La tesi, suddivisa in tre parti, l’una dedicata al diritto romano, la seconda al diritto dei greci, la terza al mondo faraonico, mira ad indagare i rapporti tra il potere regale, da un lato, e la creazione e l’applicazione delle norme, dall’altro, nelle civiltà del più antico mediterraneo. Nella prima parte si analizzano le modalità d’emersione della più risalente branca dell’ordinamento di Roma arcaica, il ius Quiritium, sottolineandosi il ruolo capitale giocato in principio più che dall’elemento consuetudinario, come è opinione comune, dal potere regio, onde includere entro il nuovo sistema gli usi dei più antichi abitanti del septimontium, ossia i quiriti; del ius quiritium in senso oggettivo, poi, si studiano alcuni singoli istituti, quali la detestatio sacrorum, il testamento comiziale, il mancipium paterno. La seconda, partendo dalla protostoria del diritto greco e quindi dagli antecedenti del modello del nomos, prende in esame la dialettica themis-dike, trovando nelle fonti solidi appigli per sostenere che già in Omero l’antitesi riguardava i due poli della oggettività (ordine teo-fisico) e della soggettività (spettanza, azione): di tale nesso, espressione originaria, a medio delle themistes, del potere di anaktes e basileis si cercano le vestigia nella Atene classica, vigente in principio nomos basileus. La terza parte indaga, entro la cornice della originaria indifferenziazione, l’operatività di ma’at, intesa non tanto come una norma fondamentale del sistema faronico o un codice naturale sovraordinato al faraone stesso, quanto una ragion di stato e di cosmo pervasiva della attività tanto di creazione quanto di applicazione del diritto.

The work, divided in three parts, the first one dedicated to roman Law, the second one to the law of the Greeks, and the third one to the juridical world of the Pharaohs, aims at studying the relations between regal power and the creation and application of the rules, in the most ancient Mediterranean. At first, the ways of emersion of the earliest branch of Roman law, the so called ius Quiritium, is investigated by underlying the main role played by the kings more than the consuetudinary rules, as regards the inclusions of the uses of the ancient inhabitants of the Septimontium, i.e. the Quirites; some single institutes of ius quiritium are more deeply studied, such as the detestation sacrorum, the testamentum comitiis, the mancipium. The second part focuses on the antecessors of the nomos-sample in the proto-history of Greek Law and considers the link themis-dike as an antithesis, already working in Homers’time, between the objective theo-physic order and the subjective right and action: of such a link, as it appears in the themistes emanated by anaktes and basileis, one looks for its hints in classical Athens, under the regal rule of the nomos. The third part investigates, by considering the original undifferentiating between law and religion, how ma’at worked: it is interpreted not as a Grundnorm or as a natural code binding the pharaoh himself, but as a Kosmos and State reason that operates both in forming and in enacting law.

Ius, nomos, ma'at. L'emersione del diritto nel mondo antico

PELLOSO, Carlo
2010

Abstract

La tesi, suddivisa in tre parti, l’una dedicata al diritto romano, la seconda al diritto dei greci, la terza al mondo faraonico, mira ad indagare i rapporti tra il potere regale, da un lato, e la creazione e l’applicazione delle norme, dall’altro, nelle civiltà del più antico mediterraneo. Nella prima parte si analizzano le modalità d’emersione della più risalente branca dell’ordinamento di Roma arcaica, il ius Quiritium, sottolineandosi il ruolo capitale giocato in principio più che dall’elemento consuetudinario, come è opinione comune, dal potere regio, onde includere entro il nuovo sistema gli usi dei più antichi abitanti del septimontium, ossia i quiriti; del ius quiritium in senso oggettivo, poi, si studiano alcuni singoli istituti, quali la detestatio sacrorum, il testamento comiziale, il mancipium paterno. La seconda, partendo dalla protostoria del diritto greco e quindi dagli antecedenti del modello del nomos, prende in esame la dialettica themis-dike, trovando nelle fonti solidi appigli per sostenere che già in Omero l’antitesi riguardava i due poli della oggettività (ordine teo-fisico) e della soggettività (spettanza, azione): di tale nesso, espressione originaria, a medio delle themistes, del potere di anaktes e basileis si cercano le vestigia nella Atene classica, vigente in principio nomos basileus. La terza parte indaga, entro la cornice della originaria indifferenziazione, l’operatività di ma’at, intesa non tanto come una norma fondamentale del sistema faronico o un codice naturale sovraordinato al faraone stesso, quanto una ragion di stato e di cosmo pervasiva della attività tanto di creazione quanto di applicazione del diritto.
Ius; νόμος; Ma'at
The work, divided in three parts, the first one dedicated to roman Law, the second one to the law of the Greeks, and the third one to the juridical world of the Pharaohs, aims at studying the relations between regal power and the creation and application of the rules, in the most ancient Mediterranean. At first, the ways of emersion of the earliest branch of Roman law, the so called ius Quiritium, is investigated by underlying the main role played by the kings more than the consuetudinary rules, as regards the inclusions of the uses of the ancient inhabitants of the Septimontium, i.e. the Quirites; some single institutes of ius quiritium are more deeply studied, such as the detestation sacrorum, the testamentum comitiis, the mancipium. The second part focuses on the antecessors of the nomos-sample in the proto-history of Greek Law and considers the link themis-dike as an antithesis, already working in Homers’time, between the objective theo-physic order and the subjective right and action: of such a link, as it appears in the themistes emanated by anaktes and basileis, one looks for its hints in classical Athens, under the regal rule of the nomos. The third part investigates, by considering the original undifferentiating between law and religion, how ma’at worked: it is interpreted not as a Grundnorm or as a natural code binding the pharaoh himself, but as a Kosmos and State reason that operates both in forming and in enacting law.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/390055
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