Antonio Stoppani (1824-1891) fu una personalità di grande rilievo non solo nel contesto del Lombardo-Veneto in cui operò per la prima metà della sua vicenda biografica, ma anche in quello nazionale che lo vide impegnato negli anni della maturità. Ciò nonostante, di lui non esiste un profilo organico e aggiornato che ne inquadri complessivamente la figura e l’opera. Nonostante un nuovo interesse emerso negli ultimi anni nei suoi confronti, restava necessario intraprendere uno studio a tutto tondo del suo impegno culturale in grado di renderne adeguatamente il carattere di poliedricità che lo condusse a essere una personalità di primo piano in ambiti strategici per la cultura dell’Ottocento. L’obiettivo della tesi è dunque quello di realizzare una ‘biografia in contesto’ di Stoppani attraverso cui fornire una ricostruzione organica del suo impegno culturale basata sull’individuazione delle relazioni per lui più significative con persone, istituzioni e processi che segnarono la storia italiana del XIX secolo. La vicenda biografica di Stoppani, infatti, risulta rilevante al fine di approfondire la storia della comunità e delle istituzioni scientifiche, ma si intreccia anche con vicende cruciali per la storia italiana dell’Ottocento nel suo complesso. In primo luogo, la figura del naturalista lombardo si inserisce appieno nel vivo del processo risorgimentale: ancora studente in seminario, egli prese parte ai moti del 1848 partecipando con gli altri seminaristi alle Cinque giornate di Milano. Dopo l’ordinazione, la sua carriera ebbe inizio in anni decisivi per la formazione del nuovo Stato nazionale e il primo incarico accademico giunse proprio nel 1861. La sua attività di docente e scienziato, inoltre, si mosse principalmente tra i due centri maggiori della nuova realtà nazionale: Milano, allora «capitale morale» e culturale della penisola, e Firenze, seconda capitale del Regno e sede di iniziative culturali di grande importanza. In entrambe le città Stoppani poté entrare in contatto con tutti i protagonisti del panorama intellettuale, politico e scientifico italiano dell’epoca. Nell’itinerario intellettuale e operativo di Stoppani è possibile individuare un’evoluzione e un progressivo ampliamento di interessi che hanno permesso di approfondire la conoscenza della sua vicenda biografica e del suo impegno culturale attraverso una trattazione per aree tematiche rispettando nel complesso la progressione cronologica degli eventi. Il primo capitolo intende ricostruire l’estrazione famigliare di Stoppani e gli anni della sua formazione, anni cruciali anche per la storia dello Stato nazionale. Gli anni del seminario sono quelli in cui nei seminari lombardi si diffondono da un lato gli ideali patriottici che portarono il clero milanese e lombardo a prendere parte attiva alle rivoluzioni del 1848 e alle Guerre di Indipendenza; dall’altro il pensiero di Antonio Rosmini, che avrà un’influenza determinante sulla figura di Stoppani e che porrà le basi per fare di Milano e della Lombardia il centro più importante del conciliatorismo italiano del secondo Ottocento. In merito a questa prima fase della sua vita si è tentato di ricostruire il vivace ambiente culturale della Milano della metà del XIX secolo e soprattutto capire come e quando sia maturata in Stoppani la vocazione per le scienze naturali. In secondo luogo, si è cercato di ricostruirne la carriera scientifica e accademica esplorandone anche le concezioni della didattica e dell’organizzazione dell’insegnamento universitario. Si sono indagate le reti di relazioni e gli ambienti culturali in cui si trovò inserito proprio nel momento in cui la comunità scientifica nazionale veniva costituendosi e consolidandosi. Questo senza tralasciare il suo coinvolgimento in imprese di diretto interesse economico e materiale per il Paese, prime fra tutte le ricerche volte all’estrazione del petrolio e la partecipazione ai lavori per la realizzazione della Carta geologica del Regno. In tale contesto è parso opportuno inserire l’analisi del suo contributo alla diffusione dell’alpinismo quale pratica dal molteplice valore, scientifico, educativo, spirituale. Tutto ciò rientrava in quell’idea di «scienza per la Nazione» che faceva dello scienziato un eroe al servizio della patria. Il secondo capitolo è dedicato all’analisi del contributo offerto dal naturalista lombardo alla geologia e alla paleontologia con l’obiettivo di chiarire i fondamenti teorici e metodologici del suo pensiero e di delinearne l’evoluzione in questi settori disciplinari. Si è poi cercato di comprendere quale è stato l’apporto, certamente minore ma ugualmente significativo, da lui offerto alla nascente paletnologia italiana e la posizione da lui assunta in relazione alla diffusione delle idee evoluzioniste. Fin da questo capitolo si è dedicata una certa attenzione a uno dei principali obiettivi che animarono l’impegno culturale di Stoppani, ossia la volontà di conciliare le esigenze della sua fede e del suo cattolicesimo con quelle di un’indagine naturalistica libera, rigorosa e aggiornata al fine di rivendicare uno spazio per una scienza cristiana messo fortemente in discussione in quei decenni. Infine, si è tentato di precisare il ruolo da lui svolto all’interno della comunità scientifica italiana e la rete di relazioni in cui si trovò inserito. Il terzo capitolo è dedicato all’impegno di Stoppani nel campo della divulgazione scientifica, impegno che rispondeva nel contempo a una vocazione commerciale e imprenditoriale e a quelle aspirazioni di “istruzione del popolo” che il geologo lombardo condivideva con le élites intellettuali della penisola. Si è dunque cercato di comprendere la molteplicità di ruoli che Stoppani attribuiva alla scienza. Da un lato essa era uno strumento indispensabile per lo sviluppo dell’individuo e del Paese da un punto di vista economico e materiale; dall’altro era imprescindibile per la formazione intellettuale e morale della persona, in quanto mezzo di conoscenza del mondo e, per questo tramite, di Dio e del disegno provvidenziale sottostante l’equilibro del sistema naturale. La scienza aveva quindi per Stoppani un ruolo nel contempo sociale, nazionale e spirituale; per questo doveva essere diffusa a tutti i livelli. A tale proposito si è rivelato prioritario concentrare l’attenzione sul “Bel Paese”, best-seller scientifico-divulgativo con cui egli offrì un contributo fondamentale al processo di unificazione, e su “Acqua ed aria”, opera a lungo trascurata dagli studiosi, ma che costituisce uno dei prodotti divulgativi più incisivi e originali del naturalista in grado di consegnarci la visione più completa e organica del suo pensiero. Il quarto capitolo, infine, è dedicato all’impegno in campo apologetico ed esegetico al fine di comprendere come un sacerdote, pienamente fedele alla Chiesa, al suo pontefice e al suo dogma, sia riuscito a mettere d’accordo la propria vocazione religiosa con un’altrettanto fervida passione scientifica in un periodo dominato da atteggiamenti di radicale intransigenza nei confronti della modernità da parte di settori consistenti del clero cattolico. Si è cercato di chiarire quali siano le basi del suo conciliatorismo; i presupposti teorici, di derivazione essenzialmente rosminiana, che gli consentirono di armonizzare i recenti risultati della scienza con le pagine della Genesi e il dogma in esse rivelato e, più in generale, di promuovere un riavvicinamento tra la Chiesa e lo Stato liberale, senza che questo comportasse alcun cedimento sul piano dottrinale. Si è voluto ricostruire le vicende che lo portarono al centro dello scontro tra cattolici transigenti e cattolici intransigenti e, infine, mettere in luce l’eredità stoppaniana e il contributo da essa offerto al movimento modernista sviluppatosi agli inizi del Novecento proprio a partire da un nuovo approccio – di tipo storico e scientifico - ai Testi Sacri e da un rinnovamento dell’apparato intellettuale e culturale del cattolicesimo.

Antonio Stoppani (1824-1891) was a preeminent figure not only in the Lombard-Venetian context where he was active for the first half of his life, but also in the national context to which he devoted himself in his latter years. Nevertheless, we do not have a complete profile of him and his work. Despite the renewed interest in Stoppani in recent years, it was still necessary to undertake an all-encompassing study of his cultural commitment to fully understand his wide-ranging character, that made him one of the most important cultural figures in various strategic fields of 19th Century culture. The aim of the thesis is to produce a ‘biography in context’ of Stoppani in order to provide an all-round reconstruction of his cultural commitment by identifying his most significant relationships with people, institutions and historical processes that marked the Italian 19th-Century history. In fact, the study of Stoppani’s life and work is relevant in the understanding of the history of the scientific community and scientific institutions, but, at the same time, it is interwined with pivotal events of the Italian 19th-Century history as a whole. Firstly, the Lombardian naturalist’s experience fits in fully with the Risorgimental process: when he was still in seminary he took part in the 1848 riots and partecipated, with the other students, at the ‘Cinque Giornate’ of Milan. After his ordination, Stoppani’s career began during pivotal years in the formation of the new national State and his first academic work began in 1861. Furthermore, his activity as a professor and scientist developed mainly between the two most important cities of the new national reality: Milan, at the time the moral and cultural capital of the peninsula, and Florence, the second capital of the Realm and seat of extremely important cultural initiatives. In both cities, Stoppani could interact with all the most important figures of the intellectual, political and scientific scene of the time. Throughout his intellectual and working career it is possible to identify an evolution and a gradual broadening of his interests. This provides a deeper knowledge of Stoppani’s life and cultural commitment, by exploring it through different thematic areas following the chronological order of the events. The first chapter aims to reconstruct the family background of Stoppani and his formative years, crucial years in the history of the national State. In fact, during this time the patriotic ideals that drove the Milanese and Lombardian clergy to take part in the 1848 revolutions and the Wars of Independence spread through the Lombardian seminaries. At the same time, the latter witnessed the diffusion of Antonio Rosmini’s thought, which greatly influenced Stoppani’s figure and laid the foundations for Milan and Lombardy to become the most important centres of Italian conciliatorism in the second half of the 19th Century. In relation to this first phase of his life the chapter intends to outline the lively cultural environment of Milan in the 19th Century and understand how and when Stoppani’s passion for natural sciences surfaced. Secondly, it will try to reconstruct his scientific and academic career, by exploring his ideas with regard to the organisation of university teaching. It investigates the networks and cultural environments in which he was active at the time; a time in which the national scientific community was first emerging and being consolidated. The chapter also takes into consideration his involvement in matters concerning the economic and material growth of the Country, above all his research into oil drilling and his role in establishing the geological map of the Realm. In this context it seemed appropriate to insert an analysis of his contribution to the diffusion of alpinism as an activity of multiple value: scientific, educative, spiritual. All of this was part of the idea of «science for the Nation» which made the scientist a hero in the service of the Country. The second chapter is dedicated to the analysis of the contribution offered by the Lombardian naturalist to geology and palaeontology with the aim of clarifying the theoretical and methodological basis of his thought and outlining its evolution in these disciplinary fields. Furthermore, it attempts to outline Stoppani’s contribution, albeit minor, without a doubt equally significant, to the rising Italian paletnology and his position in relation to the diffusion of evolutionistic ideas. Following this chapter some attention has been given to one of the main goals of Stoppani’s cultural commitment, that is the will to reconcile the needs of his faith and his Catholicism with those of a free, rigorous and up-dated naturalistic research in order to claim a place for a Christian science, something which was strongly called into question during the late decades. Finally, it aims to define Stoppani’s role within the Italian scientific community and the networks in which he was involved. The third chapter is dedicated to Stoppani’s commitment in the field of science popularisation. This commitment met at the same time a commercial and entrepreneurial vocation and those aspirations of “educating the people” that Stoppani shared with the intellectual élites of the peninsula. Therefore, it aims to comprehend the multiplicity of roles that Stoppani attributed to science. On one hand it was an essential instrument for the economic and material development of Man and the Country; on the other hand it was necessary for the intellectual and moral formation of the individual as a medium for knowing the world and, through it, God and the providential design underlying the equilibrium of the natural system. So, science had a social, national and spiritual role and, for these reasons, it had to be taught and popularised at all social levels. In relation to this it was a priority to focus attention on “The Beautiful Country”, a scientific-popularising best-seller that provided a decisive contribution to the process of unification, and also on “Water and Air”. This piece of work has been overlooked for a long time by scholars, but it represents one of the most incisive and original popularising contributions of the Lombardian naturalist and it offers the most complete and all-round view of his thought. Finally, the fourth chapter is dedicated to Stoppani’s commitment to the apologetic and exegetic field in order to understand how a priest, fully faithful to the Church, to its pontiff and its dogma, was able to reconcile his religious vocation with his scientific passion in an age dominated by attitudes of radical intransigence towards modernity by significant sectors of catholic clergy. It tries to clarify the basis of Stoppani’s conciliatorism; the theoretical presuppositions, essentially derived from Rosmini’s thought, that allowed him to harmonise the recent scientific results with Genesis’ pages and the catholic dogma and, more generally, further a rapprochement between the Church and the liberal State. It aims to reconstruct the events that brought him to the centre of the conflict between transigents and intransigents and, finally, highlight Stoppani’s legacy and its contribution to the modernist movement developed at the beginning of the 20th Century, which started from a new scientific and historical approach to the Sacred Texts and from a renewal of the intellectual and cultural apparatus of Catholicism.

Scienza, patria e religione. Antonio Stoppani e la cultura italiana dell'Ottocento.

ZANONI, Elena
2012

Abstract

Antonio Stoppani (1824-1891) fu una personalità di grande rilievo non solo nel contesto del Lombardo-Veneto in cui operò per la prima metà della sua vicenda biografica, ma anche in quello nazionale che lo vide impegnato negli anni della maturità. Ciò nonostante, di lui non esiste un profilo organico e aggiornato che ne inquadri complessivamente la figura e l’opera. Nonostante un nuovo interesse emerso negli ultimi anni nei suoi confronti, restava necessario intraprendere uno studio a tutto tondo del suo impegno culturale in grado di renderne adeguatamente il carattere di poliedricità che lo condusse a essere una personalità di primo piano in ambiti strategici per la cultura dell’Ottocento. L’obiettivo della tesi è dunque quello di realizzare una ‘biografia in contesto’ di Stoppani attraverso cui fornire una ricostruzione organica del suo impegno culturale basata sull’individuazione delle relazioni per lui più significative con persone, istituzioni e processi che segnarono la storia italiana del XIX secolo. La vicenda biografica di Stoppani, infatti, risulta rilevante al fine di approfondire la storia della comunità e delle istituzioni scientifiche, ma si intreccia anche con vicende cruciali per la storia italiana dell’Ottocento nel suo complesso. In primo luogo, la figura del naturalista lombardo si inserisce appieno nel vivo del processo risorgimentale: ancora studente in seminario, egli prese parte ai moti del 1848 partecipando con gli altri seminaristi alle Cinque giornate di Milano. Dopo l’ordinazione, la sua carriera ebbe inizio in anni decisivi per la formazione del nuovo Stato nazionale e il primo incarico accademico giunse proprio nel 1861. La sua attività di docente e scienziato, inoltre, si mosse principalmente tra i due centri maggiori della nuova realtà nazionale: Milano, allora «capitale morale» e culturale della penisola, e Firenze, seconda capitale del Regno e sede di iniziative culturali di grande importanza. In entrambe le città Stoppani poté entrare in contatto con tutti i protagonisti del panorama intellettuale, politico e scientifico italiano dell’epoca. Nell’itinerario intellettuale e operativo di Stoppani è possibile individuare un’evoluzione e un progressivo ampliamento di interessi che hanno permesso di approfondire la conoscenza della sua vicenda biografica e del suo impegno culturale attraverso una trattazione per aree tematiche rispettando nel complesso la progressione cronologica degli eventi. Il primo capitolo intende ricostruire l’estrazione famigliare di Stoppani e gli anni della sua formazione, anni cruciali anche per la storia dello Stato nazionale. Gli anni del seminario sono quelli in cui nei seminari lombardi si diffondono da un lato gli ideali patriottici che portarono il clero milanese e lombardo a prendere parte attiva alle rivoluzioni del 1848 e alle Guerre di Indipendenza; dall’altro il pensiero di Antonio Rosmini, che avrà un’influenza determinante sulla figura di Stoppani e che porrà le basi per fare di Milano e della Lombardia il centro più importante del conciliatorismo italiano del secondo Ottocento. In merito a questa prima fase della sua vita si è tentato di ricostruire il vivace ambiente culturale della Milano della metà del XIX secolo e soprattutto capire come e quando sia maturata in Stoppani la vocazione per le scienze naturali. In secondo luogo, si è cercato di ricostruirne la carriera scientifica e accademica esplorandone anche le concezioni della didattica e dell’organizzazione dell’insegnamento universitario. Si sono indagate le reti di relazioni e gli ambienti culturali in cui si trovò inserito proprio nel momento in cui la comunità scientifica nazionale veniva costituendosi e consolidandosi. Questo senza tralasciare il suo coinvolgimento in imprese di diretto interesse economico e materiale per il Paese, prime fra tutte le ricerche volte all’estrazione del petrolio e la partecipazione ai lavori per la realizzazione della Carta geologica del Regno. In tale contesto è parso opportuno inserire l’analisi del suo contributo alla diffusione dell’alpinismo quale pratica dal molteplice valore, scientifico, educativo, spirituale. Tutto ciò rientrava in quell’idea di «scienza per la Nazione» che faceva dello scienziato un eroe al servizio della patria. Il secondo capitolo è dedicato all’analisi del contributo offerto dal naturalista lombardo alla geologia e alla paleontologia con l’obiettivo di chiarire i fondamenti teorici e metodologici del suo pensiero e di delinearne l’evoluzione in questi settori disciplinari. Si è poi cercato di comprendere quale è stato l’apporto, certamente minore ma ugualmente significativo, da lui offerto alla nascente paletnologia italiana e la posizione da lui assunta in relazione alla diffusione delle idee evoluzioniste. Fin da questo capitolo si è dedicata una certa attenzione a uno dei principali obiettivi che animarono l’impegno culturale di Stoppani, ossia la volontà di conciliare le esigenze della sua fede e del suo cattolicesimo con quelle di un’indagine naturalistica libera, rigorosa e aggiornata al fine di rivendicare uno spazio per una scienza cristiana messo fortemente in discussione in quei decenni. Infine, si è tentato di precisare il ruolo da lui svolto all’interno della comunità scientifica italiana e la rete di relazioni in cui si trovò inserito. Il terzo capitolo è dedicato all’impegno di Stoppani nel campo della divulgazione scientifica, impegno che rispondeva nel contempo a una vocazione commerciale e imprenditoriale e a quelle aspirazioni di “istruzione del popolo” che il geologo lombardo condivideva con le élites intellettuali della penisola. Si è dunque cercato di comprendere la molteplicità di ruoli che Stoppani attribuiva alla scienza. Da un lato essa era uno strumento indispensabile per lo sviluppo dell’individuo e del Paese da un punto di vista economico e materiale; dall’altro era imprescindibile per la formazione intellettuale e morale della persona, in quanto mezzo di conoscenza del mondo e, per questo tramite, di Dio e del disegno provvidenziale sottostante l’equilibro del sistema naturale. La scienza aveva quindi per Stoppani un ruolo nel contempo sociale, nazionale e spirituale; per questo doveva essere diffusa a tutti i livelli. A tale proposito si è rivelato prioritario concentrare l’attenzione sul “Bel Paese”, best-seller scientifico-divulgativo con cui egli offrì un contributo fondamentale al processo di unificazione, e su “Acqua ed aria”, opera a lungo trascurata dagli studiosi, ma che costituisce uno dei prodotti divulgativi più incisivi e originali del naturalista in grado di consegnarci la visione più completa e organica del suo pensiero. Il quarto capitolo, infine, è dedicato all’impegno in campo apologetico ed esegetico al fine di comprendere come un sacerdote, pienamente fedele alla Chiesa, al suo pontefice e al suo dogma, sia riuscito a mettere d’accordo la propria vocazione religiosa con un’altrettanto fervida passione scientifica in un periodo dominato da atteggiamenti di radicale intransigenza nei confronti della modernità da parte di settori consistenti del clero cattolico. Si è cercato di chiarire quali siano le basi del suo conciliatorismo; i presupposti teorici, di derivazione essenzialmente rosminiana, che gli consentirono di armonizzare i recenti risultati della scienza con le pagine della Genesi e il dogma in esse rivelato e, più in generale, di promuovere un riavvicinamento tra la Chiesa e lo Stato liberale, senza che questo comportasse alcun cedimento sul piano dottrinale. Si è voluto ricostruire le vicende che lo portarono al centro dello scontro tra cattolici transigenti e cattolici intransigenti e, infine, mettere in luce l’eredità stoppaniana e il contributo da essa offerto al movimento modernista sviluppatosi agli inizi del Novecento proprio a partire da un nuovo approccio – di tipo storico e scientifico - ai Testi Sacri e da un rinnovamento dell’apparato intellettuale e culturale del cattolicesimo.
Clero e Risorgimento; scienze della Terra XIX secolo; geologia applicata; divulgazione scientifica; educazione del popolo; scienza e fede; cattolicesimo liberale; intransigentismo; modernismo.
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