L’attività motoria ed in genere la dimensione della corporeità non sono mai state, storicamente e per diverse ragioni, una delle principali attenzioni della scuola italiana. Ricorre frequentemente la confusione tra obiettivi intrinseci ed estrinseci dell’Educazione Fisica, e lo stesso concetto di persona fisicamente educata è controverso e non gode di una accezione condivisa. Quando si chiede a qualcuno, inclusi molti insegnanti, che cos’è l’Educazione Fisica, la risposta consiste spesso in un elenco di attività (giocare a …, fare l’esercizio per…), , piuttosto che in una definizione della disciplina. Tuttavia, per giustificare e per conservare il suo ruolo in un curricolo, una disciplina deve essere molto più di una lista di situazioni a cui gli allievi partecipano. Le attività motorie proposte nella scuola possono rappresentare formidabili occasioni per la crescita dei ragazzi, ricche di potenzialità e fortemente coinvolgenti. Si pensi ad esempio alla possibilità di acquisire un ampio e diversificato bagaglio motorio, agli aspetti legati al benessere e alla promozione della salute, alle opportunità relazionali, all’intenso scambio comunicativo, alla dimensione ludica, all’aspetto esperienziale, alla grande possibilità di raccordi multi ed interdisciplinari. La formazione degli insegnanti di educazione fisica ha seguito in Italia un percorso del tutto particolare, specialmente se confrontato con quello degli insegnanti delle altre discipline. Essa avviene pienamente all’interno dell’università solo dal 1999-2000, anno di istituzione dei corsi di laurea in Scienze Motorie e delle SSIS. Prima di questa data la preparazione iniziale degli insegnanti della disciplina è stata svolta per un lungo periodo di tempo (dal 1952 al 1999) negli ISEF, istituti di grado universitario, ma che non sono mai stati pienamente integrati nel circuito universitario. La possibilità, oggi offerta dalle SSIS, di uno specifico percorso formativo di secondo livello pienamente integrato in ambito accademico e condiviso sul territorio nazionale, si dimostra quindi una importante elemento innovativo nella preparazione degli insegnanti di Educazione Fisica. Questo manuale nasce dalla comune esperienza degli autori di riflessione ed insegnamento nell’indirizzo di Scienze Motorie della Scuola di Specializzazione per gli Insegnanti della Secondaria (SSIS) del Veneto vissuta, per cinque anni, da quasi tutti gli autori che hanno contribuito a questa pubblicazione. Scopo del lavoro è presentare una riflessione aggiornata su temi che consideriamo tra i più rilevanti per l’educazione fisica e motoria . Dai fondamenti epistemologici della disciplina ai suoi campi di applicazione, passando attraverso le componenti della didattica, il filo rosso che proponiamo è il ruolo del corpo in movimento nella dinamica evolutiva e quindi nella scuola. Nella prima parte del volume, che riporta i contributi di Attilio Carraro, federico Schena e di Edo Zocca, vengono discussi aspetti che riguardano la riflessione sulle finalità, sui contenuti e sulla giustificazione epistemologica della disciplina. Nella seconda parte, ad opera di Maurizio Bertollo, Claudio Robazza, Laura Bortoli e Massimo Lanza, sono affrontate le dimensioni che caratterizzano la didattica delle attività di movimento. Vengono analizzati le capacità e le competenze motorie, l’apprendimento delle abilità motorie, la scelta degli stili e delle strategie di insegnamento, le problematiche connesse alla misura e alla verifica dei risultati. Contenuti e temi che spesso l’insegnante deve affrontare senza una specifica formazione di base sono presentati nella terza parte, che raccoglie i contributi di Donatella Donati, che affronta il tema dell’integrazione dell’allievo disabile, di Luigi Carretta, che tratta l’aspetto espressivo delle attività fisiche e di Luciano Bertinato, che analizza le problematiche dei rapporti tra la scuola e il territorio.

Insegnare/apprendere in educazione fisica: problemi e prospettive

LANZA, Massimo
2004

Abstract

L’attività motoria ed in genere la dimensione della corporeità non sono mai state, storicamente e per diverse ragioni, una delle principali attenzioni della scuola italiana. Ricorre frequentemente la confusione tra obiettivi intrinseci ed estrinseci dell’Educazione Fisica, e lo stesso concetto di persona fisicamente educata è controverso e non gode di una accezione condivisa. Quando si chiede a qualcuno, inclusi molti insegnanti, che cos’è l’Educazione Fisica, la risposta consiste spesso in un elenco di attività (giocare a …, fare l’esercizio per…), , piuttosto che in una definizione della disciplina. Tuttavia, per giustificare e per conservare il suo ruolo in un curricolo, una disciplina deve essere molto più di una lista di situazioni a cui gli allievi partecipano. Le attività motorie proposte nella scuola possono rappresentare formidabili occasioni per la crescita dei ragazzi, ricche di potenzialità e fortemente coinvolgenti. Si pensi ad esempio alla possibilità di acquisire un ampio e diversificato bagaglio motorio, agli aspetti legati al benessere e alla promozione della salute, alle opportunità relazionali, all’intenso scambio comunicativo, alla dimensione ludica, all’aspetto esperienziale, alla grande possibilità di raccordi multi ed interdisciplinari. La formazione degli insegnanti di educazione fisica ha seguito in Italia un percorso del tutto particolare, specialmente se confrontato con quello degli insegnanti delle altre discipline. Essa avviene pienamente all’interno dell’università solo dal 1999-2000, anno di istituzione dei corsi di laurea in Scienze Motorie e delle SSIS. Prima di questa data la preparazione iniziale degli insegnanti della disciplina è stata svolta per un lungo periodo di tempo (dal 1952 al 1999) negli ISEF, istituti di grado universitario, ma che non sono mai stati pienamente integrati nel circuito universitario. La possibilità, oggi offerta dalle SSIS, di uno specifico percorso formativo di secondo livello pienamente integrato in ambito accademico e condiviso sul territorio nazionale, si dimostra quindi una importante elemento innovativo nella preparazione degli insegnanti di Educazione Fisica. Questo manuale nasce dalla comune esperienza degli autori di riflessione ed insegnamento nell’indirizzo di Scienze Motorie della Scuola di Specializzazione per gli Insegnanti della Secondaria (SSIS) del Veneto vissuta, per cinque anni, da quasi tutti gli autori che hanno contribuito a questa pubblicazione. Scopo del lavoro è presentare una riflessione aggiornata su temi che consideriamo tra i più rilevanti per l’educazione fisica e motoria . Dai fondamenti epistemologici della disciplina ai suoi campi di applicazione, passando attraverso le componenti della didattica, il filo rosso che proponiamo è il ruolo del corpo in movimento nella dinamica evolutiva e quindi nella scuola. Nella prima parte del volume, che riporta i contributi di Attilio Carraro, federico Schena e di Edo Zocca, vengono discussi aspetti che riguardano la riflessione sulle finalità, sui contenuti e sulla giustificazione epistemologica della disciplina. Nella seconda parte, ad opera di Maurizio Bertollo, Claudio Robazza, Laura Bortoli e Massimo Lanza, sono affrontate le dimensioni che caratterizzano la didattica delle attività di movimento. Vengono analizzati le capacità e le competenze motorie, l’apprendimento delle abilità motorie, la scelta degli stili e delle strategie di insegnamento, le problematiche connesse alla misura e alla verifica dei risultati. Contenuti e temi che spesso l’insegnante deve affrontare senza una specifica formazione di base sono presentati nella terza parte, che raccoglie i contributi di Donatella Donati, che affronta il tema dell’integrazione dell’allievo disabile, di Luigi Carretta, che tratta l’aspetto espressivo delle attività fisiche e di Luciano Bertinato, che analizza le problematiche dei rapporti tra la scuola e il territorio.
Educazione fisica; insegnamento
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11562/20863
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