La quarta crociata avevano ridisegnato la distribuzione delle basi politiche e commerciali veneziane nel Mediterraneo orientale, e con esse la geografia della proprietà ecclesiastica lagunare in Romània. Gli avvenimenti del 1204 non avevano tuttavia rappresentato una cesura sostanziale; semmai la crociata aveva contribuito ad accelerare processi e fenomeni da tempo operanti nelle comunità veneziane d’Oltremare. Nessuna modificazione sembra per esempio potersi cogliere nella struttura delle dipendenze e nella fisionomia dei possedimenti ecclesiastici, ancora legati, come per il passato, ad un sistema di filiazione diretta casa madre – chiese soggette e ad una proprietà essenzialmente urbana. Soprattutto, la quarta crociata non aveva alterato gli spazi di azione e la portata di una forza – la chiesa di Venezia – da tempo radicata nelle piazze commerciali dell’impero latino; lì dove la chiesa di quartiere, oltre a garantire i servizi religiosi, esprimeva l’identità e i legami della comunità con la lontana madrepatria. Diverso, invece, il caso cretese. A Creta, infatti, il modello delle dipendenze ecclesiastiche che tanta fortuna aveva avuto – prima e dopo la crociata – nelle colonie veneziane del Mediterraneo orientale non aveva goduto di altrettanta fortuna. Nell’isola Venezia aveva piuttosto elaborato dei campioni alternativi, e sperimentato forme diverse di penetrazione e di presenza patrimoniale, maggiormente orientate sulla filiazione di monasteri e sulla proprietà rustica; senza peraltro mai abbandonare del tutto certi schemi più convenzionali di insediamento, da tempo collaudati nelle rimanenti colonie veneziane del Levante Mediterraneo.

«Ad profectum patrie». La proprietà ecclesiastica veneziana in Romània dopo la IV crociata

ORLANDO, Ermanno
2005-01-01

Abstract

La quarta crociata avevano ridisegnato la distribuzione delle basi politiche e commerciali veneziane nel Mediterraneo orientale, e con esse la geografia della proprietà ecclesiastica lagunare in Romània. Gli avvenimenti del 1204 non avevano tuttavia rappresentato una cesura sostanziale; semmai la crociata aveva contribuito ad accelerare processi e fenomeni da tempo operanti nelle comunità veneziane d’Oltremare. Nessuna modificazione sembra per esempio potersi cogliere nella struttura delle dipendenze e nella fisionomia dei possedimenti ecclesiastici, ancora legati, come per il passato, ad un sistema di filiazione diretta casa madre – chiese soggette e ad una proprietà essenzialmente urbana. Soprattutto, la quarta crociata non aveva alterato gli spazi di azione e la portata di una forza – la chiesa di Venezia – da tempo radicata nelle piazze commerciali dell’impero latino; lì dove la chiesa di quartiere, oltre a garantire i servizi religiosi, esprimeva l’identità e i legami della comunità con la lontana madrepatria. Diverso, invece, il caso cretese. A Creta, infatti, il modello delle dipendenze ecclesiastiche che tanta fortuna aveva avuto – prima e dopo la crociata – nelle colonie veneziane del Mediterraneo orientale non aveva goduto di altrettanta fortuna. Nell’isola Venezia aveva piuttosto elaborato dei campioni alternativi, e sperimentato forme diverse di penetrazione e di presenza patrimoniale, maggiormente orientate sulla filiazione di monasteri e sulla proprietà rustica; senza peraltro mai abbandonare del tutto certi schemi più convenzionali di insediamento, da tempo collaudati nelle rimanenti colonie veneziane del Levante Mediterraneo.
Proprietà ecclesiastica; Quarta crociata; Impero latino d'Oriente; Venezia; Mediterraneo orientale; Basso medioevo
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