Il saggio esamina la “scomoda” posizione del diritto penale sostanziale di fronte ai nuovi strumenti di cooperazione processuale, soffermandosi in particolare sui rapporti fra principio di legalità, che vincola l’esercizio del proprio potere punitivo da parte dello Stato, ed il suo potere–dovere di eseguire la «consegna» di un imputato o condannato ad uno Stato richiedente, sulla base di accordi internazionali o fonti sovranazionali. Il presupposto della “doppia incriminazione” del fatto di reato si colloca in questo secondo ambito, come espressione storica del principio di reciprocità che intende garantire soprattutto la sovranità statale nella cooperazione internazionale. Su queste premesse generali viene esaminata la portata della condizione (più che principio) della “doppia incriminazione” nella disciplina codicistica e nella Costituzione, alla cui stregua il suo “superamento” in attuazione della decisione quadro sul mandato d'arresto europeo non pare creare problemi insormontabili, trattandosi piuttosto di definirne precisamente la portata ed i limiti, non solo territoriali quanto di rispetto dei diritti della persona di fronte alle esigenze di sviluppo della cooperazione giudiziaria in Europa.

Il mandato d'arresto europeo tra principio di legalità e doppia incriminazione

PICOTTI, Lorenzo
2005

Abstract

Il saggio esamina la “scomoda” posizione del diritto penale sostanziale di fronte ai nuovi strumenti di cooperazione processuale, soffermandosi in particolare sui rapporti fra principio di legalità, che vincola l’esercizio del proprio potere punitivo da parte dello Stato, ed il suo potere–dovere di eseguire la «consegna» di un imputato o condannato ad uno Stato richiedente, sulla base di accordi internazionali o fonti sovranazionali. Il presupposto della “doppia incriminazione” del fatto di reato si colloca in questo secondo ambito, come espressione storica del principio di reciprocità che intende garantire soprattutto la sovranità statale nella cooperazione internazionale. Su queste premesse generali viene esaminata la portata della condizione (più che principio) della “doppia incriminazione” nella disciplina codicistica e nella Costituzione, alla cui stregua il suo “superamento” in attuazione della decisione quadro sul mandato d'arresto europeo non pare creare problemi insormontabili, trattandosi piuttosto di definirne precisamente la portata ed i limiti, non solo territoriali quanto di rispetto dei diritti della persona di fronte alle esigenze di sviluppo della cooperazione giudiziaria in Europa.
8834857488
mandato d'arresto europeo; doppia incriminazione; principio di legalità penale; cooperazione giudiziaria; mutuo riconoscimento
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/399736
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