Studio di validazione dell’IxipPlus, un nuovo marker per la neoplasia prostatica e sua valutazione comparativa con gli altri marker attualmente disponibili Arancio Marcello Introduzione: non esiste attualmente un marcatore in grado di permettere di fare una diagnosi di certezza del tumore della prostata (PCa), tantomeno di distinguere, al momento della diagnosi, tra tumori indolenti e tumori aggressivi. Materiali e metodi: abbiamo raccolto 365 campioni ematici di soggetti con indicazione a biopsia prostatica e abbiamo dosato un nuovo marcatore prostatico, il PSAIgM. Di 114 di questi pazienti abbiamo ottenuto anche un campione di urine e abbiamo dosato anche i seguenti marcatori prostatici tPSA, fPSA, f/tPSA, p2PSA, Phy, PCA3 score, PSA IgM e iXip Plus. Abbiamo sottoposto i pazienti ad ecografia prostatica transrettale e a biopsia. Risultati: dal valore di PSAIgM, correlato con età e volume prostatico abbiamo calcolato iXip, un indice di probabilità di PCa. Correlando iXip con il tPSA abbiamo ottenuto iXip Plus, che permette di divedere la popolazione in due classi, una a basso rischio di PCa ed in una ad alto rischio, riducendo così il numero di biopsie non necessarie. Abbiamo analizzato i vari marcatori prostatici nelle diverse associazioni possibili e abbiamo dimostrato come, in analisi univariata, utilizzando contemporaneamente f/tPSA, iXip Plus, PCA3 score, Phi si potrebbe classificare correttamente il 70% dei pazienti prima di sottoporli a biopsia. Con solo f/tPSA e l’indice iXip Plus si classifica correttamente il 68% dei casi. In analisi multivariata, analizzando insieme il tPSA, l’età del paziente e il reperto rettale è possibile classificare correttamente il 76% dei pazienti, mentre il PCA3score e l’iXip Plus perdono valore. Conclusioni: I risultati dello studio supportano le attuali indicazioni proposte dalle linee guida per la diagnosi del PCa secondo cui la determinazione del valore di tPSA, f/tPSA ed esecuzione di esplorazione rettale rappresentano gli esami di primo livello da proporre ai pazienti per definire se candidarli o meno a biopsia prostatica, nel sospetto che possano essere affetti da PCa. Il PCA3 score non sembra un indice accurato nel predire la presenza di PCa nei pazienti sottoposti a primo set bioptico. Non esiste un marcatore in grado di predire l’aggressività di un PCa al momento della diagnosi.

Study on the validity of iXip Plus, a new prostate neoplasm marker and its comparative assessment in relation to the other cancer markers currently available. Arancio Marcello Introduction: at the present time, no cancer marker allows to arrive at a definite diagnosis of prostate cancer (PCa) or to determine the aggressiveness of cancer in the diagnostic phase. Materials and methods: 365 blood samples of patients who were candidates for prostate biopsy were collected and a new prostate cancer marker, PSA IgM, was measured. Of those patients, 114 also provided urine samples, from which the following prostate cancer marker levels were measured: tPSA, fPSA, f/t PSA, p2PSA, Phy, PCA3 score, PSA IgM and iXip Plus. These patients were also evaluated by means of transrectal ultrasound and biopsy. Results: PSA IgM level was correlated with the patient age and prostate volume and iXip, a PCa prediction rate, was calculated. iXip was subsequently correlated with PSA in order to obtain iXip Plus, which makes it possible to subdivide the population in two groups: the first one being that of patients at high risk and the other of those at low risk for PCa. This leads to a reduction in the number of unnecessary biopsies. The various prostate cancer markers were analyzed in several possible combinations and through univariate analysis and simultaneous analysis of f/t PSA, iXip Plus, PCA3 score and Phi, which demonstrated that 70% of the patients could be correctly classified prior to performing biopsy. By only using f/t PSA and iXip Plus prediction rate, 68% of the cases can be correctly classified. Through multivariate analysis, by considering tPSA, patient age and rectal exam together, 76% of the patients can be correctly classified, while PCA3 score and iXip Plus lose their relevance. Conclusions: the results of this study support the current guidelines on PCa diagnosis, which recommend tPSA, f/t PSA and rectal exam as first level screening tests to determine if patients are candidates for prostate biopsy in the presence of a clinical suspicion of PCa. PCA3 score does not seem to be an accurate indicator of PCa in patients who already had a first set of biopsies taken. No marker can predict the degree of PCa aggressiveness in the diagnostic phase.

Studio di validazione dell’IxipPlus, un nuovo marker per la neoplasia prostatica e sua valutazione comparativa con gli altri marker attualmente disponibili

ARANCIO, Marcello
2013

Abstract

Studio di validazione dell’IxipPlus, un nuovo marker per la neoplasia prostatica e sua valutazione comparativa con gli altri marker attualmente disponibili Arancio Marcello Introduzione: non esiste attualmente un marcatore in grado di permettere di fare una diagnosi di certezza del tumore della prostata (PCa), tantomeno di distinguere, al momento della diagnosi, tra tumori indolenti e tumori aggressivi. Materiali e metodi: abbiamo raccolto 365 campioni ematici di soggetti con indicazione a biopsia prostatica e abbiamo dosato un nuovo marcatore prostatico, il PSAIgM. Di 114 di questi pazienti abbiamo ottenuto anche un campione di urine e abbiamo dosato anche i seguenti marcatori prostatici tPSA, fPSA, f/tPSA, p2PSA, Phy, PCA3 score, PSA IgM e iXip Plus. Abbiamo sottoposto i pazienti ad ecografia prostatica transrettale e a biopsia. Risultati: dal valore di PSAIgM, correlato con età e volume prostatico abbiamo calcolato iXip, un indice di probabilità di PCa. Correlando iXip con il tPSA abbiamo ottenuto iXip Plus, che permette di divedere la popolazione in due classi, una a basso rischio di PCa ed in una ad alto rischio, riducendo così il numero di biopsie non necessarie. Abbiamo analizzato i vari marcatori prostatici nelle diverse associazioni possibili e abbiamo dimostrato come, in analisi univariata, utilizzando contemporaneamente f/tPSA, iXip Plus, PCA3 score, Phi si potrebbe classificare correttamente il 70% dei pazienti prima di sottoporli a biopsia. Con solo f/tPSA e l’indice iXip Plus si classifica correttamente il 68% dei casi. In analisi multivariata, analizzando insieme il tPSA, l’età del paziente e il reperto rettale è possibile classificare correttamente il 76% dei pazienti, mentre il PCA3score e l’iXip Plus perdono valore. Conclusioni: I risultati dello studio supportano le attuali indicazioni proposte dalle linee guida per la diagnosi del PCa secondo cui la determinazione del valore di tPSA, f/tPSA ed esecuzione di esplorazione rettale rappresentano gli esami di primo livello da proporre ai pazienti per definire se candidarli o meno a biopsia prostatica, nel sospetto che possano essere affetti da PCa. Il PCA3 score non sembra un indice accurato nel predire la presenza di PCa nei pazienti sottoposti a primo set bioptico. Non esiste un marcatore in grado di predire l’aggressività di un PCa al momento della diagnosi.
Carcinoma Prostata; PSA; screening; diagnosi precoce; carcinoma prostatico
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