Il giovane Unamuno si sentiva inadeguato al proprio tempo, ma percepiva che era proprio il tempo ad essere inattuale. Egli era un intellettuale europeo, forse già da allora il primo intellettuale spagnolo definibile “europeo” nel senso che attribuiamo al termine, e vedeva come il proprio paese vivesse, culturalmente, politicamente ed economicamente, ai margini della storia. Udiva i proclami sulla grandezza e sulla forza della tradizione spagnola, ma si rendeva conto che essi erano vuoti rimpianti di un’età dell’oro ed era cosciente che, ammettendo fosse veramente esistita, essa non sarebbe stata più concessa, per lo meno non nei termini in cui il mito la raffigurava. Ma allo stesso tempo Unamuno sentiva che davanti a sé si apriva la possibilità, che le cose non dovevano necessariamente essere sempre così, che l’autentica anima ispanica viveva in sospeso, in attesa, nel timore di venir vanificata ma perseverava sempre nella speranza di riuscire a realizzarsi. Allo scopo di permettere questa realizzazione del Volkgeist spagnolo, il giovane Unamuno si rivolge alla filosofia, ma le risposte che la tradizione filosofica dava non riuscivano a soddisfarne le inquietudini. È questo il motivo per cui decide di inventare un nuovo sistema filosofico, da costruirsi mediante l’uso del metodo positivista, che in quegli anni era la novità della cultura europea. Egli vuole un’unificazione scientifica dei fatti empirici per poter catalogare il mondo e, quindi, spiegarne il senso. Ma questo tentativo lascia il giovane filosofo nello stesso stato d’insoddisfazione che aveva dato origine al suo pensiero. Infatti, attraverso il metodo positivistico che si è imposto Unamuno ottiene solamente una prospettiva dall’alto dei fatti, eccentrica rispetto ai fini che si era prefissato, a causa del proprio empirismo. La comprensione del reale è lungi dall’essere risolta, in quanto la complessità dell’esistente sfugge ai tentativi di razionalizzazione, almeno fino a che questa viene intesa solamente come uso del Verstand, nel senso kantiano del termine. È solo con la maturità che Unamuno riuscirà a guardare il mondo dall’altezza degli occhi, intuendo che l’unico significato che esso può avere è quello che gli attribuiamo quotidianamente nell’adempiere, ciascuno a suo modo, al proprio mestiere di vivere. Il motivo del titolo di questo lavoro, Il giovane Unamuno. Genesi e maturazione del suo pensiero filosofico, è dovuto proprio a questo percorso di maturazione, che porterà Unamuno ad essere colui che tutti conoscono come Unamuno, è lungo, ma noi abbiamo il vantaggio di vederne la fine, di sapere già dove esso conduce. Ciò non ci deve portare ad interpretare il giovane Unamuno alla luce del punto d’arrivo, bensì dobbiamo agire in maniera speculare: capire la meta attraverso l’analisi dell’origine. Il nostro fine è vedere come il giovanile empirismo positivistico sia maturato fino a divenire la filosofia unamuniana tout court. Uno sviluppo che ha solo in parte una progressione lineare, in quanto procede soprattutto per contrapposizioni e crisi, nel cui susseguirsi, però, è possibile rintracciare una crescita continuativa, nonostante l’apparente contraddittorietà delle due fasi, la giovanile e la matura. Il lavoro è stato diviso in due sezioni, una dedicata alle “fonti”, l’altra al “sistema”. Parlando del periodo giovanile di Unamuno per “fonti” si intendono quei filosofi che si possono considerare come suoi punti di riferimento, molto spesso polemico. Per quel che riguarda il “sistema”, invece, abbiamo operato una scelta tra i temi che vengono affrontati nei manoscritti, al fine di dare una visione organica e chiara del pensiero giovanile unamuniano, strutturando la trattazione attorno a tre questioni fondamentali: la gnoseologia, il problema dell’anima e quello di Dio. In appendice presentiamo, con traduzione a fronte, il manoscritto intitolato Filosofía II, al fine di dare un esempio concreto dei documenti utilizzati per la ricerca. Infine, la bibliografia prodotta al termine del lavoro riguarda solamente le opere di Unamuno e i saggi e gli articoli sul suo pensiero, mentre gli altri testi utilizzati verranno indicati mano a mano nelle note a piè pagina. Concludendo, vorrei ringraziare tutto il personale della Casa-Museo Unamuno dell’Università di Salamanca, specialmente la direttrice Ana Chaguacheda Toledano, per la squisita disponibilità alla collaborazione che mi ha fornito nei miei soggiorni di studio.

Non disponibile

Il giovane Unamuno. Genesi e maturazionedel suo pensiero filosofico

FIORASO, Nazzareno
2007-01-01

Abstract

Il giovane Unamuno si sentiva inadeguato al proprio tempo, ma percepiva che era proprio il tempo ad essere inattuale. Egli era un intellettuale europeo, forse già da allora il primo intellettuale spagnolo definibile “europeo” nel senso che attribuiamo al termine, e vedeva come il proprio paese vivesse, culturalmente, politicamente ed economicamente, ai margini della storia. Udiva i proclami sulla grandezza e sulla forza della tradizione spagnola, ma si rendeva conto che essi erano vuoti rimpianti di un’età dell’oro ed era cosciente che, ammettendo fosse veramente esistita, essa non sarebbe stata più concessa, per lo meno non nei termini in cui il mito la raffigurava. Ma allo stesso tempo Unamuno sentiva che davanti a sé si apriva la possibilità, che le cose non dovevano necessariamente essere sempre così, che l’autentica anima ispanica viveva in sospeso, in attesa, nel timore di venir vanificata ma perseverava sempre nella speranza di riuscire a realizzarsi. Allo scopo di permettere questa realizzazione del Volkgeist spagnolo, il giovane Unamuno si rivolge alla filosofia, ma le risposte che la tradizione filosofica dava non riuscivano a soddisfarne le inquietudini. È questo il motivo per cui decide di inventare un nuovo sistema filosofico, da costruirsi mediante l’uso del metodo positivista, che in quegli anni era la novità della cultura europea. Egli vuole un’unificazione scientifica dei fatti empirici per poter catalogare il mondo e, quindi, spiegarne il senso. Ma questo tentativo lascia il giovane filosofo nello stesso stato d’insoddisfazione che aveva dato origine al suo pensiero. Infatti, attraverso il metodo positivistico che si è imposto Unamuno ottiene solamente una prospettiva dall’alto dei fatti, eccentrica rispetto ai fini che si era prefissato, a causa del proprio empirismo. La comprensione del reale è lungi dall’essere risolta, in quanto la complessità dell’esistente sfugge ai tentativi di razionalizzazione, almeno fino a che questa viene intesa solamente come uso del Verstand, nel senso kantiano del termine. È solo con la maturità che Unamuno riuscirà a guardare il mondo dall’altezza degli occhi, intuendo che l’unico significato che esso può avere è quello che gli attribuiamo quotidianamente nell’adempiere, ciascuno a suo modo, al proprio mestiere di vivere. Il motivo del titolo di questo lavoro, Il giovane Unamuno. Genesi e maturazione del suo pensiero filosofico, è dovuto proprio a questo percorso di maturazione, che porterà Unamuno ad essere colui che tutti conoscono come Unamuno, è lungo, ma noi abbiamo il vantaggio di vederne la fine, di sapere già dove esso conduce. Ciò non ci deve portare ad interpretare il giovane Unamuno alla luce del punto d’arrivo, bensì dobbiamo agire in maniera speculare: capire la meta attraverso l’analisi dell’origine. Il nostro fine è vedere come il giovanile empirismo positivistico sia maturato fino a divenire la filosofia unamuniana tout court. Uno sviluppo che ha solo in parte una progressione lineare, in quanto procede soprattutto per contrapposizioni e crisi, nel cui susseguirsi, però, è possibile rintracciare una crescita continuativa, nonostante l’apparente contraddittorietà delle due fasi, la giovanile e la matura. Il lavoro è stato diviso in due sezioni, una dedicata alle “fonti”, l’altra al “sistema”. Parlando del periodo giovanile di Unamuno per “fonti” si intendono quei filosofi che si possono considerare come suoi punti di riferimento, molto spesso polemico. Per quel che riguarda il “sistema”, invece, abbiamo operato una scelta tra i temi che vengono affrontati nei manoscritti, al fine di dare una visione organica e chiara del pensiero giovanile unamuniano, strutturando la trattazione attorno a tre questioni fondamentali: la gnoseologia, il problema dell’anima e quello di Dio. In appendice presentiamo, con traduzione a fronte, il manoscritto intitolato Filosofía II, al fine di dare un esempio concreto dei documenti utilizzati per la ricerca. Infine, la bibliografia prodotta al termine del lavoro riguarda solamente le opere di Unamuno e i saggi e gli articoli sul suo pensiero, mentre gli altri testi utilizzati verranno indicati mano a mano nelle note a piè pagina. Concludendo, vorrei ringraziare tutto il personale della Casa-Museo Unamuno dell’Università di Salamanca, specialmente la direttrice Ana Chaguacheda Toledano, per la squisita disponibilità alla collaborazione che mi ha fornito nei miei soggiorni di studio.
unamuno; pensiero filosofico
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/337860
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