Ricorre l’arricchimento indiretto o mediato tutte le volte in cui un terzo si sia arricchito grazie ad una prestazione ridondata a suo vantaggio, ma eseguita in virtù di un rapporto intervenuto tra il depauperato ed un altro soggetto, cosiddetto intermediario, qualora l’esecutore materiale della prestazione per qualsivoglia ragione non sia riuscito ad ottenere il compenso dalla propria controparte per conto della quale ha operato. L’obiettivo di tale tesi è stato quello di verificare se nel nostro ordinamento in tale ipotesi sussistano tutti i presupposti, indicati negli art. 2041 e 2042 cod. civ., ai quali la legge subordina il rimedio dell’arricchimento senza causa. Inizialmente, dopo aver messo in luce anche attraverso l’ausilio di esempi quando ricorra l’arricchimento indiretto, ho effettuato una panoramica storico-normativa di tale azione con uno sguardo particolarmente attento all’ordinamento francese. Tale introduzione, che ripercorre anche la giurisprudenza non solo italiana ma anche francese, ha avuto lo scopo di mettere in luce che nel nostro ordinamento i dubbi circa l’ammissibilità di tale azione sono sorti a causa del tenore delle disposizioni del Codice Civile. E, precisamente, il dibattito riguarda due presupposti dell’azione: il nesso di correlazione che deve intercorre fra arricchimento e impoverimento e la sussidiarietà dell’azione. Nel corso del secondo capitolo, dopo aver individuato con precisione cosa si intenda con i termini arricchimento e depauperamento, ho verificato quale ruolo giocasse il requisito del nesso di correlazione nell’ammissione o meno dell’azione per arricchimento indiretto. Ho cercato, quindi, di mettere in luce con chiarezza quali fossero l’essenza e la struttura del nesso di correlazione. In particolare, quello che fin da subito ho voluto evidenziare è stato che le principali teorie in materia circa il modo di intendere questo requisito siano errate in partenza, in quando si limitano ad applicare all’arricchimento senza causa le nozioni elaborate in tema di fatti illeciti. Individuato il nesso di correlazione come un «fait juridique au sense large» (diverso dal nesso di causalità ex art. 2043 cod. civ.), in cui quello che è rilevante è la compresenza dell’arricchimento e del depauperamento, come eventi da considerare insieme sotto la specie di uno spostamento patrimoniale che produce variazioni di segno opposto fra loro, ha spiegato che l’interpretazione dello stesso debba ancorarsi all’art. 2038 cod. civ. Esposta, quindi, la tesi, seguita anche dalla pronuncia della Corte di Cassazione a Sezione Unite del 8 ottobre 2008, n. 24772, che, mediante l’estensione dei principi contenuti in tale articolo, consente la possibilità di agire ex art. 2041 cod. civ. anche nell’ipotesi di arricchimento mediato senza causa qualora il trasferimento nei confronti dell’arricchito sia avvenuto a titolo gratuito, ho concluso, anche attraverso l’ausilio della dottrina francese, che non vi siano ragioni per negare l’azionabilità dell’arricchimento indiretto neppure qualora il trasferimento in capo all’arricchito sia avvenuto a titolo oneroso e addirittura senza alcun titolo. Tale soluzione ha eliminato così uno dei due ostacoli concernenti l’ammissibilità all’interno del nostro ordinamento di un’azione per arricchimento indiretto e mi ha suggerito di esaminare, nel corso dell’ultimo capito, l’altro requisito, quello della sussidiarietà per verificare se quest’ultima impedisca la possibilità di esperire tale azione. Dopo aver individuato il fondamento del principio di sussidiarietà e aver esaminato le diverse teorie italiane e francesi mettendone in luce le ambiguità e le carenze, ho ritenuto necessario procedere all’individuazione di soluzioni differenziate che tengano conto della diversità ontologica delle varie fattispecie. Avendo effettuato tale differenziazione tra le varie ipotesi e affermando che il riferimento dell’art. 2042 cod. civ. all’altra azione non impone la necessaria identità di soggetti fra l’altra azione menzionata in tale articolo (azione, per così dire, principale) e l’azione di arricchimento senza causa, ho ritenuto, quindi, di poter concludere che non si siano ragioni ostative all’esercizio di un’azione per arricchimento indiretto non solamente nelle ipotesi in cui il depauperato non disponga di alcuna altra azione, ma anche nei casi in cui quest’ultima azione si sia rivelata infruttuosa o sia stata rigettata nel merito o nel rito; diversamente invece è opportuno orientarsi nei casi di prescrizione/decadenza dell’azione principale od ostacolo di diritto.

The Indirect enrichment or mediated occur all times a third-part has enriched thanks to a redundant service to his advantage, but performed on the basis of an agreement between the depleted and another person, so-called intermediary, whenever the perpetuator of the service is not able for whatever reason to obtain the compensation from his counterpart for whom he worked. The aim of this thesis was to investigate whether in our legal system all the condition exist, considering the art. 2041 and 2042 of Civ. Cod., to which the law makes the remedy of unjust enrichment. Initially, after highlighting some example where the indirect enrichment occurred, I did an historical overview of the legislation of that action with a particularly carful look to the French one. This introduction, which traces the Italian but also French law, was aimed to highlight that in our system the doubts about the legality of such action have arisen because of the wording of the provisions in the Civil Code. And, specifically, the debate is about two assumptions action: the relationship that must exist between enrichment and impoverishment and subsidiarity action. In the second chapter, after identifying precisely what is meant by the terms enrichment and impoverishment, I checked what was playing the role of the nexus requirement of correlation in admitting or less indirect action for enrichment. I tried, therefore, to highlight clearly what were the essence and structure of the link correlation. In particular, what I wanted to highlight Immediately was the the major theory about the understanding of this requirement are wrong since the beginning due to their limitation in applying the unjust enrichment without the notions developed in the field of tort. Identified the relation as a "fait au juridique large sense" (different from nexus of causality as art. 2043. Civ. Cod.), In which what is important is the simultaneous enrichment and impoverishment, as events to be considered together under the form of a transfer of assets that produces vary inversely with each other, explained that its interpretation should anchor art. 2038 cod. Civil Code. Exposed, then the thesis, also followed by the decision of the Court of Cassation in United Section on October 8, 2008, no. 24772, which, through the extension of the principles contained in that article, allows the possibility to act as ex-art. 2041 cod. Civil Code. even if mediated enrichment without cause if the transfer has taken place against the enriched for free. Therefor I have concluded, through the help of the French doctrine, that there is no reason to deny the enforceability of enrichment even indirect if the transfer to the enriched happened for consideration and even without a title. This solution has eliminated one of the two obstacles of eligibility within the Italian legal system for an action of indirect enrichment and suggested the examination of the other requirement, the one of subsidiarity check to understand the possibility to bring such an action. After identifying the basis of the principle of subsidiarity and having examined the various theories Italian and French highlighting the ambiguities and shortcomings, I found necessary to develop solutions that take into account the different ontological diversity of the various cases. Having made such a distinction between the various hypotheses and saying that reference in Article 2042 Civil Code other action does not impose the necessary identity of subjects in the other action mentioned in that article (the principal action, so to speak) and the action of unjust enrichment, I felt, therefore, to conclude that there were no impediments for the exercise of an action of indirect enrichment not only in cases in which the impoverished do not have any other action, but also in cases where the action has proved to be unsuccessful or has been rejected on the merits or rite, otherwise instead should orientate in cases of limitation/ revocation of the principal or obstruction of law.

Arricchimento indiretto senza causa

PRIVEATO, Evelina
2013

Abstract

Ricorre l’arricchimento indiretto o mediato tutte le volte in cui un terzo si sia arricchito grazie ad una prestazione ridondata a suo vantaggio, ma eseguita in virtù di un rapporto intervenuto tra il depauperato ed un altro soggetto, cosiddetto intermediario, qualora l’esecutore materiale della prestazione per qualsivoglia ragione non sia riuscito ad ottenere il compenso dalla propria controparte per conto della quale ha operato. L’obiettivo di tale tesi è stato quello di verificare se nel nostro ordinamento in tale ipotesi sussistano tutti i presupposti, indicati negli art. 2041 e 2042 cod. civ., ai quali la legge subordina il rimedio dell’arricchimento senza causa. Inizialmente, dopo aver messo in luce anche attraverso l’ausilio di esempi quando ricorra l’arricchimento indiretto, ho effettuato una panoramica storico-normativa di tale azione con uno sguardo particolarmente attento all’ordinamento francese. Tale introduzione, che ripercorre anche la giurisprudenza non solo italiana ma anche francese, ha avuto lo scopo di mettere in luce che nel nostro ordinamento i dubbi circa l’ammissibilità di tale azione sono sorti a causa del tenore delle disposizioni del Codice Civile. E, precisamente, il dibattito riguarda due presupposti dell’azione: il nesso di correlazione che deve intercorre fra arricchimento e impoverimento e la sussidiarietà dell’azione. Nel corso del secondo capitolo, dopo aver individuato con precisione cosa si intenda con i termini arricchimento e depauperamento, ho verificato quale ruolo giocasse il requisito del nesso di correlazione nell’ammissione o meno dell’azione per arricchimento indiretto. Ho cercato, quindi, di mettere in luce con chiarezza quali fossero l’essenza e la struttura del nesso di correlazione. In particolare, quello che fin da subito ho voluto evidenziare è stato che le principali teorie in materia circa il modo di intendere questo requisito siano errate in partenza, in quando si limitano ad applicare all’arricchimento senza causa le nozioni elaborate in tema di fatti illeciti. Individuato il nesso di correlazione come un «fait juridique au sense large» (diverso dal nesso di causalità ex art. 2043 cod. civ.), in cui quello che è rilevante è la compresenza dell’arricchimento e del depauperamento, come eventi da considerare insieme sotto la specie di uno spostamento patrimoniale che produce variazioni di segno opposto fra loro, ha spiegato che l’interpretazione dello stesso debba ancorarsi all’art. 2038 cod. civ. Esposta, quindi, la tesi, seguita anche dalla pronuncia della Corte di Cassazione a Sezione Unite del 8 ottobre 2008, n. 24772, che, mediante l’estensione dei principi contenuti in tale articolo, consente la possibilità di agire ex art. 2041 cod. civ. anche nell’ipotesi di arricchimento mediato senza causa qualora il trasferimento nei confronti dell’arricchito sia avvenuto a titolo gratuito, ho concluso, anche attraverso l’ausilio della dottrina francese, che non vi siano ragioni per negare l’azionabilità dell’arricchimento indiretto neppure qualora il trasferimento in capo all’arricchito sia avvenuto a titolo oneroso e addirittura senza alcun titolo. Tale soluzione ha eliminato così uno dei due ostacoli concernenti l’ammissibilità all’interno del nostro ordinamento di un’azione per arricchimento indiretto e mi ha suggerito di esaminare, nel corso dell’ultimo capito, l’altro requisito, quello della sussidiarietà per verificare se quest’ultima impedisca la possibilità di esperire tale azione. Dopo aver individuato il fondamento del principio di sussidiarietà e aver esaminato le diverse teorie italiane e francesi mettendone in luce le ambiguità e le carenze, ho ritenuto necessario procedere all’individuazione di soluzioni differenziate che tengano conto della diversità ontologica delle varie fattispecie. Avendo effettuato tale differenziazione tra le varie ipotesi e affermando che il riferimento dell’art. 2042 cod. civ. all’altra azione non impone la necessaria identità di soggetti fra l’altra azione menzionata in tale articolo (azione, per così dire, principale) e l’azione di arricchimento senza causa, ho ritenuto, quindi, di poter concludere che non si siano ragioni ostative all’esercizio di un’azione per arricchimento indiretto non solamente nelle ipotesi in cui il depauperato non disponga di alcuna altra azione, ma anche nei casi in cui quest’ultima azione si sia rivelata infruttuosa o sia stata rigettata nel merito o nel rito; diversamente invece è opportuno orientarsi nei casi di prescrizione/decadenza dell’azione principale od ostacolo di diritto.
Indebito e arricchimento senza causa; arricchimento indiretto; quasi contratti; nesso di correlazione; sussidiarietà azione
The Indirect enrichment or mediated occur all times a third-part has enriched thanks to a redundant service to his advantage, but performed on the basis of an agreement between the depleted and another person, so-called intermediary, whenever the perpetuator of the service is not able for whatever reason to obtain the compensation from his counterpart for whom he worked. The aim of this thesis was to investigate whether in our legal system all the condition exist, considering the art. 2041 and 2042 of Civ. Cod., to which the law makes the remedy of unjust enrichment. Initially, after highlighting some example where the indirect enrichment occurred, I did an historical overview of the legislation of that action with a particularly carful look to the French one. This introduction, which traces the Italian but also French law, was aimed to highlight that in our system the doubts about the legality of such action have arisen because of the wording of the provisions in the Civil Code. And, specifically, the debate is about two assumptions action: the relationship that must exist between enrichment and impoverishment and subsidiarity action. In the second chapter, after identifying precisely what is meant by the terms enrichment and impoverishment, I checked what was playing the role of the nexus requirement of correlation in admitting or less indirect action for enrichment. I tried, therefore, to highlight clearly what were the essence and structure of the link correlation. In particular, what I wanted to highlight Immediately was the the major theory about the understanding of this requirement are wrong since the beginning due to their limitation in applying the unjust enrichment without the notions developed in the field of tort. Identified the relation as a "fait au juridique large sense" (different from nexus of causality as art. 2043. Civ. Cod.), In which what is important is the simultaneous enrichment and impoverishment, as events to be considered together under the form of a transfer of assets that produces vary inversely with each other, explained that its interpretation should anchor art. 2038 cod. Civil Code. Exposed, then the thesis, also followed by the decision of the Court of Cassation in United Section on October 8, 2008, no. 24772, which, through the extension of the principles contained in that article, allows the possibility to act as ex-art. 2041 cod. Civil Code. even if mediated enrichment without cause if the transfer has taken place against the enriched for free. Therefor I have concluded, through the help of the French doctrine, that there is no reason to deny the enforceability of enrichment even indirect if the transfer to the enriched happened for consideration and even without a title. This solution has eliminated one of the two obstacles of eligibility within the Italian legal system for an action of indirect enrichment and suggested the examination of the other requirement, the one of subsidiarity check to understand the possibility to bring such an action. After identifying the basis of the principle of subsidiarity and having examined the various theories Italian and French highlighting the ambiguities and shortcomings, I found necessary to develop solutions that take into account the different ontological diversity of the various cases. Having made such a distinction between the various hypotheses and saying that reference in Article 2042 Civil Code other action does not impose the necessary identity of subjects in the other action mentioned in that article (the principal action, so to speak) and the action of unjust enrichment, I felt, therefore, to conclude that there were no impediments for the exercise of an action of indirect enrichment not only in cases in which the impoverished do not have any other action, but also in cases where the action has proved to be unsuccessful or has been rejected on the merits or rite, otherwise instead should orientate in cases of limitation/ revocation of the principal or obstruction of law.
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