Al culmine del processo che dal Cortegiano di Castiglione, attraverso la fortuna del “Segretario” di Sansovino, si sviluppa nei trattati di Torquato Tasso, di Giulio Cesare Capaccio o di Angelo Ingegneri, intrecciandosi al filone spagnolo di "Avisos de príncipes", troviamo nei primi decenni del Seicento una serie di opere che riflettono sulla dignità e l’autonomia intellettuale del segretario. Durante l’epoca di Filippo III, il segretario, sempre più ridotto a colto scritturale e sostituito dal "privado", è oggetto di un proliferare di testi che affidano alla sua proteiforme figura di consigliere privilegiato del re la possibilità di assicurare pace e prosperità alla monarchia spagnola
L’inchiostro e la spada. Il segretario nella trattatistica spagnola tra Cinque e Seicento
GAMBIN, Felice
2008-01-01
Abstract
Al culmine del processo che dal Cortegiano di Castiglione, attraverso la fortuna del “Segretario” di Sansovino, si sviluppa nei trattati di Torquato Tasso, di Giulio Cesare Capaccio o di Angelo Ingegneri, intrecciandosi al filone spagnolo di "Avisos de príncipes", troviamo nei primi decenni del Seicento una serie di opere che riflettono sulla dignità e l’autonomia intellettuale del segretario. Durante l’epoca di Filippo III, il segretario, sempre più ridotto a colto scritturale e sostituito dal "privado", è oggetto di un proliferare di testi che affidano alla sua proteiforme figura di consigliere privilegiato del re la possibilità di assicurare pace e prosperità alla monarchia spagnolaI documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.