Introduzione: La ricerca svolta nel corso di questo dottorato è stata orientata verso la valutazione della pancreatite associata a mutazioni geniche e della pancreatite autoimmune. Nell’ambito dello studio della pancreatite associata a mutazioni geniche, l’indirizzo di ricerca si è orientato (1) al confronto tra l’evoluzione clinico-morfologica di queste forme rispetto alle pancreatiti ad altra eziologia e (2) alla valutazione delle caratteristiche radiologiche delle calcificazioni pancreatiche che si osservano nelle fasi più avanzate di malattia. Nell’ambito dello studio della pancreatite autoimmune, l’indirizzo di ricerca si è orientato (3) alle caratteristiche cliniche e all’evoluzione nel tempo della malattia, differenziando la forma diffusa da quella formante massa e (4) alla ricerca di un marcatore sierico. Risultati e conclusioni: (1) Studio delle mutazioni dei geni CFTR, SPINK1 e PRSS1 con valutazione clinica radiologica e funzionale di 34 pazienti portatori di mutazioni geniche confrontati con 164 pazienti affetti da pancreatite cronica e negativi ai tests genetici. Conclusioni: a.L’outcome clinico dei pazienti affetti da pancreatite cronica associata a mutazioni geniche sembra essere differente da quanto osservato nei pazienti affetti da pancreatite cronica ad altra eziologia. b.Lo sviluppo di insufficienza pancreatica esocrina ed endocrina sembra essere più tardivo nel gruppo di pazienti affetti da positivi ai tests genetici. c.L’alcol, anche in piccole quantità, ed il fumo di sigaretta influenzano in modo considerevole lo sviluppo di calcificazioni pancreatiche nei pazienti con mutazioni geniche. (2) Valutazione del ruolo della TC Addome nell’individuazione di calcoli con aspetto “bull’s eye” per distinguere i pazienti affetti da pancreatite cronica associata a mutazioni geniche rispetto a quelli con tests genetici negativi. Conclusioni: il riscontro alla TC di calcoli di grandi dimensioni (>15 mm) e struttura a “bull’s eye” è fortemente suggestivo della presenza di una mutazione genica associata alla pancreatite cronica, in particolare in assenza di altri fattori eziopatogenetici. (3) Analisi delle caratteristiche cliniche e radiologiche di una serie prospettica di pazienti affetti da AIP (87 tot., di cui 55 affetti da forma focale di malattia e 32 da forma diffusa), seguiti per un lungo periodo di tempo, ponendo attenzione tra le due forme di malattia. Conclusioni: a.La forma focale e quella diffusa presentano differenze cliniche significative. b.La colite ulcerosa è la patologia autoimmune più frequentemente associata alla pancreatite autoimmune. c.Le ricorrenze di malattia sono più frequenti nei pazienti anziani, affetti dalla forma focale, in particolare se fumatori ed in presenza di elevati livelli di IgG4 sieriche. d.L’insorgenza d’insufficienza pancreatica esocrina ed endocrina non è correlata alla chirurgia pancreatica e sembra essere progressiva, suggerendo la natura cronica della malattia, anche in assenza di segni e sintomi clinici. (4) Identificazione di un marcatore sierico in grado di discriminare la pancreatite autoimmune focale dall’adenocarcinoma pancreatico. A tale scopo è stato utilizzato un approccio di biologia molecolare già applicato con risultati soddisfacenti nello studio di altre malattie autoimmuni. Conclusioni: abbiamo identificato un peptide di 7 amminoacidi, che presenta una analogia con una proteina dell’H.pylori, riconosciuto da quasi tutti i sieri dei pazienti affetti da pancreatite autoimmune. Tale peptide è in grado di discriminare questi pazienti da quelli affetti da altre patologie infiammatorie e neoplastiche pancreatiche, in particolare da quelli affetti da adenocarcinoma del pancreas, e da altre patologie autoimmuni.

Introduction: the aim of the studies was to evaluate chronic pancreatitis associated to gene mutations and autoimmune pancreatitis. In chronic pancreatitis associated to gene mutations, the search was addressed to evaluate (1) clinical-morphological evolution and (2) radiological characteristic of pancreatic calcifications compared with chronic pancreatitis negative to genetic tests. In autoimmune pancreatitis, the search was addressed (3) to evaluate clinical aspects and evolution of diffuse and focal forms and (4) to find a serological marker of the disease. Results and conclusions: (1) Radiological, clinical and functional investigation of 34 patients suffering from chronic pancreatitis associated with CFTR, SPINK1 and PRSS1 genes mutations compared with 164 patients with chronic pancreatitis and negative genetic tests. Conclusions: a.The clinical outcome of patients suffering from chronic pancreatitis associated with genes mutations seems to be different from those with negative genetic tests. b.The onset of pancreatic exocrine and endocrine insufficiency seems to be delayed in patients with chronic pancreatitis and gene mutations. c.Alcohol, even in small quantities, and cigarette smoking consumption enhance the onset of pancreatic calcifications in patients with chronic pancreatitis associated with gene mutations. (2)Role of CT in the evaluations of the presence of pancreatic calcifications to distinguish 16 patients suffering from chronic pancreatitis associated with gene mutations from 32 with negative genetic tests. Conclusions: diameter of pancreatic calcifications (>15 mm) and “bull’s eye” aspects are strongly correlated with positive genetic tests. (3) Clinical and radiological characteristic of patients suffering from 87 patients suffering from autoimmune pancreatitis (55 of focal and 32 of diffuse type), followed for a long period of time. Conclusions: a.Focal and diffuse type of the disease are clinically different. b.Ulcerative colitis is the most common autoimmune disease associated with autoimmune pancreatitis. c.Recurrences of the disease are more commonly observed in aged patients, with focal form, in smokers and in patients with elevated serum level of IgG4. d.The onset of exocrine and endocrine pancreatic insufficiency is not related to surgery and seems to be progressive, suggesting that the process is chronic even in the absence of clinical signs. (4) Identification of a serological marker able to discriminate between autoimmune pancreatitis and pancreatic adenocarcinoma. Conclusions: a 7 amminoacids-peptide, that present a homology with a H.pylori protein, was recognized by serum of patients suffering from autoimmune pancreatitis. This peptide is able to discriminate these patients from those suffering from inflammatory and neoplastic pancreatic diseases, particularly from pancreatic adenocarcinoma, and from other autoimmune diseases.

Caratterizzazione clinica, diagnostica e morfologica di particolari forme di malattie infiammatorie del pancreas: pancreatite associata a mutazioni geniche e pancreatite autoimmune

SCATTOLINI, Chiara
2009-01-01

Abstract

Introduzione: La ricerca svolta nel corso di questo dottorato è stata orientata verso la valutazione della pancreatite associata a mutazioni geniche e della pancreatite autoimmune. Nell’ambito dello studio della pancreatite associata a mutazioni geniche, l’indirizzo di ricerca si è orientato (1) al confronto tra l’evoluzione clinico-morfologica di queste forme rispetto alle pancreatiti ad altra eziologia e (2) alla valutazione delle caratteristiche radiologiche delle calcificazioni pancreatiche che si osservano nelle fasi più avanzate di malattia. Nell’ambito dello studio della pancreatite autoimmune, l’indirizzo di ricerca si è orientato (3) alle caratteristiche cliniche e all’evoluzione nel tempo della malattia, differenziando la forma diffusa da quella formante massa e (4) alla ricerca di un marcatore sierico. Risultati e conclusioni: (1) Studio delle mutazioni dei geni CFTR, SPINK1 e PRSS1 con valutazione clinica radiologica e funzionale di 34 pazienti portatori di mutazioni geniche confrontati con 164 pazienti affetti da pancreatite cronica e negativi ai tests genetici. Conclusioni: a.L’outcome clinico dei pazienti affetti da pancreatite cronica associata a mutazioni geniche sembra essere differente da quanto osservato nei pazienti affetti da pancreatite cronica ad altra eziologia. b.Lo sviluppo di insufficienza pancreatica esocrina ed endocrina sembra essere più tardivo nel gruppo di pazienti affetti da positivi ai tests genetici. c.L’alcol, anche in piccole quantità, ed il fumo di sigaretta influenzano in modo considerevole lo sviluppo di calcificazioni pancreatiche nei pazienti con mutazioni geniche. (2) Valutazione del ruolo della TC Addome nell’individuazione di calcoli con aspetto “bull’s eye” per distinguere i pazienti affetti da pancreatite cronica associata a mutazioni geniche rispetto a quelli con tests genetici negativi. Conclusioni: il riscontro alla TC di calcoli di grandi dimensioni (>15 mm) e struttura a “bull’s eye” è fortemente suggestivo della presenza di una mutazione genica associata alla pancreatite cronica, in particolare in assenza di altri fattori eziopatogenetici. (3) Analisi delle caratteristiche cliniche e radiologiche di una serie prospettica di pazienti affetti da AIP (87 tot., di cui 55 affetti da forma focale di malattia e 32 da forma diffusa), seguiti per un lungo periodo di tempo, ponendo attenzione tra le due forme di malattia. Conclusioni: a.La forma focale e quella diffusa presentano differenze cliniche significative. b.La colite ulcerosa è la patologia autoimmune più frequentemente associata alla pancreatite autoimmune. c.Le ricorrenze di malattia sono più frequenti nei pazienti anziani, affetti dalla forma focale, in particolare se fumatori ed in presenza di elevati livelli di IgG4 sieriche. d.L’insorgenza d’insufficienza pancreatica esocrina ed endocrina non è correlata alla chirurgia pancreatica e sembra essere progressiva, suggerendo la natura cronica della malattia, anche in assenza di segni e sintomi clinici. (4) Identificazione di un marcatore sierico in grado di discriminare la pancreatite autoimmune focale dall’adenocarcinoma pancreatico. A tale scopo è stato utilizzato un approccio di biologia molecolare già applicato con risultati soddisfacenti nello studio di altre malattie autoimmuni. Conclusioni: abbiamo identificato un peptide di 7 amminoacidi, che presenta una analogia con una proteina dell’H.pylori, riconosciuto da quasi tutti i sieri dei pazienti affetti da pancreatite autoimmune. Tale peptide è in grado di discriminare questi pazienti da quelli affetti da altre patologie infiammatorie e neoplastiche pancreatiche, in particolare da quelli affetti da adenocarcinoma del pancreas, e da altre patologie autoimmuni.
pancreas; pancreatite
Introduction: the aim of the studies was to evaluate chronic pancreatitis associated to gene mutations and autoimmune pancreatitis. In chronic pancreatitis associated to gene mutations, the search was addressed to evaluate (1) clinical-morphological evolution and (2) radiological characteristic of pancreatic calcifications compared with chronic pancreatitis negative to genetic tests. In autoimmune pancreatitis, the search was addressed (3) to evaluate clinical aspects and evolution of diffuse and focal forms and (4) to find a serological marker of the disease. Results and conclusions: (1) Radiological, clinical and functional investigation of 34 patients suffering from chronic pancreatitis associated with CFTR, SPINK1 and PRSS1 genes mutations compared with 164 patients with chronic pancreatitis and negative genetic tests. Conclusions: a.The clinical outcome of patients suffering from chronic pancreatitis associated with genes mutations seems to be different from those with negative genetic tests. b.The onset of pancreatic exocrine and endocrine insufficiency seems to be delayed in patients with chronic pancreatitis and gene mutations. c.Alcohol, even in small quantities, and cigarette smoking consumption enhance the onset of pancreatic calcifications in patients with chronic pancreatitis associated with gene mutations. (2)Role of CT in the evaluations of the presence of pancreatic calcifications to distinguish 16 patients suffering from chronic pancreatitis associated with gene mutations from 32 with negative genetic tests. Conclusions: diameter of pancreatic calcifications (>15 mm) and “bull’s eye” aspects are strongly correlated with positive genetic tests. (3) Clinical and radiological characteristic of patients suffering from 87 patients suffering from autoimmune pancreatitis (55 of focal and 32 of diffuse type), followed for a long period of time. Conclusions: a.Focal and diffuse type of the disease are clinically different. b.Ulcerative colitis is the most common autoimmune disease associated with autoimmune pancreatitis. c.Recurrences of the disease are more commonly observed in aged patients, with focal form, in smokers and in patients with elevated serum level of IgG4. d.The onset of exocrine and endocrine pancreatic insufficiency is not related to surgery and seems to be progressive, suggesting that the process is chronic even in the absence of clinical signs. (4) Identification of a serological marker able to discriminate between autoimmune pancreatitis and pancreatic adenocarcinoma. Conclusions: a 7 amminoacids-peptide, that present a homology with a H.pylori protein, was recognized by serum of patients suffering from autoimmune pancreatitis. This peptide is able to discriminate these patients from those suffering from inflammatory and neoplastic pancreatic diseases, particularly from pancreatic adenocarcinoma, and from other autoimmune diseases.
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