same time, superimposing appearances, so to move away from a faithful description of reality. This rejection produces a gap in which the content of words and images fuses into a single element: page–canvas–screen. This is what some of Magritte’s creations reveal in their illustrative and film transposition, in which we see the assembling and disassembling of distant realities through the use of humor that reveals their thin divide.

Magritte e i suoi molteplici punti di vista. Riflessi letterari dell’oggetto dipinto, filmato e sceneggiato

BISERNI, Marcella
2013

Abstract

Questa tesi si propone di analizzare i molteplici punti di vista di Magritte alla luce della sua interdisciplinarità. Il primo capitolo si basa sul côté filosofico e linguistico rintracciabile nella sua opera, per esplorarne nel dettaglio l’aspetto figurativo e semiotico. L’utilizzo delle forme retoriche in Magritte mostra con evidenza l’importanza del carattere grafemico della parola, sovrastato dal segno mimetico. L’incontro, o meglio la coincidenza, tra i due contrari (semiosis e mimesis) lascia apparire lo spazio che li separa: il non luogo a cui abbiamo cercato di dare una definizione. Da un punto di vista comparatista questo scarto mostra vari legami letterari (soprattutto con Baudelaire e Mallarmé) insiti nei titoli e nelle rappresentazioni delle produzioni magrittiane. Le parole diventano immagini e il ruolo della memoria e del sogno trova un raccordo con il pensiero di R. Caillois. L’artista costruisce una rete con il passato, il presente e il futuro, che fa pensare a un parallelo con l’Atlas warburghiano. In questo mosaico il gesto di scrivere si mescola a quello di dipingere, cosicché in Magritte la distinzione tra le due azioni si annulla nella libera associazione risimbolizzata del visibile. Il pittore distrugge e costruisce al contempo, sovrapponendo le apparenze, in modo da annullare la mimesis stessa, nel senso di descrizione fedele della realtà. La negazione e lo scarto sorgono dalla loro fusione in un unico contenitore, che da una parte esalta la differenza ma che dall’altra vi costruisce sopra la propria appartenenza. È ciò che certe creazioni magrittiane rivelano in ambito illustrativo o filmico, dove assistiamo alla decomposizione e poi alla ricomposizione delle realtà distanti attraverso l’humour, che lascia intravedere lo spessore sottile di separazione.
Surrealismo; Breton; Magritte; Sogno; Cinema
This thesis aims at analyzing Magritte’s multifarious artistry in the light of its interdisciplinarity. The first chapter starts from the philosophical and linguistic côté that can be found in his work in order to deeply explore its figurative and semiotic aspects. The use of rhetorical forms in Magritte clearly shows the importance of the graphemic character of the word, dominated by the mimetic sign. The encounter, or rather the coincidence, between the two opposites (mimesis and semiosis) discloses the space that separates them: the nowhere we tried to define through various instruments. From a comparative point of view, this space of separation shows various literary ties (especially with Baudelaire and Mallarmé) inherent in the titles and in the representations of Magritte work. The words become images and the role of memory and dream attuned to the thought of R. Caillois. The artist constructs a network with the past, the present and the future, which suggests a parallelism with Warburg’s Atlas. In this mosaic, the gesture of writing mixes with the painting; similarly in Magritte the distinction between the two actions is cancelled through the free re-signified association of the visible. The painter destroys and builds at the same time, superimposing appearances, so to move away from a faithful description of reality. This rejection produces a gap in which the content of words and images fuses into a single element: page–canvas–screen. This is what some of Magritte’s creations reveal in their illustrative and film transposition, in which we see the assembling and disassembling of distant realities through the use of humor that reveals their thin divide.
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