La tesi attraversa il pensiero di J.-L. Nancy, nel tentativo di cogliere i motivi conduttori della sua concezione ontologica. Il punto di partenza (capitolo primo) è la decostruzione del Soggetto cartesiano e la messa in luce della sua finzione costitutiva: attraverso un percorso che si confronta direttamente con il testo cartesiano, il Soggetto è riportato sulla scena di un teatrum philosophicum, in cui esso appare come soggetto ventriloquato, maschera, ritratto e trompe-l'oeil, fino alla sua messa a nudo come singolarità esposta e plurale. Il capitolo secondo si addentra nella concezione ontologica di Nancy, approcciata secondo un criterio acustico-fonologico che fa dell'essere una partizione delle voci, un partage musicale e sonoro che - attraverso la riconduzione del linguaggio alla sua nuda funzione fàtica - si apre su una rapsodia inoperosa, espressione dodecafonica del brusio, del clamore e del silenzio dell'essere, a cui ogni essere singolare partecipa. Nancy chiama Adoration questo patchwork sonoro mondiale e infinito, il rimando acustico, il rinvio, l'indirizzo incessante di ogni singolarità all'altra. Al centro del capitolo terzo è il corpus di Nancy, l'ontologia materialistica e localitaria che fa leva sui corpi e sul loro stare nel mondo. Attraverso alcuni "indizi sui corpi", viene messa in luce la loro materialità espansa, il loro peso in superficie, l'arealità, l'expeausition e la nudità dei corpi, nelle loro tangenze, con-tatti e nella com-mozione che li rivolge fuori di sé, verso il mondo e gli altri corpi. Infine, il capitolo quarto argomenta la concezione dell'essere singolare plurale di Nancy, fondato sui concetti di singolarità nuda, partage e adoration delle voci, contatto e commozione dei corpi. A partire dal con-essere heideggeriano, viene dato spazio alla decostruzione del mito comunitario e alla trama nuda del "con", un essere-in-comune reticolato e frattalico, fondato sulla distanza, sul limite, sulle annodature tra le singolarità. Di questa dimensione ontologica, vengono messe in luce le implicazioni etiche e politiche. La tesi ha di mira il modo singolare con cui Nancy disegna il senso del mondo, un senso plurale, aperto, in cui il mondo viene visto nella sua nudità, nel suo intreccio di finito e infinito: una conversione dello sguardo che rinuncia al Senso metafisico, per riportare l'attenzione sulla finitezza, sulla sua pulsione desiderante come esperienza di libertà.

The thesis goes through the thought of Jean-Luc Nancy, in an attempt to catch the leitmotifs of his ontological conception. In the first chapter the starting point is the deconstruction of the Cartesian subject and highlighted its constitutive fiction: the subject can be found on the scene of a Teatrum philosophicum, through a path that is compared directly with the text of Descartes, and it appears as a ventriloquist’s dummy - mask, portrait, and trompe-l'oeil - until he lays bare, exposed as a singularity plural. The second chapter goes down deep into the ontological conception of Nancy. His thought is approached on an acoustic-phonological basis that makes being a partition of voices, music and sound partage, through the reconciliation of the language with its bare phatic function. It opens up a Rhapsody inactive, expression of the twelve-tone noise, the clamor and silence of being, to which every singular part participate. “Adoration” Is the word used by Nancy to describe this global sound patchwork: the infinite, the acoustic delay, the reference, the address of each singularity to another constant. The core of the third chapter is the corpus of Nancy: the materialist ontology built on the bodies and on their being in the world. Through some "signs on the bodies," is highlighted their expanded materiality, their weight on the surface, the expeausition and nudity in their tangents, in their contacts and commotion that they directed outside itself, to the world and other bodies. Finally, the fourth chapter argues the concept of the singular plural being of Nancy, founded on the concepts of naked singularities, partage and adoration of the items, contact and emotion of the bodies. Since the with-being of Heidegger, a lot of room is given to the deconstruction of the myth of the Community and the "with" theme, netlike and fractal being-in-common, based on the distance, on the edge, on the knot between the singularities. The point of this ontological dimension is to underline ethical and political implications. The thesis targets the special way in which Nancy draws a sense of the world, a plural sense, in which the world is seen in its nudity, in its interweaving of finite and infinite: a gaze conversion that drops off the metaphysical sense, with the aim of bringing attention to the finitude, to his desiring instinct as an experience of freedom.

Nudità del senso, nudità del Mondo. L'ontologia aperta di Jean-Luc Nancy

PIROMALLI, Salvatore
2012

Abstract

La tesi attraversa il pensiero di J.-L. Nancy, nel tentativo di cogliere i motivi conduttori della sua concezione ontologica. Il punto di partenza (capitolo primo) è la decostruzione del Soggetto cartesiano e la messa in luce della sua finzione costitutiva: attraverso un percorso che si confronta direttamente con il testo cartesiano, il Soggetto è riportato sulla scena di un teatrum philosophicum, in cui esso appare come soggetto ventriloquato, maschera, ritratto e trompe-l'oeil, fino alla sua messa a nudo come singolarità esposta e plurale. Il capitolo secondo si addentra nella concezione ontologica di Nancy, approcciata secondo un criterio acustico-fonologico che fa dell'essere una partizione delle voci, un partage musicale e sonoro che - attraverso la riconduzione del linguaggio alla sua nuda funzione fàtica - si apre su una rapsodia inoperosa, espressione dodecafonica del brusio, del clamore e del silenzio dell'essere, a cui ogni essere singolare partecipa. Nancy chiama Adoration questo patchwork sonoro mondiale e infinito, il rimando acustico, il rinvio, l'indirizzo incessante di ogni singolarità all'altra. Al centro del capitolo terzo è il corpus di Nancy, l'ontologia materialistica e localitaria che fa leva sui corpi e sul loro stare nel mondo. Attraverso alcuni "indizi sui corpi", viene messa in luce la loro materialità espansa, il loro peso in superficie, l'arealità, l'expeausition e la nudità dei corpi, nelle loro tangenze, con-tatti e nella com-mozione che li rivolge fuori di sé, verso il mondo e gli altri corpi. Infine, il capitolo quarto argomenta la concezione dell'essere singolare plurale di Nancy, fondato sui concetti di singolarità nuda, partage e adoration delle voci, contatto e commozione dei corpi. A partire dal con-essere heideggeriano, viene dato spazio alla decostruzione del mito comunitario e alla trama nuda del "con", un essere-in-comune reticolato e frattalico, fondato sulla distanza, sul limite, sulle annodature tra le singolarità. Di questa dimensione ontologica, vengono messe in luce le implicazioni etiche e politiche. La tesi ha di mira il modo singolare con cui Nancy disegna il senso del mondo, un senso plurale, aperto, in cui il mondo viene visto nella sua nudità, nel suo intreccio di finito e infinito: una conversione dello sguardo che rinuncia al Senso metafisico, per riportare l'attenzione sulla finitezza, sulla sua pulsione desiderante come esperienza di libertà.
Nancy; ontologia; soggetto; voce; corpo; essere-in-comune
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