Gli approcci teorici riguardo la materia d’immigrazione dell’ultimo decennio in Europa, dai quali intendo prendere spunto, derivano dalle teorie sviluppate in Nord America; tre, almeno gli approcci in voga a cui studi legati alle prime e alle seconde generazioni in Europa si riferiscono con lo scopo di tracciare l’andamento migratorio ed i suoi effetti: a) le opportunità che i contesti nazionali offrono in termini di inserimento e mobilità sociale. b) la nozione dei confini sfocati e luminosi sviluppata da Richard Alba (2005); la sua idea è che diverse forme di confini in termini di cittadinanza, religione, razza e lingua influenzano il processo di formazione identitaria nelle prime e nelle seconde generazioni; il tipo e l’esistenza di tali confini varia da paese a paese. Nonostante le differenze tra gli stati-nazione europei il ruolo della cittadinanza come strumento potente di inclusione e segno concreto di appartenenza alla società in cui si risiede sembra sia diventato ampiamente condivisibile anche nei paesi europei dove l’immigrazione è recente . c) il fenomeno transnazionale . Il transnazionalismo, come pratica contemporanea dei migranti, emerge principalmente conforme alle condizioni (soggetto alle variazioni, a volte anche repentine ed improvvise) in cui essi si trovano – progetti migratori, accoglienza, capacità di adattamento alle nuove società oppure resistenza all’omologazione culturale, necessità di mantenere i legami con il paese di origine, aspettative riguardo al futuro. Tale fenomeno riguarda sia le prime che le seconde generazioni. La natura e l’importanza dei legami con il paese di provenienza delle prime generazioni incide sull’atteggiamento e sulle modalità con cui le seconde generazioni si relazionano al paese di origine dei genitori (vedi Carvalho 2005; Christou and King 2006; Levitt and Waters 2002). Una serie di fattori quali lo status socio-economico dei genitori, la pressione esercitata sui figli di integrarsi nella società ospitante oppure di diventare transnazionali (non necessariamente un’opzione esclude l’altra), i conflitti intergenerazionali e quelli all’interno dello stesso gruppo etnico, nonché le esperienze dei figli in contesti socialmente allargati (Morawska 2003) rendono il fenomeno sempre più complesso; la tracciabilità delle pratiche transnazionali, l’individuazione delle modalità con cui esse avvengono, la riproduzione culturale che ne deriva permettono di cogliere trasformazioni sociali a cui genitori migranti e i loro figli sono inevitabilmente soggetti. Per questo motivo intendo sviluppare l’approccio investigativo conforme alle linee teoriche come sopra descritte, concentrandomi principalmente su contesti e eventi che vedono coinvolti i genitori migranti dell’Albania e i loro figli. Inoltre, l’ approccio riguarda due contesti diversi europei, verso i quali si è verificato un flusso considerevole di immigrazione albanese dopo gli anni novanta. L’intento è quello di allargare le conoscenze inerenti il fenomeno migratorio anche sul piano comparativo, tracciare differenze e similarità nei processi migratori, identificare temi di rilevanza socioculturale ed analizzarne gli effetti.

Il Mondo Sociale dei Genitori Migranti dell'Albania e dei loro Figli: Trasformazioni a Confronto tra Verona e Birmingham

VARVARICA, Sabaudin
2012

Abstract

Gli approcci teorici riguardo la materia d’immigrazione dell’ultimo decennio in Europa, dai quali intendo prendere spunto, derivano dalle teorie sviluppate in Nord America; tre, almeno gli approcci in voga a cui studi legati alle prime e alle seconde generazioni in Europa si riferiscono con lo scopo di tracciare l’andamento migratorio ed i suoi effetti: a) le opportunità che i contesti nazionali offrono in termini di inserimento e mobilità sociale. b) la nozione dei confini sfocati e luminosi sviluppata da Richard Alba (2005); la sua idea è che diverse forme di confini in termini di cittadinanza, religione, razza e lingua influenzano il processo di formazione identitaria nelle prime e nelle seconde generazioni; il tipo e l’esistenza di tali confini varia da paese a paese. Nonostante le differenze tra gli stati-nazione europei il ruolo della cittadinanza come strumento potente di inclusione e segno concreto di appartenenza alla società in cui si risiede sembra sia diventato ampiamente condivisibile anche nei paesi europei dove l’immigrazione è recente . c) il fenomeno transnazionale . Il transnazionalismo, come pratica contemporanea dei migranti, emerge principalmente conforme alle condizioni (soggetto alle variazioni, a volte anche repentine ed improvvise) in cui essi si trovano – progetti migratori, accoglienza, capacità di adattamento alle nuove società oppure resistenza all’omologazione culturale, necessità di mantenere i legami con il paese di origine, aspettative riguardo al futuro. Tale fenomeno riguarda sia le prime che le seconde generazioni. La natura e l’importanza dei legami con il paese di provenienza delle prime generazioni incide sull’atteggiamento e sulle modalità con cui le seconde generazioni si relazionano al paese di origine dei genitori (vedi Carvalho 2005; Christou and King 2006; Levitt and Waters 2002). Una serie di fattori quali lo status socio-economico dei genitori, la pressione esercitata sui figli di integrarsi nella società ospitante oppure di diventare transnazionali (non necessariamente un’opzione esclude l’altra), i conflitti intergenerazionali e quelli all’interno dello stesso gruppo etnico, nonché le esperienze dei figli in contesti socialmente allargati (Morawska 2003) rendono il fenomeno sempre più complesso; la tracciabilità delle pratiche transnazionali, l’individuazione delle modalità con cui esse avvengono, la riproduzione culturale che ne deriva permettono di cogliere trasformazioni sociali a cui genitori migranti e i loro figli sono inevitabilmente soggetti. Per questo motivo intendo sviluppare l’approccio investigativo conforme alle linee teoriche come sopra descritte, concentrandomi principalmente su contesti e eventi che vedono coinvolti i genitori migranti dell’Albania e i loro figli. Inoltre, l’ approccio riguarda due contesti diversi europei, verso i quali si è verificato un flusso considerevole di immigrazione albanese dopo gli anni novanta. L’intento è quello di allargare le conoscenze inerenti il fenomeno migratorio anche sul piano comparativo, tracciare differenze e similarità nei processi migratori, identificare temi di rilevanza socioculturale ed analizzarne gli effetti.
9788878851467
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11562/509354
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