La presente tesi dottorale tratta la formazione del participio ittita in -ant-, considerandone ogni dimensione grammaticale, cioè la morfologia, la semantica e la sintassi. Il participio ittita in -ant- è geneticamente correlato col participio indoeuropeo (non anatolico) -nt-, al quale è formalmente identico per quanto riguarda flessione e morfologia derivazionale: al pari del suo prototipo in Proto-indoeuropeo, il participio ittita in -ant- segue una flessione atematica e mostra l’esito della protoforma del morfema del participio *-ont- o *-nt-, laddove la prima rappresenta il grado apofonico forte e la seconda quello debole. La variante al grado normale e *-ent- non sembra essere attestata né in ittita né nelle altre lingue indoeuropee. Il morfema participiale ricostruito al grado forte è dunque più il prodotto di riflessioni teoriche che non lo specchio dell’evidenza formale. I dati forniti dall’ittita contraddicono tuttavia tale postulato, in quanto *-ent- non può dare luogo in ittita ad una forma -ānt- con vocale lunga com’è spesso è attestato in ittita. Nonostante il participio ittita -ant- equivalga morfologicamente al participio indoeuropeo -nt-, si osserva una forte differenzazione tra le due forme soprattutto in relazione all’aspetto della dimensione semantica. Il participio indoeuropeo -nt- esprime sempre una relazione temporale di contemporaneità ed è sempre riferito allo stato del soggetto (subject-oriented), ha cioè sempre valore attivo, ed è per questo chiamato ‘participio presente attivo’. Il participio ittita in -ant-, invece, mostra una semantica piuttosto variabile che dipende essenzialmente dalla radice o tema verbale soggiacente. L’orientamento teorico attuale della manualistica anatolistica propende per un’interpretazione del participio come passivo (cioè riferito allo stato dell’oggetto, object-oriented) con i verbi transitivi, ma come attivo (cioè riferito allo stato del soggetto subject-oriented) con i verbi intransitivi. Tale descrizione, tuttavia, appare inadeguata, in quanto non tiene conto della differenza concernente la relazione temporale espressa dal participio -ant- quando questo è derivato rispettivamente da verbi telici o atelici. A tal proposito si è deciso di seguire, nel presente lavoro, un metodo descrittivo non basato semplicemente sulla valenza del verbo o sull’eventuale telicità, ma piuttosto sui quattro tipi di Aktionsart descritti da Vendler (1967): stat(iv)i (states, ad esempio essere arrabbiato), attività/processi (activities, come dormire), trasformativi (achievements, come morire) e risultativi (accomplishments, come uccidere). E’ dunque possibile definire la relazione temporale e al tempo stesso l’orientamento del verbo al participio -ant- che esprime quindi contemporaneità e lo stato del soggetto (subject-oriented) con verbi stativi e con i verbi di attività/processo (activity; [essere] arrabbiato, dormente), e che ha invece valore preteritale ed è riferito allo stato del soggetto (subject-oriented) con i verbi trasformativi (achievement; morto) e, infine, ha valore preteritale ma è riferito allo stato dell’oggetto (object-oriented) con verbi risultativi (accomplishment; [aver] ucciso). L’insolita semantica del participio ittita -ant- è da considerarsi, rispetto a quella del suo corrispondente formale indoeuropeo, come un’innovazione anatolica, indotta forse dal contatto con un precursore del hurrico, una lingua parlata in stanziamenti vicino al regno ittita sia in periodo storico sia anche preistorico. Dal punto di vista sintattico, il participio ittita -ant- differisce solo leggermente dal participio indoeuropeo -nt-, come è attestato nelle altre lingue indoeuropee, in quanto il suo uso adverbale di participio congiunto in ittita è meno frequente che nelle lingue classiche come greco, latino e sanscrito. Tale differenza nella sintassi è una diretta conseguenza della semantica innovativa dato che i participi passati passivi (cioè i participi preteritali object-oriented) si trovano molto meno frequentemente in funzione adverbale.

This thesis treats the Hittite participle formation in -ant-, taking into account all grammatical dimensions, i.e. morphology, semantics and syntax. The Hittite -ant-participle is cognate to the Indo-European (i.e. non-Anatolian Indo-European) -nt-participle, with which it is formally identical regarding inflexion as well as derivational morphology: just like its Proto-Indo-European proto-type, the Hittite -ant-participle inflects athematically and exhibits the outcome of either *-ont- or *-nt-, the former being the original strong stem alternant, the latter the original weak stem alternant of the paradigm with an apophonic suffix *-ont- / *-nt-. Neither in the other Indo-European languages nor in Hittite itself there is any evidence for an e-grade variant *-ent-, which was hitherto reconstructed as the strong stem alternant, mostly on theoretical grounds instead of on actual formal evidence. The Hittite evidence explicitly contradicts this claim, as *-ent- does not yield Hittite -ānt- with long vowel as is often attested in Hittite throughout but most frequently in Old Hittite. Even though the Hittite -ant-participle morphologically equals the Indo-European -nt-participle, there is a strong deviation between the two regarding the semantics of this formation. The Indo-European -nt-participle is always contemporary and subject-oriented (i.e. active), hence it is commonly called a present-active participle. The Hittite -ant-participle, however, exhibits varying semantics dependent on the underlying verbal stem. The current account in the handbooks claims that it is passive (i.e. object-oriented) with transitive verbs, but active (i.e. subject-oriented) with intransitive verbs. This description is, however, insufficient, since it ignores the difference in temporal relation of the -ant-participle when derived from either telic or atelic verbs respectively. The method of description used in this thesis is neither based on valency, nor on telicity but on the four basic aktionsart-types postulated by Vendler: states (p.e. be angry), activities (sleep), achievements (die), accomplishments (kill). Thus it is possible to easily account for the temporal relation and the orientation at the same time, with the -ant-participle being contemporary and subject-oriented with stative verbs and activity verbs ([being] angry, sleeping), preterital and subject-oriented with achievement verbs (died), and preterital and object-oriented with accomplishment verbs (killed). The aberrant semantics of the Hittite -ant-participle vis-à-vis its Indo-European cognate are to be interpreted as an Anatolian innovation induced by language contact with a pre-form of Hurrian, a neighbour of Hittite in historical as well as pre-historical times. On the syntactic side the Hittite -ant-participle differs only slightly from the Indo-European -nt-participle with the adverbal (conjunct) usage being less frequent than in the classical languages such as Greek and Latin, but also Sanskrit. This difference in usage is, however, a direct consequence of the innovative semantics, since past passive participle (i.e. preterital object-oriented participles) are much less frequently used as conjunct participles.

Das hethitische -ant-Partizip und seine indogermanischen Grundlagen – Semantik, Morphologie, Syntax

FROTSCHER, Michael
2013

Abstract

La presente tesi dottorale tratta la formazione del participio ittita in -ant-, considerandone ogni dimensione grammaticale, cioè la morfologia, la semantica e la sintassi. Il participio ittita in -ant- è geneticamente correlato col participio indoeuropeo (non anatolico) -nt-, al quale è formalmente identico per quanto riguarda flessione e morfologia derivazionale: al pari del suo prototipo in Proto-indoeuropeo, il participio ittita in -ant- segue una flessione atematica e mostra l’esito della protoforma del morfema del participio *-ont- o *-nt-, laddove la prima rappresenta il grado apofonico forte e la seconda quello debole. La variante al grado normale e *-ent- non sembra essere attestata né in ittita né nelle altre lingue indoeuropee. Il morfema participiale ricostruito al grado forte è dunque più il prodotto di riflessioni teoriche che non lo specchio dell’evidenza formale. I dati forniti dall’ittita contraddicono tuttavia tale postulato, in quanto *-ent- non può dare luogo in ittita ad una forma -ānt- con vocale lunga com’è spesso è attestato in ittita. Nonostante il participio ittita -ant- equivalga morfologicamente al participio indoeuropeo -nt-, si osserva una forte differenzazione tra le due forme soprattutto in relazione all’aspetto della dimensione semantica. Il participio indoeuropeo -nt- esprime sempre una relazione temporale di contemporaneità ed è sempre riferito allo stato del soggetto (subject-oriented), ha cioè sempre valore attivo, ed è per questo chiamato ‘participio presente attivo’. Il participio ittita in -ant-, invece, mostra una semantica piuttosto variabile che dipende essenzialmente dalla radice o tema verbale soggiacente. L’orientamento teorico attuale della manualistica anatolistica propende per un’interpretazione del participio come passivo (cioè riferito allo stato dell’oggetto, object-oriented) con i verbi transitivi, ma come attivo (cioè riferito allo stato del soggetto subject-oriented) con i verbi intransitivi. Tale descrizione, tuttavia, appare inadeguata, in quanto non tiene conto della differenza concernente la relazione temporale espressa dal participio -ant- quando questo è derivato rispettivamente da verbi telici o atelici. A tal proposito si è deciso di seguire, nel presente lavoro, un metodo descrittivo non basato semplicemente sulla valenza del verbo o sull’eventuale telicità, ma piuttosto sui quattro tipi di Aktionsart descritti da Vendler (1967): stat(iv)i (states, ad esempio essere arrabbiato), attività/processi (activities, come dormire), trasformativi (achievements, come morire) e risultativi (accomplishments, come uccidere). E’ dunque possibile definire la relazione temporale e al tempo stesso l’orientamento del verbo al participio -ant- che esprime quindi contemporaneità e lo stato del soggetto (subject-oriented) con verbi stativi e con i verbi di attività/processo (activity; [essere] arrabbiato, dormente), e che ha invece valore preteritale ed è riferito allo stato del soggetto (subject-oriented) con i verbi trasformativi (achievement; morto) e, infine, ha valore preteritale ma è riferito allo stato dell’oggetto (object-oriented) con verbi risultativi (accomplishment; [aver] ucciso). L’insolita semantica del participio ittita -ant- è da considerarsi, rispetto a quella del suo corrispondente formale indoeuropeo, come un’innovazione anatolica, indotta forse dal contatto con un precursore del hurrico, una lingua parlata in stanziamenti vicino al regno ittita sia in periodo storico sia anche preistorico. Dal punto di vista sintattico, il participio ittita -ant- differisce solo leggermente dal participio indoeuropeo -nt-, come è attestato nelle altre lingue indoeuropee, in quanto il suo uso adverbale di participio congiunto in ittita è meno frequente che nelle lingue classiche come greco, latino e sanscrito. Tale differenza nella sintassi è una diretta conseguenza della semantica innovativa dato che i participi passati passivi (cioè i participi preteritali object-oriented) si trovano molto meno frequentemente in funzione adverbale.
ittito; indoeuropeo; linguistica storica; participio
This thesis treats the Hittite participle formation in -ant-, taking into account all grammatical dimensions, i.e. morphology, semantics and syntax. The Hittite -ant-participle is cognate to the Indo-European (i.e. non-Anatolian Indo-European) -nt-participle, with which it is formally identical regarding inflexion as well as derivational morphology: just like its Proto-Indo-European proto-type, the Hittite -ant-participle inflects athematically and exhibits the outcome of either *-ont- or *-nt-, the former being the original strong stem alternant, the latter the original weak stem alternant of the paradigm with an apophonic suffix *-ont- / *-nt-. Neither in the other Indo-European languages nor in Hittite itself there is any evidence for an e-grade variant *-ent-, which was hitherto reconstructed as the strong stem alternant, mostly on theoretical grounds instead of on actual formal evidence. The Hittite evidence explicitly contradicts this claim, as *-ent- does not yield Hittite -ānt- with long vowel as is often attested in Hittite throughout but most frequently in Old Hittite. Even though the Hittite -ant-participle morphologically equals the Indo-European -nt-participle, there is a strong deviation between the two regarding the semantics of this formation. The Indo-European -nt-participle is always contemporary and subject-oriented (i.e. active), hence it is commonly called a present-active participle. The Hittite -ant-participle, however, exhibits varying semantics dependent on the underlying verbal stem. The current account in the handbooks claims that it is passive (i.e. object-oriented) with transitive verbs, but active (i.e. subject-oriented) with intransitive verbs. This description is, however, insufficient, since it ignores the difference in temporal relation of the -ant-participle when derived from either telic or atelic verbs respectively. The method of description used in this thesis is neither based on valency, nor on telicity but on the four basic aktionsart-types postulated by Vendler: states (p.e. be angry), activities (sleep), achievements (die), accomplishments (kill). Thus it is possible to easily account for the temporal relation and the orientation at the same time, with the -ant-participle being contemporary and subject-oriented with stative verbs and activity verbs ([being] angry, sleeping), preterital and subject-oriented with achievement verbs (died), and preterital and object-oriented with accomplishment verbs (killed). The aberrant semantics of the Hittite -ant-participle vis-à-vis its Indo-European cognate are to be interpreted as an Anatolian innovation induced by language contact with a pre-form of Hurrian, a neighbour of Hittite in historical as well as pre-historical times. On the syntactic side the Hittite -ant-participle differs only slightly from the Indo-European -nt-participle with the adverbal (conjunct) usage being less frequent than in the classical languages such as Greek and Latin, but also Sanskrit. This difference in usage is, however, a direct consequence of the innovative semantics, since past passive participle (i.e. preterital object-oriented participles) are much less frequently used as conjunct participles.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11562/565750
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