Il fumetto è stato a lungo considerato, in maniera dispregiativa, come un basso e mero prodotto d’intrattenimento rivolto a un pubblico poco colto. Partendo da premesse diverse e che considerano la stampa periodica a fumetti una fonte importante per capire una società nonché l’immagine e i modelli che una società vuol dare, nonché darsi in un determinato periodo storico, a soggetti in formazione come bambini e ragazzi, in questo elaborato si cercherà di capire il ruolo giocato da questa stampa in paesi come l’Italia e la Germania in due fasi complesse del cosiddetto “secolo breve”: durante la guerra totale, di cui questi due paesi sono stati responsabili, e durante la fase successiva, caratterizzata dalla guerra fredda che per l’Europa significò un periodo di pace privo di conflitti, presenti e combattuti invece in altre parti del mondo. Per quanto riguarda la guerra totale, si documenterà e analizzerà come, e in quali misure, questa stampa sia stata utilizzata come arma di propaganda per la mobilitazione delle coscienze e il consenso alla partecipazione alla seconda guerra mondiale da parte di bambini e ragazzi. Per l’epoca successiva alla guerra, si cercherà di capire in quale modo quello stesso tipo di pubblicistica, influenzata anche dal contesto della guerra fredda, fu utilizzata in Italia e nelle due Germanie per rieducare una gioventù che aveva vissuto la drammaticità del conflitto, indirizzandola verso valori diversi rispetto alla precedente fase come il pacifismo, o ripuliti, per quanto possibile, dalle incrostazioni violente e razziste dei regimi totalitari caduti con la fine della guerra come il patriottismo. Infine, per le generazioni che non avevano ricordi della guerra vedremo su quali basi, riviste che avevano soprattutto finalità pedagogizzanti, costruirono un sistema valoriale ritenuto adatto e fondamentale per la formazione del proprio pubblico di riferimento. Si vedrà poi quale memoria della guerra era veicolata da queste pubblicazioni, qual era l’immagine della guerra che veniva trasmessa, quali figure eroiche emergevano, che uso pubblico della storia veniva praticato e come venivano raccontate le nuove guerre in corso.

Comics have been disparagingly considered for many years to be a crass entertainment product intended for an unlettered public. Conversely, by starting from a totally different viewpoint, that considers comic magazines an important source for understanding a society as well as the images and models that a society in a certain period intends to adopt and give to children and teenagers who are being educated, in this paper the author examines the role played by this form of publication aimed at the younger generations in countries such as Italy and Germany in two phases of the so-called “short Twentieth Century”: during the total war, for which these two countries were responsible, and during the subsequent phase known as the “cold war” that was experienced in Europe as a period of peace, free of the conflicts that instead were going on in other parts of the world. As regards the total war, this paper will document and analyse how and to what extent this type of publication was used as propaganda for the mobilization of minds and for the consent of the participation of boys and young men in the war. Subsequently, as regards the period following the end of the war, the author will illustrate how this same type of publication, affected also by the context of the cold war, was used in the two Germanies and in Italy to re-educate the young who had experienced the drama of the war, in order to teach them values that were different from the previous phase, such as pacifism, or values as patriotism, it cleaned as far as possible, of the violent and racist incrustations of the totalitarian regimes that had fallen with the end of the second world war. Finally, as regards the generations who lacked war memories, we will see on what basis magazines that especially had pedagogical purposes, built up a system of values deemed suitable and fundamental for the education of their target public. We will also see which war memories were passed on by these publications, what image of war they transmitted, which heroic figures emerged, which public Use of History was practiced and how the new and on-going wars were depicted.

Guerra e pace nel fumetto italiano e tedesco. Propaganda, (ri)educazione e memoria (1939-1965).

SPAGNOLLI, Nicola Luigi
2012

Abstract

Il fumetto è stato a lungo considerato, in maniera dispregiativa, come un basso e mero prodotto d’intrattenimento rivolto a un pubblico poco colto. Partendo da premesse diverse e che considerano la stampa periodica a fumetti una fonte importante per capire una società nonché l’immagine e i modelli che una società vuol dare, nonché darsi in un determinato periodo storico, a soggetti in formazione come bambini e ragazzi, in questo elaborato si cercherà di capire il ruolo giocato da questa stampa in paesi come l’Italia e la Germania in due fasi complesse del cosiddetto “secolo breve”: durante la guerra totale, di cui questi due paesi sono stati responsabili, e durante la fase successiva, caratterizzata dalla guerra fredda che per l’Europa significò un periodo di pace privo di conflitti, presenti e combattuti invece in altre parti del mondo. Per quanto riguarda la guerra totale, si documenterà e analizzerà come, e in quali misure, questa stampa sia stata utilizzata come arma di propaganda per la mobilitazione delle coscienze e il consenso alla partecipazione alla seconda guerra mondiale da parte di bambini e ragazzi. Per l’epoca successiva alla guerra, si cercherà di capire in quale modo quello stesso tipo di pubblicistica, influenzata anche dal contesto della guerra fredda, fu utilizzata in Italia e nelle due Germanie per rieducare una gioventù che aveva vissuto la drammaticità del conflitto, indirizzandola verso valori diversi rispetto alla precedente fase come il pacifismo, o ripuliti, per quanto possibile, dalle incrostazioni violente e razziste dei regimi totalitari caduti con la fine della guerra come il patriottismo. Infine, per le generazioni che non avevano ricordi della guerra vedremo su quali basi, riviste che avevano soprattutto finalità pedagogizzanti, costruirono un sistema valoriale ritenuto adatto e fondamentale per la formazione del proprio pubblico di riferimento. Si vedrà poi quale memoria della guerra era veicolata da queste pubblicazioni, qual era l’immagine della guerra che veniva trasmessa, quali figure eroiche emergevano, che uso pubblico della storia veniva praticato e come venivano raccontate le nuove guerre in corso.
stampa periodica per l'infanzia e la gioventù; propaganda; fumetto; seconda guerra mondiale; guerra fredda; educazione
Comics have been disparagingly considered for many years to be a crass entertainment product intended for an unlettered public. Conversely, by starting from a totally different viewpoint, that considers comic magazines an important source for understanding a society as well as the images and models that a society in a certain period intends to adopt and give to children and teenagers who are being educated, in this paper the author examines the role played by this form of publication aimed at the younger generations in countries such as Italy and Germany in two phases of the so-called “short Twentieth Century”: during the total war, for which these two countries were responsible, and during the subsequent phase known as the “cold war” that was experienced in Europe as a period of peace, free of the conflicts that instead were going on in other parts of the world. As regards the total war, this paper will document and analyse how and to what extent this type of publication was used as propaganda for the mobilization of minds and for the consent of the participation of boys and young men in the war. Subsequently, as regards the period following the end of the war, the author will illustrate how this same type of publication, affected also by the context of the cold war, was used in the two Germanies and in Italy to re-educate the young who had experienced the drama of the war, in order to teach them values that were different from the previous phase, such as pacifism, or values as patriotism, it cleaned as far as possible, of the violent and racist incrustations of the totalitarian regimes that had fallen with the end of the second world war. Finally, as regards the generations who lacked war memories, we will see on what basis magazines that especially had pedagogical purposes, built up a system of values deemed suitable and fundamental for the education of their target public. We will also see which war memories were passed on by these publications, what image of war they transmitted, which heroic figures emerged, which public Use of History was practiced and how the new and on-going wars were depicted.
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