Nel pensiero contemporaneo la questione della metafisica viene posta e risolta sul terreno della logica pura. L’impostazione contemporanea del problema metafisico dipende dall’avvento della logica matematica. Ora, secondo i neopositivisti, questa disciplina offre gli strumenti per negare in modo definitivo la possibilità stessa di una metafisica teorica. I tomisti reagiscono all’eliminazione logica della filosofia prima, negando alla logistic il rango di vera e propria logica. La tesi tomista si basa su una precisa filosofia della logica. Il fine di Inaudita Ars è quello di esaminare tale filosofia, analizzando in particolare il modello demiurgico che i tomismi elaborano a partire dalla nozione di ars logica. Le tesi principale di Inaudita Ars possono essere formulate come segue: a) Il modello demiurgico con cui i tomisti cercano di definire la natura dei metodi analitici, fornisce una semplice approssimazione analogica all’ente di ragione (being of reason), lasciando conseguentemente del tutto irrisolta la questione relativa alla epistemic quiddity of logic. b) Nondimeno, la risposta puramente analogica del modello demiurgico costituisce un’importante acquisizione all’interno della costellazione aristotelico-tomista. Né Aristotele né i peripatetici chiariscono infatti in quale dei tre generi epistemici previsti nella loro Wissenshaflehere rientrino i metodi analitici. La nozione di organon non indica infatti una specie epistemologica, ma una funzione epistemica che può essere esercitata da tutte le discipline, indipendentemente dal fatto che abbiano un carattere teoretico, pratico o poietico. c) Essendo consapevole dei limiti interni alla concezione demiurgica della logica, Tommaso potenzia la nomenclatura aristotelica dei generi epistemici, introducendo la nozione rationalis scientia, sulla base della quale costruisce un nuovo modello che gli consente di definisce univocamente la quiddità dei metodi analitici. d) Perfezionando il modello scientifico di Tommaso, J. Deely ne elabora uno di tipo semiotico, mostrando che la rationalis scientia di cui parla l’Aquinate è una disciplina che rientra propriamente nell’ambito epistemico della dottrina dei segni. La conclusione principale di Inaudita Ars è che il tomismo ha elaborato non meno di tre modelli per definire la quiddità della logica, pervenendo infine ad una teoria abbastanza potente da determina univocamente sia la specie epistemica dell’analitica, che la natura ontologica degli oggetti di cui tale disciplina si occupa.

In contemporary thought, the matter of metaphysics is commonly addressed and resolved on the grounds of pure logic. It was the emergence of mathematical logic that determined this contemporary configuration of metaphysical issues. According to neopositivist thinkers, the discipline of mathematical logic offers the tools necessary to definitely negate the very possibility of a theoretical metaphysics. Thomists respond to the logical elimination of the First Philosophy by denying the logistic the status of true logic. The Thomist position is based on a precise philosophy of logic. The main aim of Inaudita Ars is to explore this philosophy with a particular analytical focus on the demiurgic model that Thomist scholars have developed, beginning from the notion of ars logica. The primary theses of Inaudita Ars might be expressed as follows: a) The demiurgic model that Thomists use in their efforts to define the nature of analytical methods provides a simple analogical approximation of the being of reason, consequently utterly failing to resolve the issues surrounding the epistemic quiddity of logic. b) Nevertheless, the purely analogical response provided by the demiurgic model constitutes an important achievement within the Aristotelian-Thomist school. As a matter of fact, neither Artistotle nor Peripatetics effectively clarify which of the three epistemic types outlined in their Wissenschaftslehre comprises analytical methods. Indeed, the notion of organon does not refer to an epistemological genre but rather an epistemic function that can be exercised by any discipline, whether it be theoretical, practical or poietic in character. c) With an awareness of the intrinsic limits of the demiurgic conception of logic, St. Thomas enriches the Aristotelian terminology of epistemic types by introducing the notion of rationalis scientia, which he uses as a foundation on which to construct a new model that allows him to univocally define the quiddity of analytical methods. d) In refining Thomas’ scientific model, J. Deely develops a semiotic-type model, thus demonstrating that the discipline represented by Aquinas’ rationalis scientia should properly be considered part of the epistemic sphere of the doctrine of signs. The main conclusion of Inaudita Ars is that Thomism has developed no less than three models for defining the quiddity of logic, with the end result of formulating a theory powerful enough to univocally determine both the epistemic genre of analytics and the ontological nature of the objects this discipline addresses.

Inaudita Ars: la questione dell'ars logica nell'epistemologia della scuola aristotelico-tomista

TEDESCO, Federico
2013

Abstract

Nel pensiero contemporaneo la questione della metafisica viene posta e risolta sul terreno della logica pura. L’impostazione contemporanea del problema metafisico dipende dall’avvento della logica matematica. Ora, secondo i neopositivisti, questa disciplina offre gli strumenti per negare in modo definitivo la possibilità stessa di una metafisica teorica. I tomisti reagiscono all’eliminazione logica della filosofia prima, negando alla logistic il rango di vera e propria logica. La tesi tomista si basa su una precisa filosofia della logica. Il fine di Inaudita Ars è quello di esaminare tale filosofia, analizzando in particolare il modello demiurgico che i tomismi elaborano a partire dalla nozione di ars logica. Le tesi principale di Inaudita Ars possono essere formulate come segue: a) Il modello demiurgico con cui i tomisti cercano di definire la natura dei metodi analitici, fornisce una semplice approssimazione analogica all’ente di ragione (being of reason), lasciando conseguentemente del tutto irrisolta la questione relativa alla epistemic quiddity of logic. b) Nondimeno, la risposta puramente analogica del modello demiurgico costituisce un’importante acquisizione all’interno della costellazione aristotelico-tomista. Né Aristotele né i peripatetici chiariscono infatti in quale dei tre generi epistemici previsti nella loro Wissenshaflehere rientrino i metodi analitici. La nozione di organon non indica infatti una specie epistemologica, ma una funzione epistemica che può essere esercitata da tutte le discipline, indipendentemente dal fatto che abbiano un carattere teoretico, pratico o poietico. c) Essendo consapevole dei limiti interni alla concezione demiurgica della logica, Tommaso potenzia la nomenclatura aristotelica dei generi epistemici, introducendo la nozione rationalis scientia, sulla base della quale costruisce un nuovo modello che gli consente di definisce univocamente la quiddità dei metodi analitici. d) Perfezionando il modello scientifico di Tommaso, J. Deely ne elabora uno di tipo semiotico, mostrando che la rationalis scientia di cui parla l’Aquinate è una disciplina che rientra propriamente nell’ambito epistemico della dottrina dei segni. La conclusione principale di Inaudita Ars è che il tomismo ha elaborato non meno di tre modelli per definire la quiddità della logica, pervenendo infine ad una teoria abbastanza potente da determina univocamente sia la specie epistemica dell’analitica, che la natura ontologica degli oggetti di cui tale disciplina si occupa.
filosofia della logica
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