La conoscenza e lo studio degli scritti femminili diaristici italiani Sette-Ottocenteschi, come ricorda nel suo saggio L’autobiografia femminile: breve percorso storico e bibliografico Simona Foà, risulta ancora assai limitato, anche per la difficoltà di reperire tali fonti. Lo scritto della veronese Teresa Stappo vissuta nell’Ottocento appare particolarmente interessante e significativo, anche se non risulta identificabile immediatamente con un diario, ma si può un po’ più genericamente annoverare nel vasto gruppo delle «forme primarie della scrittura». Nelle pagine del suo scritto, infatti, Teresa Stappo Giuliari non si pone come protagonista assoluta, pur utilizzando anche la prima persona, ma piuttosto come portavoce di un soggetto collettivo familiare di cui fa parte. Di origine borghese, ma ben inserita nell’élite cittadina, la scrittrice col matrimonio entra nella nobile famiglia Giuliari, tra le più aperte culturalmente e intellettualmente. Il manoscritto intitolato “Mie carissime memorie” ripercorre un ampio tratto della sua vita a partire dagli anni 20 dell’Ottocento per proseguire per quasi tutto il secolo. Il mondo che vi appare riflesso si estende dalla diarista, alla sua famiglia ai principali avvenimenti della città (in più casi i suoi parenti sono direttamente coinvolti nell’amministrazione municipale o in iniziative economiche rilevanti per il contesto urbano) e giunge a riportare eco di alcuni dei principali avvenimenti del suo tempo. Lo studio si propone di evidenziare nel quadro dell’ambiente dei ceti dirigenti della provincia veneta ottocentesca: gli ideali, gli interessi, la cultura, di Teresa Stappo Giuliari, e di focalizzare la percezione di sé, i suoi sentimenti e il ruolo da Lei svolto all’interno della famiglia. Lo scritto di Teresa Stappo Giuliari offre, dunque, un quadro delle trasformazioni del ruolo femminile nell’Ottocento. Tra le luci e le ombre della tradizione e del cambiamento, con una sempre più avvertita consapevolezza della propria identità e della propria funzione di essere «ad un tempo donna e capo di famiglia».

In punta di penna: vicende di famiglia ed echi dal mondo nelle Memorie (1825-1891) di Teresa Stappo Giuliari

FERRARI, Maria Luisa
2006

Abstract

La conoscenza e lo studio degli scritti femminili diaristici italiani Sette-Ottocenteschi, come ricorda nel suo saggio L’autobiografia femminile: breve percorso storico e bibliografico Simona Foà, risulta ancora assai limitato, anche per la difficoltà di reperire tali fonti. Lo scritto della veronese Teresa Stappo vissuta nell’Ottocento appare particolarmente interessante e significativo, anche se non risulta identificabile immediatamente con un diario, ma si può un po’ più genericamente annoverare nel vasto gruppo delle «forme primarie della scrittura». Nelle pagine del suo scritto, infatti, Teresa Stappo Giuliari non si pone come protagonista assoluta, pur utilizzando anche la prima persona, ma piuttosto come portavoce di un soggetto collettivo familiare di cui fa parte. Di origine borghese, ma ben inserita nell’élite cittadina, la scrittrice col matrimonio entra nella nobile famiglia Giuliari, tra le più aperte culturalmente e intellettualmente. Il manoscritto intitolato “Mie carissime memorie” ripercorre un ampio tratto della sua vita a partire dagli anni 20 dell’Ottocento per proseguire per quasi tutto il secolo. Il mondo che vi appare riflesso si estende dalla diarista, alla sua famiglia ai principali avvenimenti della città (in più casi i suoi parenti sono direttamente coinvolti nell’amministrazione municipale o in iniziative economiche rilevanti per il contesto urbano) e giunge a riportare eco di alcuni dei principali avvenimenti del suo tempo. Lo studio si propone di evidenziare nel quadro dell’ambiente dei ceti dirigenti della provincia veneta ottocentesca: gli ideali, gli interessi, la cultura, di Teresa Stappo Giuliari, e di focalizzare la percezione di sé, i suoi sentimenti e il ruolo da Lei svolto all’interno della famiglia. Lo scritto di Teresa Stappo Giuliari offre, dunque, un quadro delle trasformazioni del ruolo femminile nell’Ottocento. Tra le luci e le ombre della tradizione e del cambiamento, con una sempre più avvertita consapevolezza della propria identità e della propria funzione di essere «ad un tempo donna e capo di famiglia».
9788887009910
Storia contemporanea; storia delle donne; memorie; Verona
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