La violenza è uno dei fenomeni più nascosti e più difficilmente rilevabili, ciononostante, rappresenta una realtà ben presente sia nei Paesi in via di sviluppo che in quelli in pieno benessere; una recente indagine condotta dall’ISTAT e dal Ministero delle Pari Opportunità rende noto come siano più di mezzo milione le donne vittime di stupri o di tentativi di violenza sessuale in Italia. Nonostante l’apprezzabile rialzo delle statistiche in Italia negli ultimi anni, non può essere negata la disparità rispetto ad altri Stati. Operando un raffronto tra U.S.A. ed Italia, sulla base dello studio di Jones L.M. et al. pubblicato su Child Abuse and Neglect nel 2001, risulta infatti che nel nostro Paese c’è un tasso di vittimizzazione sessuale di 40 volte inferiore rispetto a quello statunitense, dato che depone per una preoccupante sottostima del fenomeno. Preme quindi affrontare in modo più capillare il problema delle violenze, soprattutto in termini di sensibilizzazione e formazione degli operatori sanitari che vengono a contatto con le vittime, siano esse minori o adulti. Punto nodale è infatti la scarsa dimestichezza e l’insufficiente capacità da parte degli operatori tecnico-sanitari di riconoscere la violenza nonché l’inconsapevolezza delle procedure operative da adottare per la corretta raccolta, analisi ed archiviazione degli elementi di prova di natura biologica da impiegarsi nell’eventuale successivo procedimento giudiziario. A fronte di un quadro clinico-diagnostico ed identificativo così complesso sembra quanto mai opportuno un approccio multidisciplinare, con la collaborazione del clinico e del medico-legale che rappresenta l’operatore sanitario di riferimento per il Magistrato, deputato all’inquadramento del singolo caso in adempimento agli obblighi di legge ed all’effettuazione di tutte le indagini (tossicologiche e genetiche) utili per l’ottenimento e la preservazione degli elementi probatori. Paradossalmente, intervengono al riguardo alcune limitazioni procedurali le quali costituiscono un serio ostacolo all’attività clinico-forense di raccolta delle prove ma che, soprattutto, possono divenire strumento per l’invalidazione e l’inutilizzabilità degli elementi probatori acquisiti. Quanto mai necessaria ed opportuna, quindi, la creazione di un protocollo d’intesa con l’Autorità Giudiziaria che riguardi l’acquisizione ed il trattamento delle tracce biologiche e che preveda una precisa modalità procedurale rispettosa sia delle regole processuali sia di quelle dettate dal c.p.p. nonché dei diritti della vittima, ivi inclusa la creazione di un data base per l’archiviazione dei risultati. La strategia ideale consiste certamente, nella creazione di sistemi operativi, quali protocolli d’intervento e linee guida standardizzate, che permettano di indirizzare efficacemente l’opera di riconoscimento prima e di accertamento poi dei segni di violenza, ovviando ad inutili dispersioni di risorse e ad approcci polispecialistici scorretti, ulteriormente lesivi dell’integrità psico-fisica del soggetto. Un simile approccio, inoltre, consente un orientamento metodologico obiettivo ed inequivocabile senza lasciare spazio ad impressioni estemporanee ed a decisioni del momento. Nei tre anni di attività si sono impostati protocolli d’intesa con l’A.G. e protocolli operativi clinico-laboratoristici, sviluppati sulla falsariga del “Paediatric/Adolescent Sexual Abuse Medical Protocol”1. Si è inoltre sperimentato l’utilizzo tanto di un kit clinico, “Sexual Assault Evidence Kit” (SAEK)2, quanto di un test immunocromatografico (RSID test) volto a determinare la reale natura delle tracce biologiche ottenute in fase di repertamento. I risultati ottenuti sono stati soddisfacenti, tanto in termini di aumento della casistica quanto in termini di efficacia operativa clinica, tecnica e laboratoristica. 1

Victims of sexual violence require a high index of suspicion and familiarity with the historical, physical and behavioural indicators of abuse and specific skills and abilities to collect all possible information (physical lesions and biological samples) useful as proof of this crime. This is particularly crucial when the victims are children. Many studies emphasize the extreme importance of medical examination using standardized protocol and multidisciplinary guide-lines to obtain physical and genital exam in a very short time (24-72 hours) after the assault, because after this time any biological sampling is completely useless. We got extremely important methods to obtain valid biological-forensic proves of a sexual assault and did many tests to validate this techniques. Furthermore, we tried to optimize the forensic management of child abuse cases (acute, sub-acute and chronic) providing all necessary services in one place and in a sensitive, safe and forensically secure environment. A colposcope equipped with a camera is always used since January 2007. When the physical-genital exam was suspect or when the information were dubious, we collect various samples from the body, from clothes or from other evidences (sheet, underpants). For all of them we investigate the origin and the real nature. Confirmatory test for human spermatozoa was the microscopic identification of spermatozoa. In cases where no spermatozoa are detected, other methods as seminal vesicle specific antigen, known as Semenogelin (Sg), was employed to detect the presence of semen using membrane strip device provided in RSID-Semen Test. Sg I/II are the major seminal vesicle secreted proteins in human semen. Identification of Sg for semen detection was done in ELISA for years while detection of Sg in dot-blot-immunoassay and one-step immunochromatographic assay was described relatively recently. The test could be performed without consuming the DNA present in the samples since aliquots can be taken during DNA extraction procedures. Results of the Sg detection were obtained in 10 min. The RSID-semen test give excellent results; so in this way, we demonstrated that detection of Sg in seminal stain is an effective approach and it allows an alternative approach to the forensic identification of seminal plasma. A forensic pathologist qualified by the state to perform clinical forensic medicine and who generally has specialized in pathology and legal medicine, has spent more years of training performing examinations of victims of violence, especially children suspected of sexual abuse. All cases, including the colposcopic findings, are reviewed by a qualified senior; the forensic pathologist are then qualified to appear in Court. The medical examination takes about one hour. Only few findings can be considered as proof. Among these are the presence of spermatozoa or pregnancy, non-accidental genital injuries especially at the posterior part of the vagina, hymen and vestibulum, recent tears and/or scars of the hymen, non-accidental anal injuries, positive tests for venereal diseases (syphilis, gonorrhoea, HIV) if an infection during pregnancy or perinatally is excluded. The local findings, the overall findings and the search for and/or results from trace evidence are to be evaluated. It is obvious that such search and examination must be as soon as possible; in order to document all injuries before or during treatment it must include all relevant body parts and orifices, also hidden ones (intraoral). Swabbing of relevant body surfaces has to avoid contamination. Last, but not least, also clothes, especially underpants, have to be included in these accurate evaluation. The possibilities of physical examination in cases of suspected sexual abuse are often grossly ignored in Italy. This leads to either lacking physical evidence or a low level in this procedure with either none or very poor documentation. There is therefore an urgent need for a higher level of professionalism in the institutions involved, i.e. medicine, law enforcement agencies etc. In these three years we set up a specialized Service that, in collaboration with Pediatric and Gynecologist Divisions of the local Hospitals, Social Services and Crown Attorneys, provide medical and legal assistance to victims of violence. We are still strengthen the cooperation between all these different services planning a medical and technical procedure in agreement with Italian Legal System

Valutazione ed inquadramento diagnostico-terapeutico delle violenze sessuali su adulto e minore. Validazione di linee guida e protocolli d'intesa interdisciplinari

ZAGLIA, Elisabetta
2009

Abstract

La violenza è uno dei fenomeni più nascosti e più difficilmente rilevabili, ciononostante, rappresenta una realtà ben presente sia nei Paesi in via di sviluppo che in quelli in pieno benessere; una recente indagine condotta dall’ISTAT e dal Ministero delle Pari Opportunità rende noto come siano più di mezzo milione le donne vittime di stupri o di tentativi di violenza sessuale in Italia. Nonostante l’apprezzabile rialzo delle statistiche in Italia negli ultimi anni, non può essere negata la disparità rispetto ad altri Stati. Operando un raffronto tra U.S.A. ed Italia, sulla base dello studio di Jones L.M. et al. pubblicato su Child Abuse and Neglect nel 2001, risulta infatti che nel nostro Paese c’è un tasso di vittimizzazione sessuale di 40 volte inferiore rispetto a quello statunitense, dato che depone per una preoccupante sottostima del fenomeno. Preme quindi affrontare in modo più capillare il problema delle violenze, soprattutto in termini di sensibilizzazione e formazione degli operatori sanitari che vengono a contatto con le vittime, siano esse minori o adulti. Punto nodale è infatti la scarsa dimestichezza e l’insufficiente capacità da parte degli operatori tecnico-sanitari di riconoscere la violenza nonché l’inconsapevolezza delle procedure operative da adottare per la corretta raccolta, analisi ed archiviazione degli elementi di prova di natura biologica da impiegarsi nell’eventuale successivo procedimento giudiziario. A fronte di un quadro clinico-diagnostico ed identificativo così complesso sembra quanto mai opportuno un approccio multidisciplinare, con la collaborazione del clinico e del medico-legale che rappresenta l’operatore sanitario di riferimento per il Magistrato, deputato all’inquadramento del singolo caso in adempimento agli obblighi di legge ed all’effettuazione di tutte le indagini (tossicologiche e genetiche) utili per l’ottenimento e la preservazione degli elementi probatori. Paradossalmente, intervengono al riguardo alcune limitazioni procedurali le quali costituiscono un serio ostacolo all’attività clinico-forense di raccolta delle prove ma che, soprattutto, possono divenire strumento per l’invalidazione e l’inutilizzabilità degli elementi probatori acquisiti. Quanto mai necessaria ed opportuna, quindi, la creazione di un protocollo d’intesa con l’Autorità Giudiziaria che riguardi l’acquisizione ed il trattamento delle tracce biologiche e che preveda una precisa modalità procedurale rispettosa sia delle regole processuali sia di quelle dettate dal c.p.p. nonché dei diritti della vittima, ivi inclusa la creazione di un data base per l’archiviazione dei risultati. La strategia ideale consiste certamente, nella creazione di sistemi operativi, quali protocolli d’intervento e linee guida standardizzate, che permettano di indirizzare efficacemente l’opera di riconoscimento prima e di accertamento poi dei segni di violenza, ovviando ad inutili dispersioni di risorse e ad approcci polispecialistici scorretti, ulteriormente lesivi dell’integrità psico-fisica del soggetto. Un simile approccio, inoltre, consente un orientamento metodologico obiettivo ed inequivocabile senza lasciare spazio ad impressioni estemporanee ed a decisioni del momento. Nei tre anni di attività si sono impostati protocolli d’intesa con l’A.G. e protocolli operativi clinico-laboratoristici, sviluppati sulla falsariga del “Paediatric/Adolescent Sexual Abuse Medical Protocol”1. Si è inoltre sperimentato l’utilizzo tanto di un kit clinico, “Sexual Assault Evidence Kit” (SAEK)2, quanto di un test immunocromatografico (RSID test) volto a determinare la reale natura delle tracce biologiche ottenute in fase di repertamento. I risultati ottenuti sono stati soddisfacenti, tanto in termini di aumento della casistica quanto in termini di efficacia operativa clinica, tecnica e laboratoristica. 1
violenza sessuale
Victims of sexual violence require a high index of suspicion and familiarity with the historical, physical and behavioural indicators of abuse and specific skills and abilities to collect all possible information (physical lesions and biological samples) useful as proof of this crime. This is particularly crucial when the victims are children. Many studies emphasize the extreme importance of medical examination using standardized protocol and multidisciplinary guide-lines to obtain physical and genital exam in a very short time (24-72 hours) after the assault, because after this time any biological sampling is completely useless. We got extremely important methods to obtain valid biological-forensic proves of a sexual assault and did many tests to validate this techniques. Furthermore, we tried to optimize the forensic management of child abuse cases (acute, sub-acute and chronic) providing all necessary services in one place and in a sensitive, safe and forensically secure environment. A colposcope equipped with a camera is always used since January 2007. When the physical-genital exam was suspect or when the information were dubious, we collect various samples from the body, from clothes or from other evidences (sheet, underpants). For all of them we investigate the origin and the real nature. Confirmatory test for human spermatozoa was the microscopic identification of spermatozoa. In cases where no spermatozoa are detected, other methods as seminal vesicle specific antigen, known as Semenogelin (Sg), was employed to detect the presence of semen using membrane strip device provided in RSID-Semen Test. Sg I/II are the major seminal vesicle secreted proteins in human semen. Identification of Sg for semen detection was done in ELISA for years while detection of Sg in dot-blot-immunoassay and one-step immunochromatographic assay was described relatively recently. The test could be performed without consuming the DNA present in the samples since aliquots can be taken during DNA extraction procedures. Results of the Sg detection were obtained in 10 min. The RSID-semen test give excellent results; so in this way, we demonstrated that detection of Sg in seminal stain is an effective approach and it allows an alternative approach to the forensic identification of seminal plasma. A forensic pathologist qualified by the state to perform clinical forensic medicine and who generally has specialized in pathology and legal medicine, has spent more years of training performing examinations of victims of violence, especially children suspected of sexual abuse. All cases, including the colposcopic findings, are reviewed by a qualified senior; the forensic pathologist are then qualified to appear in Court. The medical examination takes about one hour. Only few findings can be considered as proof. Among these are the presence of spermatozoa or pregnancy, non-accidental genital injuries especially at the posterior part of the vagina, hymen and vestibulum, recent tears and/or scars of the hymen, non-accidental anal injuries, positive tests for venereal diseases (syphilis, gonorrhoea, HIV) if an infection during pregnancy or perinatally is excluded. The local findings, the overall findings and the search for and/or results from trace evidence are to be evaluated. It is obvious that such search and examination must be as soon as possible; in order to document all injuries before or during treatment it must include all relevant body parts and orifices, also hidden ones (intraoral). Swabbing of relevant body surfaces has to avoid contamination. Last, but not least, also clothes, especially underpants, have to be included in these accurate evaluation. The possibilities of physical examination in cases of suspected sexual abuse are often grossly ignored in Italy. This leads to either lacking physical evidence or a low level in this procedure with either none or very poor documentation. There is therefore an urgent need for a higher level of professionalism in the institutions involved, i.e. medicine, law enforcement agencies etc. In these three years we set up a specialized Service that, in collaboration with Pediatric and Gynecologist Divisions of the local Hospitals, Social Services and Crown Attorneys, provide medical and legal assistance to victims of violence. We are still strengthen the cooperation between all these different services planning a medical and technical procedure in agreement with Italian Legal System
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Tesi Dottorato .pdf

non disponibili

Tipologia: Tesi di dottorato
Licenza: Accesso ristretto
Dimensione 2.92 MB
Formato Adobe PDF
2.92 MB Adobe PDF   Visualizza/Apri   Richiedi una copia

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11562/337394
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact