Sin dal suo avvio il percorso dell’integrazione europea si è trovato ad affrontare il “dilemma esistenziale” che normalmente interessa pressoché tutte le forme complesse di organizzazione sociale, ossia il raggiungimento di una soluzione alla continua e mutevole sfida avente per obiettivo finale il raggiungimento di un equilibrio stabile tra il rispetto di autonomia, autodeterminazione e libertà di scelta di ciascuna unità individuale (ossia la tutela delle istanze proprie di singoli Paesi Membri) da un lato, ed i bisogni di cooperazione, integrazione, armonia e unità dall’altro (ossia l’effettiva messa in atto dei principi che ispirano l’intera architettura europea). Le tensioni esistenti tra i due poli – il singolo e la moltitudine – e le soluzioni adottate da un lato nel corso dell’esperienza statunitense, dall’altro in quella europea, costituiscono l’oggetto di questa tesi, dedicata al fenomeno della pre-emption. Tale fenomeno è considerato un elemento centrale della struttura di un ordinamento sovranazionale, in quanto avente ruolo cruciale in riferimento al tema della divisione di competenze tra autorità centrale ed organismi periferici, e dell’esercizio dei relativi poteri. Secondo l’opinione preponderante, nel contesto di un ordinamento federale o quasi-federale il termine pre-emption indica il meccanismo che consente, a prescindere dall’effettiva adozione da parte dell’autorità centrale di uno specifico provvedimento legislativo in una certa materia, di affermare che tale materia è effettivamente o potenzialmente “occupata” dall’autorità centrale in modo da influire sull’eventuale intervento futuro dei singoli Stati nello stesso ambito, precludendo a priori l’adozione di atti normativi aggiuntivi o aventi contenuto diverso rispetto a quello centrale. La problematicità e l’interesse suscitati dalla pre-emption derivano quindi dal suo carattere potenziale, ossia dal fatto che talvolta è difficoltoso definire concretamente ed in anticipo (ossia prima della concreta adozione dell’atto normativo in questione) quali aree sono soggette a preemption e a quali condizioni tale meccanismo può operare: in sostanza tale dottrina ha a che fare da un lato con la suddivisione di competenze tra i diversi centri di governo, e dall’altro con la natura esclusiva o concorrente dei poteri esercitati. Considerato che la preemption è un fenomeno originariamente nato e sviluppatosi ad opera della giurisprudenza adottata dalla Corte Suprema degli Stati Uniti e dalle corti federali inferiori, lo scopo della tesi in oggetto è abbastanza semplice, almeno astrattamente: si desidera in sostanza esaminare tale fenomeno e nelle sue principali manifestazioni all’interno del suo contesto di origine; in seguito l’attenzione è concentrata sulle manifestazioni della pre-emption nel contesto dell’esperienza comunitaria...

Since its beginning the process of European integration has been faced with the “existential drama” which generally affects most forms of social organization, i.e. the dilemma of reaching an equilibrium between – on one hand – a respect for the autonomy of the individual unit, freedom of choice and diversity of action, and – on the other hand – the societal need for cooperation, integration, harmony and unity. In the context of dynamic relationships occurring between the EC and its Member States such desire for this equilibrium has gradually become more intense and noticeable, being it related not only to a general need for a functional optimization and rationalization of economic and social welfare, but also to a more profound and never-ending effort aimed at the establishment of a common democratic order, which is at the same time consonant with the ideals of liberty and justice shared by the EC Member States. The tensions existing between the two poles – the one only Union and the presence of many peripheral entities, i.e. the Member States – and the specific solutions for their reconciliation on one side in the context of north American federal system, on the other side within the European Community constitute the object of this thesis, particularly focused on the pre-emption theme. Within the American experience, as well as in the European one, such legal doctrine has revealed to be deeply connected to the very essence of the constitutional structure, by playing a crucial role in the allocation of legislative and regulatory competences, as well as in the exercise of the relevant powers between central authority and peripheral entities. The word ‘pre-emption’ identifies the mechanism that determines, even before an express central measure in point exists, whether a whole policy area has been actually or potentially occupied by the central authority in such way as to influence the intervention of the states in that area, by obstructing a priori Member States from the adoption of other/different legal acts within the same legislative area. The difficulties stemming from the pre-emption doctrine clearly arise from its very potentiality, which makes it hard to define in advance which areas are pre-empted and under what conditions, and also whether powers in such areas are concurrent or exclusive. From a comparative point of view the analysis will thus try to answer to a huge question, as so to discover whether it is possible or not to talk about a ‘transmigration of models’ at the supranational level...

Pre-emption in U.S.A. and Europe: a comparative attempt

BORGHETTI, Daniele
2009-01-01

Abstract

Sin dal suo avvio il percorso dell’integrazione europea si è trovato ad affrontare il “dilemma esistenziale” che normalmente interessa pressoché tutte le forme complesse di organizzazione sociale, ossia il raggiungimento di una soluzione alla continua e mutevole sfida avente per obiettivo finale il raggiungimento di un equilibrio stabile tra il rispetto di autonomia, autodeterminazione e libertà di scelta di ciascuna unità individuale (ossia la tutela delle istanze proprie di singoli Paesi Membri) da un lato, ed i bisogni di cooperazione, integrazione, armonia e unità dall’altro (ossia l’effettiva messa in atto dei principi che ispirano l’intera architettura europea). Le tensioni esistenti tra i due poli – il singolo e la moltitudine – e le soluzioni adottate da un lato nel corso dell’esperienza statunitense, dall’altro in quella europea, costituiscono l’oggetto di questa tesi, dedicata al fenomeno della pre-emption. Tale fenomeno è considerato un elemento centrale della struttura di un ordinamento sovranazionale, in quanto avente ruolo cruciale in riferimento al tema della divisione di competenze tra autorità centrale ed organismi periferici, e dell’esercizio dei relativi poteri. Secondo l’opinione preponderante, nel contesto di un ordinamento federale o quasi-federale il termine pre-emption indica il meccanismo che consente, a prescindere dall’effettiva adozione da parte dell’autorità centrale di uno specifico provvedimento legislativo in una certa materia, di affermare che tale materia è effettivamente o potenzialmente “occupata” dall’autorità centrale in modo da influire sull’eventuale intervento futuro dei singoli Stati nello stesso ambito, precludendo a priori l’adozione di atti normativi aggiuntivi o aventi contenuto diverso rispetto a quello centrale. La problematicità e l’interesse suscitati dalla pre-emption derivano quindi dal suo carattere potenziale, ossia dal fatto che talvolta è difficoltoso definire concretamente ed in anticipo (ossia prima della concreta adozione dell’atto normativo in questione) quali aree sono soggette a preemption e a quali condizioni tale meccanismo può operare: in sostanza tale dottrina ha a che fare da un lato con la suddivisione di competenze tra i diversi centri di governo, e dall’altro con la natura esclusiva o concorrente dei poteri esercitati. Considerato che la preemption è un fenomeno originariamente nato e sviluppatosi ad opera della giurisprudenza adottata dalla Corte Suprema degli Stati Uniti e dalle corti federali inferiori, lo scopo della tesi in oggetto è abbastanza semplice, almeno astrattamente: si desidera in sostanza esaminare tale fenomeno e nelle sue principali manifestazioni all’interno del suo contesto di origine; in seguito l’attenzione è concentrata sulle manifestazioni della pre-emption nel contesto dell’esperienza comunitaria...
pre-emption in u.s.a. and europe
Since its beginning the process of European integration has been faced with the “existential drama” which generally affects most forms of social organization, i.e. the dilemma of reaching an equilibrium between – on one hand – a respect for the autonomy of the individual unit, freedom of choice and diversity of action, and – on the other hand – the societal need for cooperation, integration, harmony and unity. In the context of dynamic relationships occurring between the EC and its Member States such desire for this equilibrium has gradually become more intense and noticeable, being it related not only to a general need for a functional optimization and rationalization of economic and social welfare, but also to a more profound and never-ending effort aimed at the establishment of a common democratic order, which is at the same time consonant with the ideals of liberty and justice shared by the EC Member States. The tensions existing between the two poles – the one only Union and the presence of many peripheral entities, i.e. the Member States – and the specific solutions for their reconciliation on one side in the context of north American federal system, on the other side within the European Community constitute the object of this thesis, particularly focused on the pre-emption theme. Within the American experience, as well as in the European one, such legal doctrine has revealed to be deeply connected to the very essence of the constitutional structure, by playing a crucial role in the allocation of legislative and regulatory competences, as well as in the exercise of the relevant powers between central authority and peripheral entities. The word ‘pre-emption’ identifies the mechanism that determines, even before an express central measure in point exists, whether a whole policy area has been actually or potentially occupied by the central authority in such way as to influence the intervention of the states in that area, by obstructing a priori Member States from the adoption of other/different legal acts within the same legislative area. The difficulties stemming from the pre-emption doctrine clearly arise from its very potentiality, which makes it hard to define in advance which areas are pre-empted and under what conditions, and also whether powers in such areas are concurrent or exclusive. From a comparative point of view the analysis will thus try to answer to a huge question, as so to discover whether it is possible or not to talk about a ‘transmigration of models’ at the supranational level...
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/337545
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