I primi decenni del Novecento rappresentano lo scenario in cui si sviluppano le attività drammaturgiche del famoso attore comico Ettore Petrolini, degli autori futuristi e dello scrittore umorista Achille Campanile. Nelle loro opere teatrali emerge chiara, seppur in tre differenti declinazioni, la comune propensione all’utilizzo di meccanismi verbali, gestuali e “di situazione” che molto hanno a che fare con il mondo dell’assurdo, partecipando a pieno titolo degli elementi che costituiscono l’ “universo nonsense”. L’analisi dei tre repertori mostra quanto il nonsenso, sia esso sfruttato ai fini comici, come in Petrolini e Campanile, che con lo scopo di spiazzare e sconcertare il pubblico, come per i futuristi, si dimostri un espediente tanto efficace quanto complesso. Il nonsense è un argomento piuttosto marginale negli studi relativi alla letteratura italiana, e ciò risulta ancor più evidente se restringiamo la ricerca alla letteratura destinata alla scena e al momento performativo. In effetti lo studio del nonsense si ritrova spesso come corollario nelle teorie generali sulla comicità (come, per esempio, in Bergson, Dupréel, Olbrechts-Tyteca) che vengono a svilupparsi fuori dall'Italia. Anche Freud, agli inizi del Novecento, dedica una certa attenzione al nonsenso nel suo scritto sul motto di spirito, sottolineando i parallelismi fra la logica del sogno, quella del folle e quella del gioco infantile, con particolare interesse per il gioco di parole. Gli esempi di maggior valore nella letteratura nonsensica appartengono al Medio Evo francese, con le resveries, le fatrasies e i fatras, e all’Ottocento inglese, con le due Alice di Lewis Carroll e i limericks di Edward Lear, e questo fatto giustifica l’abbondanza di studi critici relativi alla letteratura nonsense inglese e francese; ciò non toglie che il nonsense possa divenire oggetto d’interesse, e riservare notevoli sorprese, anche in terra italiana, e non solo in campo comico. I futuristi, in effetti, sfruttano i meccanismi nonsensici verbali e di situazione per sconvolgere il pubblico, più che per farlo divertire, con lo scopo di fare arrivare agli spettatori in maniera violenta il loro pensiero culturalmente rivoluzionario. Petrolini li precede, seppur in ambito decisamente meno aristocratico e privo di qualsiasi volontà ideologica, con invenzioni nonsensiche e con una propensione all’assurdo comico che appare programmatica, tanto è spiccata, trascinando lo spettatore in una sorta di caleidoscopio del senso che stordisce e diverte allo stesso tempo. Campanile, negli anni Venti, raccoglie l’eredità dei suoi predecessori (che continuano comunque la loro attività fino agli anni Trenta) con una misura ed una leggerezza che lo portano a sfruttare il nonsense nella creazione di situazioni e ragionamenti surreali, senza mai giungere allo sconcerto dell’assurdo, e facendo divaricare il senso, ad libitum, in pseudologiche affascinanti quanto incredibili. Il futurismo nasce (e, in definitiva, si mantiene tale) come movimento d’èlite pur desiderando fortemente una diffusione capillare della sua ideologia, per arrivare fino alle masse; Petrolini inizia recitando in fatiscenti locali di Varietà, in un ambiente caratterizzato da una scarsità di mezzi cronica, di fronte ad un pubblico popolare, ma esigente e spesso feroce nei confronti del comico che non incontra immediatamente il suo favore; Campanile nasce da famiglia borghese e benestante e viene introdotto al lavoro di giornalista dal padre, che fa lo stesso mestiere. Nonostante quindi siano decisamente più numerose le circostanze sociali e lavorative che dividono i tre soggetti della ricerca, rispetto agli aspetti che li accomunano, si può riconoscere nelle loro opere il medesimo utilizzo di espedienti circa-nonsensical, come il doppio senso, il controsenso, il ragionamento erroneo, lo scardinamento dei cliché e lo stravolgimento di frasi fatte e proverbi. I futuristi attraverso le sintesi, Petrolini soprattutto (ma non solo) con le sue macchiette, Campanile grazie alle Tragedie in due battute e numerose commedie regolari, rendono il nonsense materiale di estremo interesse per lo studio del teatro italiano del primo Novecento.

The First Decades of the twentieth century represent the setting in which develops the dramatic activity of the famous comic actor Ettore Petrolini, as the Futurists playwrights and the humorist Achille Campanile. In their plays they show, in three different forms, the common tendency to use verbal, gestural and “di situazione” mechanisms, which have much to do with the world of the absurd, fully participating in the elements that constitute "the nonsense universe". The analysis of the three repertories show that the nonsense, even if exploited for comical, as in Petrolini's and Campanile's works, that in order to unsettle and perplex the audience, like in the intentions of Futurism, proves to be a expedient both effective and complicated. The nonsense is a rather marginal issue in studies of Italian literature, and this becomes even more evident if we narrow the search to the literature devoted to the scene and the performative moment. In fact the study of nonsense is often found as a corollary to the general theories on humor (as, for example, in studies of Bergson, Dupréel, Olbrechts-Tyteca) that are to grow outside Italy. Even Freud, in the early twentieth century, devoted some attention to nonsense in his book on wit, emphasizing the parallels between the logic of the dream, that of the crazy and that of the children's game, with particular interest for the pun. The main examples of nonsense literature belong to French Middle Ages, with resveries, fatrasies and fatras, and English nineteenth century, with the two Alice by Lewis Carroll and Edward Lear's limericks. This fact justifies the abundance of critical studies relating to the English and French nonsense literature; the fact remains that nonsense can become an object of interest, and reserve major surprises, even on Italian soil, and not only in the comic. The Futurists, in effect, exploiting the verbal nonsense mechanisms to upset the public and bringing viewers their thoughts cultural revolutionary. Petrolini before them, albeit in a context far less aristocratic and without ideologic intentions, with nonsensical inventions and with a propensity for the absurd comedy that is programmatic, so it is strong, he drags the viewer into a kind of kaleidoscope of meaning that stuns and entertains at the same time. In the twenties Campanile received the legacy of its predecessors (who anyway work up about the thirthies) with a measure and a lightness that led him to exploit the nonsense in creating surreal situations and thoughts, without ever reaching the discomfiture of the absurd, and spread apart by the thought, ad libitum, in pseudo-logics fascinating as incredible. Futurism was born (and, ultimately, it maintains such) as a moving élite while desiring a very widespread distribution of its ideology, to reach the masses. Petrolini began performing in run-down Variety places, in an environment characterized by a chronic lack of resources, before a popular but demanding audience often fierce against the comedian who does not immediately meet his favor. Campanile was born wealthy and middle-class family and is introduced to work as a journalist by his father (who does the same job). Despite so much more numerous are the social circumstances and practices that divide the three research subjects, compared to the aspects that unite them, one can recognize in their work using the same tricks about-nonsensical, like double meaning, contradiction, erroneous reasoning, unhinging of the cliché and twisting of phrases and proverbs. The Futurists through the synthesis, Petrolini especially (but not only) with its "macchiette", Campanile thanks to Tragedie in due battute and regular comedies, make the nonsense a material of great interest for the study of the early twentieth century Italian theater.

Aspetti del nonsense nel teatro italiano del primo Novecento: Petrolini, i futuristi, Campanile

RONCA, Nadia
2012

Abstract

I primi decenni del Novecento rappresentano lo scenario in cui si sviluppano le attività drammaturgiche del famoso attore comico Ettore Petrolini, degli autori futuristi e dello scrittore umorista Achille Campanile. Nelle loro opere teatrali emerge chiara, seppur in tre differenti declinazioni, la comune propensione all’utilizzo di meccanismi verbali, gestuali e “di situazione” che molto hanno a che fare con il mondo dell’assurdo, partecipando a pieno titolo degli elementi che costituiscono l’ “universo nonsense”. L’analisi dei tre repertori mostra quanto il nonsenso, sia esso sfruttato ai fini comici, come in Petrolini e Campanile, che con lo scopo di spiazzare e sconcertare il pubblico, come per i futuristi, si dimostri un espediente tanto efficace quanto complesso. Il nonsense è un argomento piuttosto marginale negli studi relativi alla letteratura italiana, e ciò risulta ancor più evidente se restringiamo la ricerca alla letteratura destinata alla scena e al momento performativo. In effetti lo studio del nonsense si ritrova spesso come corollario nelle teorie generali sulla comicità (come, per esempio, in Bergson, Dupréel, Olbrechts-Tyteca) che vengono a svilupparsi fuori dall'Italia. Anche Freud, agli inizi del Novecento, dedica una certa attenzione al nonsenso nel suo scritto sul motto di spirito, sottolineando i parallelismi fra la logica del sogno, quella del folle e quella del gioco infantile, con particolare interesse per il gioco di parole. Gli esempi di maggior valore nella letteratura nonsensica appartengono al Medio Evo francese, con le resveries, le fatrasies e i fatras, e all’Ottocento inglese, con le due Alice di Lewis Carroll e i limericks di Edward Lear, e questo fatto giustifica l’abbondanza di studi critici relativi alla letteratura nonsense inglese e francese; ciò non toglie che il nonsense possa divenire oggetto d’interesse, e riservare notevoli sorprese, anche in terra italiana, e non solo in campo comico. I futuristi, in effetti, sfruttano i meccanismi nonsensici verbali e di situazione per sconvolgere il pubblico, più che per farlo divertire, con lo scopo di fare arrivare agli spettatori in maniera violenta il loro pensiero culturalmente rivoluzionario. Petrolini li precede, seppur in ambito decisamente meno aristocratico e privo di qualsiasi volontà ideologica, con invenzioni nonsensiche e con una propensione all’assurdo comico che appare programmatica, tanto è spiccata, trascinando lo spettatore in una sorta di caleidoscopio del senso che stordisce e diverte allo stesso tempo. Campanile, negli anni Venti, raccoglie l’eredità dei suoi predecessori (che continuano comunque la loro attività fino agli anni Trenta) con una misura ed una leggerezza che lo portano a sfruttare il nonsense nella creazione di situazioni e ragionamenti surreali, senza mai giungere allo sconcerto dell’assurdo, e facendo divaricare il senso, ad libitum, in pseudologiche affascinanti quanto incredibili. Il futurismo nasce (e, in definitiva, si mantiene tale) come movimento d’èlite pur desiderando fortemente una diffusione capillare della sua ideologia, per arrivare fino alle masse; Petrolini inizia recitando in fatiscenti locali di Varietà, in un ambiente caratterizzato da una scarsità di mezzi cronica, di fronte ad un pubblico popolare, ma esigente e spesso feroce nei confronti del comico che non incontra immediatamente il suo favore; Campanile nasce da famiglia borghese e benestante e viene introdotto al lavoro di giornalista dal padre, che fa lo stesso mestiere. Nonostante quindi siano decisamente più numerose le circostanze sociali e lavorative che dividono i tre soggetti della ricerca, rispetto agli aspetti che li accomunano, si può riconoscere nelle loro opere il medesimo utilizzo di espedienti circa-nonsensical, come il doppio senso, il controsenso, il ragionamento erroneo, lo scardinamento dei cliché e lo stravolgimento di frasi fatte e proverbi. I futuristi attraverso le sintesi, Petrolini soprattutto (ma non solo) con le sue macchiette, Campanile grazie alle Tragedie in due battute e numerose commedie regolari, rendono il nonsense materiale di estremo interesse per lo studio del teatro italiano del primo Novecento.
Storia del teatro; Storia dello spettacolo; Letteratura teatrale; Petrolini; Futurismo; Campanile
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11562/395335
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