Questo lavoro prende in esame attraverso la lente dei gender studies il genere western prodotto negli ultimi vent’anni (1985-2011). Da un punto di vista teorico, Judith Butler ha evidenziato che nozioni quali ripetizione e performatività sono centrali per capire come il genere femminile e maschile assumano la forma con cui li conosciamo, e tali strumenti critici possono essere applicati anche per lo studio della lunga storia del western sul suolo americano. Poiché il western è emerso ciclicamente nella storia culturale degli Stati Uniti, critici come Jane Tompkins e Lee Clark Mitchell ne hanno letto le riapparizioni in collegamento a ripetute crisi della mascolinità. Seguendo la strada aperta da Tompkins e Mitchell, questo studio legge la riproposta del genere a cavallo del nuovo millennio in connessione alla generale percezione che la maschilità americana stia attraversando un momento di crisi. Poiché è un prodotto culturale marcato da chiare dinamiche di genere, il western non si può quindi intendere come una semplice forma d’intrattenimento ma come un terreno dove discutere, interrogare o riaffermare un certo tipo di maschilità. Nello specifico, si prenderanno in considerazione forme culturali quali i film The Ballad of Little Jo (1993), I segreti di Brokeback Mountain (2005), Quel treno per Yuma (2007), Non bussare alla mia porta (2005), L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford (2007), Le tre sepolture (2003), Appaloosa (2005), Terra di confine (2003); i telefilm La signora del West (1993-1998) e Deadwood (2004-2006); i romanzi Il paese di Dio (1994), The Drop Edge of Yonder (2008), Meridiano di sangue (1985); il nuovo genere musicale conosciuto come hick-hop. Alcune di queste produzioni riprendono criticamente la formula western, inserendo nel genere nuovi attori e temi quali la paternità, l’omosessualità, il femminile e le variabili di razza che l’odierna discussione americana sulla mascolinità si trova ad affrontare, espandendo così le possibilità del genere e rinnovando le forme di maschilità in esso contenute. Altre produzioni adottano una posizione di più chiara citazione rispetto alla tradizione da cui provengono. In ogni caso, entrambi gli atteggiamenti sono spesso riscontrabili all’interno di una stesso testo; la formulaicità del western infatti inibisce una effettiva rinegoziazione della mascolinità, che all’interno del western riprende spesso dinamiche di genere tradizionali e legate al passato.

This study investigates the western genre produced in the last twenty years (1985-2011) through the lens of gender studies. From a theoretical point of view, Judith Butler has evidenced that notions such as repetition and performativity are central to an understanding of how female and male genders take the form in which we know them today. These critical tools can be also applied to the study of the long history of westerns in the United States. Since the western has cyclically emerged in American cultural history, critics such as Jane Tompkins and Clark Lee Mitchell have read its reappearances in connection to repeated crises of masculinity. Building on their considerations, this study reads the occurrence of westerns at the turn of the millennium in connection to the general perception that American masculinity is going through a crisis today. As a cultural product clearly marked by gender dynamics, the western cannot therefore be thought of as simple entertainment; rather, it is a terrain where to interrogate, discuss, and reconfirm a certain kind of masculinity. Specifically, I will consider cultural products such as the films The Ballad of Little Jo (1993), Brokeback Mountain (2005), 3:10 to Yuma (2007), Don’t Come Knocking (2005), The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford (2007), The Three Burials of Melquiades Estrada (2003), Appaloosa (2005), Open Range (2003); the series Doctor Quinn, Medicine Woman (1993-1998) and Deadwood (2004-2006); the novels God’s Country (1994), The Drop Edge of Yonder (2008), Blood Meridian (1985); the new musical genre known as hick-hop. Some of these productions shape the western formula in critical ways, including new actors and themes such as fatherhood, homosexuality, female bodies, and race variables. These are elements that the contemporary debate about masculinity has to deal with, thus expanding the possibilities of the genre and renewing the forms of manhood the western encompasses. Other productions more clearly quote the tradition from which they originate. However, both positions can be often found within one cultural production; indeed, the western’s formula interferes with a downright renegotiation of masculinity that, in westerns, often retrieves traditional and linked-to-the-past gender dynamics.

Behind Blue Eyes: Manhood and the Western at the Turn of the Millennium

BORDIN, Elisa
2012

Abstract

Questo lavoro prende in esame attraverso la lente dei gender studies il genere western prodotto negli ultimi vent’anni (1985-2011). Da un punto di vista teorico, Judith Butler ha evidenziato che nozioni quali ripetizione e performatività sono centrali per capire come il genere femminile e maschile assumano la forma con cui li conosciamo, e tali strumenti critici possono essere applicati anche per lo studio della lunga storia del western sul suolo americano. Poiché il western è emerso ciclicamente nella storia culturale degli Stati Uniti, critici come Jane Tompkins e Lee Clark Mitchell ne hanno letto le riapparizioni in collegamento a ripetute crisi della mascolinità. Seguendo la strada aperta da Tompkins e Mitchell, questo studio legge la riproposta del genere a cavallo del nuovo millennio in connessione alla generale percezione che la maschilità americana stia attraversando un momento di crisi. Poiché è un prodotto culturale marcato da chiare dinamiche di genere, il western non si può quindi intendere come una semplice forma d’intrattenimento ma come un terreno dove discutere, interrogare o riaffermare un certo tipo di maschilità. Nello specifico, si prenderanno in considerazione forme culturali quali i film The Ballad of Little Jo (1993), I segreti di Brokeback Mountain (2005), Quel treno per Yuma (2007), Non bussare alla mia porta (2005), L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford (2007), Le tre sepolture (2003), Appaloosa (2005), Terra di confine (2003); i telefilm La signora del West (1993-1998) e Deadwood (2004-2006); i romanzi Il paese di Dio (1994), The Drop Edge of Yonder (2008), Meridiano di sangue (1985); il nuovo genere musicale conosciuto come hick-hop. Alcune di queste produzioni riprendono criticamente la formula western, inserendo nel genere nuovi attori e temi quali la paternità, l’omosessualità, il femminile e le variabili di razza che l’odierna discussione americana sulla mascolinità si trova ad affrontare, espandendo così le possibilità del genere e rinnovando le forme di maschilità in esso contenute. Altre produzioni adottano una posizione di più chiara citazione rispetto alla tradizione da cui provengono. In ogni caso, entrambi gli atteggiamenti sono spesso riscontrabili all’interno di una stesso testo; la formulaicità del western infatti inibisce una effettiva rinegoziazione della mascolinità, che all’interno del western riprende spesso dinamiche di genere tradizionali e legate al passato.
western; gender; masculinity
This study investigates the western genre produced in the last twenty years (1985-2011) through the lens of gender studies. From a theoretical point of view, Judith Butler has evidenced that notions such as repetition and performativity are central to an understanding of how female and male genders take the form in which we know them today. These critical tools can be also applied to the study of the long history of westerns in the United States. Since the western has cyclically emerged in American cultural history, critics such as Jane Tompkins and Clark Lee Mitchell have read its reappearances in connection to repeated crises of masculinity. Building on their considerations, this study reads the occurrence of westerns at the turn of the millennium in connection to the general perception that American masculinity is going through a crisis today. As a cultural product clearly marked by gender dynamics, the western cannot therefore be thought of as simple entertainment; rather, it is a terrain where to interrogate, discuss, and reconfirm a certain kind of masculinity. Specifically, I will consider cultural products such as the films The Ballad of Little Jo (1993), Brokeback Mountain (2005), 3:10 to Yuma (2007), Don’t Come Knocking (2005), The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford (2007), The Three Burials of Melquiades Estrada (2003), Appaloosa (2005), Open Range (2003); the series Doctor Quinn, Medicine Woman (1993-1998) and Deadwood (2004-2006); the novels God’s Country (1994), The Drop Edge of Yonder (2008), Blood Meridian (1985); the new musical genre known as hick-hop. Some of these productions shape the western formula in critical ways, including new actors and themes such as fatherhood, homosexuality, female bodies, and race variables. These are elements that the contemporary debate about masculinity has to deal with, thus expanding the possibilities of the genre and renewing the forms of manhood the western encompasses. Other productions more clearly quote the tradition from which they originate. However, both positions can be often found within one cultural production; indeed, the western’s formula interferes with a downright renegotiation of masculinity that, in westerns, often retrieves traditional and linked-to-the-past gender dynamics.
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