Il testo è frutto di uno studio condotto su un campione di imprese italiane pluricentenarie allo scopo di investigare il fenomeno della longevità con particolare riferimento alla relazione tra etica dei comportamenti e capacità dell’impresa di perdurare nel tempo. Partendo dalla constatazione dell’impalpabilità del fenomeno della longevità aziendale - che su di un totale di quasi 5 milioni di imprese attive in Italia al 2003 pesa per poco più dello 0,015% - viene idealmente intrapreso un “viaggio” volto all’approfondimento della conoscenza di questa singolare realtà. Vengono così inizialmente affrontati i temi della natalità, della mortalità, del successo e della longevità, riflettendo in particolare sull’elevato tasso di mortalità delle cosiddette imprese di successo. L’osservazione della realtà unita ai modelli teorico-interpretativi prodotti dall’ampia e variegata letteratura di riferimento sollevano così importanti interrogativi su cui viene condotta la riflessione: perché l’impresa muore? Cosa accade quando l’impresa muore? La mancanza di valori etici può rappresentare una causa di morte? È opportuno cercare di preservare la vita di un’impresa? La continuità dell’impresa è una responsabilità? Di chi? Qual è il senso dell’esistenza dell’impresa? Qual è il significato del successo? Perché le imprese di successo muoiono? Spingendo a porre la longevità come primaria responsabilità dell’impresa, tali quesiti conducono così alla seconda parte del lavoro volta a ricostruire il profilo dell’impresa longeva e ad identificarne i fattori di vitalità sulla base di un’indagine svolta su di un campione di circa 350 imprese ultracentenarie italiane e di uno studio in profondità di 16 casi aziendali. L’ultima parte del lavoro si focalizza sulla dimensione spirituale di tali imprese allo scopo di fornire possibili risposte all’interrogativo di fondo posto sulla relazione tra etica dei comportamenti e capacità dell’impresa di perdurare. Ne scaturisce un modello che delinea un approccio del tutto particolare all’etica d’impresa. A partire da un’analisi dei fattori di vitalità delle centenarie, il testo offre anche uno strumento diagnostico di misurazione del livello di benessere e del potenziale vitale di un’organizzazione fondato sull’identificazione di quattro aree di vitalità aziendale espressione dei differenti stati di salute che discendono dalla multidimensionalità dell’essere impresa.

Vitalità e longevità d'impresa. L'esperienza delle aziende ultracentenarie

GIARETTA, Elena
2004-01-01

Abstract

Il testo è frutto di uno studio condotto su un campione di imprese italiane pluricentenarie allo scopo di investigare il fenomeno della longevità con particolare riferimento alla relazione tra etica dei comportamenti e capacità dell’impresa di perdurare nel tempo. Partendo dalla constatazione dell’impalpabilità del fenomeno della longevità aziendale - che su di un totale di quasi 5 milioni di imprese attive in Italia al 2003 pesa per poco più dello 0,015% - viene idealmente intrapreso un “viaggio” volto all’approfondimento della conoscenza di questa singolare realtà. Vengono così inizialmente affrontati i temi della natalità, della mortalità, del successo e della longevità, riflettendo in particolare sull’elevato tasso di mortalità delle cosiddette imprese di successo. L’osservazione della realtà unita ai modelli teorico-interpretativi prodotti dall’ampia e variegata letteratura di riferimento sollevano così importanti interrogativi su cui viene condotta la riflessione: perché l’impresa muore? Cosa accade quando l’impresa muore? La mancanza di valori etici può rappresentare una causa di morte? È opportuno cercare di preservare la vita di un’impresa? La continuità dell’impresa è una responsabilità? Di chi? Qual è il senso dell’esistenza dell’impresa? Qual è il significato del successo? Perché le imprese di successo muoiono? Spingendo a porre la longevità come primaria responsabilità dell’impresa, tali quesiti conducono così alla seconda parte del lavoro volta a ricostruire il profilo dell’impresa longeva e ad identificarne i fattori di vitalità sulla base di un’indagine svolta su di un campione di circa 350 imprese ultracentenarie italiane e di uno studio in profondità di 16 casi aziendali. L’ultima parte del lavoro si focalizza sulla dimensione spirituale di tali imprese allo scopo di fornire possibili risposte all’interrogativo di fondo posto sulla relazione tra etica dei comportamenti e capacità dell’impresa di perdurare. Ne scaturisce un modello che delinea un approccio del tutto particolare all’etica d’impresa. A partire da un’analisi dei fattori di vitalità delle centenarie, il testo offre anche uno strumento diagnostico di misurazione del livello di benessere e del potenziale vitale di un’organizzazione fondato sull’identificazione di quattro aree di vitalità aziendale espressione dei differenti stati di salute che discendono dalla multidimensionalità dell’essere impresa.
8834846842
PMI; longevità d'impresa; etica d'impresa; family business
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/304409
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