La scelta di dedicare uno studio all’influenza della tradizione orale sulla letteratura irlandese nacque in seguito alla stesura della mia tesi di laurea, dedicata all’opera di Patrick McCabe. La cifra distintiva della scrittura di McCabe è un’efficace amalgama tra il tono della cultura pop e la voce dello storytelling tradizionale irlandese. Nel cercare di delineare i tratti stilistici specifici dello storytelling irlandese, rilevai l’assenza pressoché totale di studi sulla narrazione tradizionale fondati su criteri metrici, prosodici o retorici. Tale assenza è da imputarsi all’impronta strutturalista dominante nell’ambito dello studio del folclore irlandese; i folcloristi hanno tradizionalmente posto la loro attenzione sulla trama e sulla relazione della medesima con la tradizione, piuttosto che sui tratti stilistici delle singole istanze narrative. Quale che sia la causa, l’assenza di studi ad impronta testuale ha impedito una comparazione tra l’aspetto formale del racconto orale irlandese e la letteratura; l’influenza del racconto orale viene infatti spesso invocata senza il supporto di riscontri testuali. Questa ricerca intende indagare l’influenza della tradizione orale sull’opera di James Joyce e Ciaran Carson basandosi sull’individuazione non solo di nuclei tematici, ma anche di schemi prosodici e narratologici riconducibili alla tradizione orale irlandese. L’opera di James Joyce è stata celebrata per l’accurata rappresentazione del vernacolo di Dublino, considerata organica all’orientamento naturalista dell’autore. Nella mio studio intendo spingermi oltre l’analisi delle rappresentazioni del parlato, per mostrare come l’influenza della tradizione orale si manifesti a diversi livelli testuali. Temi e stilemi di origine tradizionale abbondano anche nell’opera di Carson, sulla cui cifra stilistica ha influito in maniera decisiva l’esperienza di etno-musicologo. L’opera di Carson, che analizza minuziosamente l’estetica e l’epistemologia della tradizione orale, è servita anche da fondamento teorico per l’abbozzo di un’estetica della cultura tradizionale irlandese. I modelli orali alla base della mia analisi sono quelli forniti dalla narrazione e dalla musica tradizionale. Entrambi i rami della tradizione si fondano sulla centralità della dimensione performativa, e su un paradigma comunicativo fondato sul linguaggio non solo in quanto veicolo di informazione, ma anche in quanto strumento per rinsaldare la coesione della comunità. Dai racconti, dalle canzoni e dalle melodie della tradizione sono stati estrapolati schemi ritmici e temi, in seguito giustapposti all’opera di Joyce e Carson; è stata inoltre analizzata la presenza di elementi riconducibili all’oralità a livello dei meccanismi narrativi. Taluni stilemi non afferiscono direttamente alla tradizione irlandese, ma derivano piuttosto dalle caratteristiche più generali dell’estetica orale; per analizzare questi stilemi mi sono rifatto agli studi sul sapere orale che vengono collettivamente identificati come oralist theory.

The idea of devoting a study on the influence of the Irish oral tradition on Irish literature was born while I was writing my degree thesis on Patrick McCabe. A short section of my work was dedicated to the influence of the senchaí tradition on McCabe’s style. My attempt to describe the stylistic features of McCabe’s storytelling voice was thwarted by the scarceness of formal studies on the features of the Irish storytelling style. The unavailability of textual studies of Irish oral tales is imputable to the structuralist method that was dominant in the field of folklore studies; scholars were more interested in the folklore system than in the formal features of the individual tale. At any rate, the lack of comprehensive studies on the style of storytelling has prevented an analytical comparison between the style of storytelling and contemporary literature; in fact, lip service is often paid to the influence of the oral tradition, but few authors have bothered to analyse such an influence at the stylistic level. The aim this research is investigating the influence of the Irish oral tradition on the works of James Joyce and Ciaran Carson. Joyce’s works have been praised for the accurate representation of the Dublin vernacular, which has been interpreted as a feature of Joyce’s naturalistic poetics. In my study, I intend to demonstrate that Joyce went well beyond the representation of speech, for orally derived features abound at all levels of Joyce’s text. Themes and tropes of traditional origin abound also in Ciaran Carson’s work, which has been profoundly influenced by the author’s experience as an Officer for Traditional arts. In his poetry and prose Carson analyses the aesthetics and the epistemology of the Irish oral tradition; his works have also served as a theoretical foundation for my analysis of oral culture. The oral models at the basis of my analysis are those belonging to the Irish storytelling tradition and to Irish traditional music. The performative dimension is fundamental in both branches of the Irish tradition, which are based on a paradigm of communication in which language is not just a means for transmitting information, but also a instrument to strengthen the cohesion of the community. Thematic and formal tropes of traditional origin will be described in the chapters dedicated to Irish storytelling and music, and subsequently singled out in Joyce’s and Carson’s work; the influence of the oral tradition will be also investigated at the level of plot construction. Other stylistic tropes are not linked directly to the Irish tradition, but are related to the more general features of orally transmitted culture; to analyse these tropes I will refer to contemporary studies on orality, collectively identified as oralist theory.

In the old irish tonality: oral echoes and traditional culture in the works of James Joyce and Ciaran Carson

BENINI, Davide
2007-01-01

Abstract

La scelta di dedicare uno studio all’influenza della tradizione orale sulla letteratura irlandese nacque in seguito alla stesura della mia tesi di laurea, dedicata all’opera di Patrick McCabe. La cifra distintiva della scrittura di McCabe è un’efficace amalgama tra il tono della cultura pop e la voce dello storytelling tradizionale irlandese. Nel cercare di delineare i tratti stilistici specifici dello storytelling irlandese, rilevai l’assenza pressoché totale di studi sulla narrazione tradizionale fondati su criteri metrici, prosodici o retorici. Tale assenza è da imputarsi all’impronta strutturalista dominante nell’ambito dello studio del folclore irlandese; i folcloristi hanno tradizionalmente posto la loro attenzione sulla trama e sulla relazione della medesima con la tradizione, piuttosto che sui tratti stilistici delle singole istanze narrative. Quale che sia la causa, l’assenza di studi ad impronta testuale ha impedito una comparazione tra l’aspetto formale del racconto orale irlandese e la letteratura; l’influenza del racconto orale viene infatti spesso invocata senza il supporto di riscontri testuali. Questa ricerca intende indagare l’influenza della tradizione orale sull’opera di James Joyce e Ciaran Carson basandosi sull’individuazione non solo di nuclei tematici, ma anche di schemi prosodici e narratologici riconducibili alla tradizione orale irlandese. L’opera di James Joyce è stata celebrata per l’accurata rappresentazione del vernacolo di Dublino, considerata organica all’orientamento naturalista dell’autore. Nella mio studio intendo spingermi oltre l’analisi delle rappresentazioni del parlato, per mostrare come l’influenza della tradizione orale si manifesti a diversi livelli testuali. Temi e stilemi di origine tradizionale abbondano anche nell’opera di Carson, sulla cui cifra stilistica ha influito in maniera decisiva l’esperienza di etno-musicologo. L’opera di Carson, che analizza minuziosamente l’estetica e l’epistemologia della tradizione orale, è servita anche da fondamento teorico per l’abbozzo di un’estetica della cultura tradizionale irlandese. I modelli orali alla base della mia analisi sono quelli forniti dalla narrazione e dalla musica tradizionale. Entrambi i rami della tradizione si fondano sulla centralità della dimensione performativa, e su un paradigma comunicativo fondato sul linguaggio non solo in quanto veicolo di informazione, ma anche in quanto strumento per rinsaldare la coesione della comunità. Dai racconti, dalle canzoni e dalle melodie della tradizione sono stati estrapolati schemi ritmici e temi, in seguito giustapposti all’opera di Joyce e Carson; è stata inoltre analizzata la presenza di elementi riconducibili all’oralità a livello dei meccanismi narrativi. Taluni stilemi non afferiscono direttamente alla tradizione irlandese, ma derivano piuttosto dalle caratteristiche più generali dell’estetica orale; per analizzare questi stilemi mi sono rifatto agli studi sul sapere orale che vengono collettivamente identificati come oralist theory.
old irish tonality; James Joyce; Ciaran Carson
The idea of devoting a study on the influence of the Irish oral tradition on Irish literature was born while I was writing my degree thesis on Patrick McCabe. A short section of my work was dedicated to the influence of the senchaí tradition on McCabe’s style. My attempt to describe the stylistic features of McCabe’s storytelling voice was thwarted by the scarceness of formal studies on the features of the Irish storytelling style. The unavailability of textual studies of Irish oral tales is imputable to the structuralist method that was dominant in the field of folklore studies; scholars were more interested in the folklore system than in the formal features of the individual tale. At any rate, the lack of comprehensive studies on the style of storytelling has prevented an analytical comparison between the style of storytelling and contemporary literature; in fact, lip service is often paid to the influence of the oral tradition, but few authors have bothered to analyse such an influence at the stylistic level. The aim this research is investigating the influence of the Irish oral tradition on the works of James Joyce and Ciaran Carson. Joyce’s works have been praised for the accurate representation of the Dublin vernacular, which has been interpreted as a feature of Joyce’s naturalistic poetics. In my study, I intend to demonstrate that Joyce went well beyond the representation of speech, for orally derived features abound at all levels of Joyce’s text. Themes and tropes of traditional origin abound also in Ciaran Carson’s work, which has been profoundly influenced by the author’s experience as an Officer for Traditional arts. In his poetry and prose Carson analyses the aesthetics and the epistemology of the Irish oral tradition; his works have also served as a theoretical foundation for my analysis of oral culture. The oral models at the basis of my analysis are those belonging to the Irish storytelling tradition and to Irish traditional music. The performative dimension is fundamental in both branches of the Irish tradition, which are based on a paradigm of communication in which language is not just a means for transmitting information, but also a instrument to strengthen the cohesion of the community. Thematic and formal tropes of traditional origin will be described in the chapters dedicated to Irish storytelling and music, and subsequently singled out in Joyce’s and Carson’s work; the influence of the oral tradition will be also investigated at the level of plot construction. Other stylistic tropes are not linked directly to the Irish tradition, but are related to the more general features of orally transmitted culture; to analyse these tropes I will refer to contemporary studies on orality, collectively identified as oralist theory.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/338072
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