La ritrattistica gonzaghesca in epoca ducale (1530-1708) Lo studio proposto approfondisce l’iconografia gonzaghesca in epoca ducale (1530-1708) costituendo sia un approfondimento sul tema basato su un approccio multidisciplinare; sia la creazione di un ampio repertorio di immagini, sia uno studio sistematico (realizzato attraverso inedite carte d’archivio) sulla Mostra Iconografica Gonzaghesca allestita a Mantova nel 1937. I limiti individuati consistono nell’arco temporale (si considerano i circa due secoli compresi dalla nomina ducale di Federico II Gonzaga da parte di Carlo V alla morte del decimo duca, Ferdinando Carlo Gonzaga Nevers) e nell’esaminare il ramo principale della famiglia, i Corradi da Gonzaga, cui succedettero, nel 1627, i Gonzaga Nevers. Al contrario la scelta è stata quella di approfondire non solo le effigi dei duchi, ma anche quelle delle duchesse e degli eventuali figli, costituendo un corpus iconografico estremamente composito e ricco. Così costituita questa raccolta iconografica c consiste in circa cinquecento dipinti, ordinati secondo un duplice binario: la cronologia dell’effigie (i dipinti di ogni personaggio sono disposti secondo la sua età apparente) e il riconoscimento del modello (opere evidentemente successive vengono accostate l’una all’altra quando chiaramente legate da un comune prototipo). L’approccio a questo studio è necessariamente storico-artistico, ma la scelta è stata quella di basarsi, per una corretta comprensione, anche su altre discipline. Anzitutto la paleoantropologia (quando possibile), fondamentale per la ricostruzione del volto (elemento utile per poi valutare i singoli ritratti) partendo dall’esame del cranio, ma anche l’oplologia, nonché la storia della moda, delle imprese e delle onorificenze. Un riferimento imprescindibile è stato il lungo lavoro d’archivio mirato a portare in luce un evento singolare nella storia dell’arte italiana: la Mostra Iconografica Gonzaghesca tenuta nel 1937 nel Palazzo Ducale di Mantova e ben presto caduta nell’oblio, al di là dei meriti o dei difetti, in quanto realizzata sotto il regime fascista. Un’esposizione, in realtà, che ebbe il merito di approfondire un tema fino ad allora poco considerato e di affrontare per la prima volta in maniera sistematica l’iconografia di una famiglia signorile del Rinascimento italiano. Il ritrovamento del materiale pertinente l’esposizione tra le carte dell’Archivio di Stato di Mantova (e mai consultato precedentemente), ha permesso l’individuazione di opere sino a ora poco o affatto note e la ricostruzione della mostra in maniera precisa. Un approccio sistematico ai cataloghi d’asta e a numerose fototeche ha consentito, infine, di rintracciare una quantità significativa di dipinti oggi non reperibili o non riconosciuti in occasione del loro passaggio sul mercato antiquario. L’indagine a tutto campo ha consentito l’individuazione di centinaia di dipinti, classificati e sistemati sia cronologicamente, sia secondo il modello iconografico. Di particolare interesse la periodizzazione proposta basata sulle tipologie e sulla committenza. Tra le opere di maggior pregio emerse in questo contesto risultano alcuni ritratti vicini a Frans Pourbus il giovane: una strepitosa effigie a figura intera di Vincenzo I Gonzaga conservata in Ca’ Vendramin Calergi a Venezia, una copia (o versione) del ritratto di Margherita Savoia Gonzaga oggi in San Carlo al Corso a Roma (mercato antiquario) come pure (e si desidera qui limitare il numero delle citazioni), il Ritratto di Ferdinando Carlo Gonzaga Nevers di Hyacinthe Rigaud, pendant di quello della seconda moglie, Suzanne Henriette d’Elboeuf, nei depositi di Versailles. Sono evidentemente emersi anche dipinti di media o bassa qualità, cui, talora, va il merito di aver trasmesso il modello originale andato (solo momentaneamente, si spera) perduto.

The Gonzaga's portraiture during the ducal era (1530-1708) The proposed study explores the iconography of the Gonzaga's portraiture during the ducal era (1530-1708). The theme is developed through an interdisciplinary approach. The work provides with a rich set of images and introduces a systematic study – realized thanks to unpublished archive documents – of the Gonzaga's Iconographic Exhibition (Mantua, 1937). The first limit of my work is chronological, since it deals with two centuries, that is from Duke Federico II Gonzaga's nomination by Charles V to Ferdinando Carlo – the tenth duke – Gonzaga Nevers's death. My analysis considers only the main family branch, the Corradi da Gonzaga, and the Gonzaga Nevers, their successors since 1627. On the other hand this choice let it possible to explore not only the dukes' portraits, but also those representing their wives and children; therefore the iconographic corpus is extremely rich and various. The iconographic collection includes about five hundreds paintings arranged following two main criteria: first, they are ordered chronologically according to their subject's apparent age; secondly, paintings clearly linked to a common prototype are grouped together regardless of chronology. Even if the main approach is historic-artistic, it has been necessary to exploit other disciplines to clearly and deeply understand the topic. Among them Paleoanthropology – when possible – was used to reconstruct faces from skull analysis in order to evaluate the portraits. Also Hoplology, the History of fashion, of awards and of mottoes has been considered. A fundamental section of the work was the archival research that aimed to shed light on a very peculiar event in the History of Italian Art: the Gonzaga's Iconography Exhibition, held in 1937 in the Ducal Palace of Mantua, which sank into oblivion, regardless of its merits and defects, just because it was organized under the Fascist regime. Thanks to the exhibition it was possible to explore a subject unknown until that period and, for the first time, the iconography of an Italian family during the Renaissance was studied systematically. The discovering in the Archive of the State in Mantua of unpublished documents helped to identify unknown and barely known works; thanks to these documents a precise reconstruction of the exhibition was possible. Finally, a systematic approach to auction catalogs and photo libraries helped to trace several paintings that are currently unavailable or that were not identified while present in the antiquities markets. This wide interdisciplinary research led to the identification of hundreds paintings, classified and set according to chronology and to their iconographic model. The proposed periodisation based on typology and commission is highly significant. Amongst the most precious works the survey deals with, some portraits linked to Frans Pourbus the Young are relevant: the magnificent full-length figure portrait of Vincenzo I Gonzaga conserved at Ca' Vendramin Calergi in Venice, a copy (or version) of Margherita Savoia Gonzaga's portrait nowadays in San Carlo al Corso in Rome (antiquities market), and Ritratto di Ferdinando Carlo Gonzaga Nevers - Ferdinando Carlo Gonzaga Nevers's portrait- by Hyacinthe Rigaud, pendant his second wife's one, Suzanne Henriette d’Elboeuf, conserved in the deposits of Versailles. During the research several paintings have been studied and, even if their quality was not excellent or low, they are though relevant for having transmitted the lost original model, hoping that the loss is temporary.

La ritrattistica gonzaghesca in epoca ducale (1530-1708)

BERTELLI, Paolo
2012

Abstract

La ritrattistica gonzaghesca in epoca ducale (1530-1708) Lo studio proposto approfondisce l’iconografia gonzaghesca in epoca ducale (1530-1708) costituendo sia un approfondimento sul tema basato su un approccio multidisciplinare; sia la creazione di un ampio repertorio di immagini, sia uno studio sistematico (realizzato attraverso inedite carte d’archivio) sulla Mostra Iconografica Gonzaghesca allestita a Mantova nel 1937. I limiti individuati consistono nell’arco temporale (si considerano i circa due secoli compresi dalla nomina ducale di Federico II Gonzaga da parte di Carlo V alla morte del decimo duca, Ferdinando Carlo Gonzaga Nevers) e nell’esaminare il ramo principale della famiglia, i Corradi da Gonzaga, cui succedettero, nel 1627, i Gonzaga Nevers. Al contrario la scelta è stata quella di approfondire non solo le effigi dei duchi, ma anche quelle delle duchesse e degli eventuali figli, costituendo un corpus iconografico estremamente composito e ricco. Così costituita questa raccolta iconografica c consiste in circa cinquecento dipinti, ordinati secondo un duplice binario: la cronologia dell’effigie (i dipinti di ogni personaggio sono disposti secondo la sua età apparente) e il riconoscimento del modello (opere evidentemente successive vengono accostate l’una all’altra quando chiaramente legate da un comune prototipo). L’approccio a questo studio è necessariamente storico-artistico, ma la scelta è stata quella di basarsi, per una corretta comprensione, anche su altre discipline. Anzitutto la paleoantropologia (quando possibile), fondamentale per la ricostruzione del volto (elemento utile per poi valutare i singoli ritratti) partendo dall’esame del cranio, ma anche l’oplologia, nonché la storia della moda, delle imprese e delle onorificenze. Un riferimento imprescindibile è stato il lungo lavoro d’archivio mirato a portare in luce un evento singolare nella storia dell’arte italiana: la Mostra Iconografica Gonzaghesca tenuta nel 1937 nel Palazzo Ducale di Mantova e ben presto caduta nell’oblio, al di là dei meriti o dei difetti, in quanto realizzata sotto il regime fascista. Un’esposizione, in realtà, che ebbe il merito di approfondire un tema fino ad allora poco considerato e di affrontare per la prima volta in maniera sistematica l’iconografia di una famiglia signorile del Rinascimento italiano. Il ritrovamento del materiale pertinente l’esposizione tra le carte dell’Archivio di Stato di Mantova (e mai consultato precedentemente), ha permesso l’individuazione di opere sino a ora poco o affatto note e la ricostruzione della mostra in maniera precisa. Un approccio sistematico ai cataloghi d’asta e a numerose fototeche ha consentito, infine, di rintracciare una quantità significativa di dipinti oggi non reperibili o non riconosciuti in occasione del loro passaggio sul mercato antiquario. L’indagine a tutto campo ha consentito l’individuazione di centinaia di dipinti, classificati e sistemati sia cronologicamente, sia secondo il modello iconografico. Di particolare interesse la periodizzazione proposta basata sulle tipologie e sulla committenza. Tra le opere di maggior pregio emerse in questo contesto risultano alcuni ritratti vicini a Frans Pourbus il giovane: una strepitosa effigie a figura intera di Vincenzo I Gonzaga conservata in Ca’ Vendramin Calergi a Venezia, una copia (o versione) del ritratto di Margherita Savoia Gonzaga oggi in San Carlo al Corso a Roma (mercato antiquario) come pure (e si desidera qui limitare il numero delle citazioni), il Ritratto di Ferdinando Carlo Gonzaga Nevers di Hyacinthe Rigaud, pendant di quello della seconda moglie, Suzanne Henriette d’Elboeuf, nei depositi di Versailles. Sono evidentemente emersi anche dipinti di media o bassa qualità, cui, talora, va il merito di aver trasmesso il modello originale andato (solo momentaneamente, si spera) perduto.
Gonzaga; Ritratti; Iconografia; Mantova; Palazzo Ducale; Mostra Iconografica Gonzaghesca
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11562/406536
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