Verona e le sue biblioteche conservano testi e libri di argomento giuridico che sono raccolti in miscellanee (spesso postume alla data di edizione del documento); tra questi sono da annoverare le terminazioni, i decreti, gli editti, le istruzioni, le tariffe, le ducali etc. Tale materiale, spesso stampato in forma di fogli volanti, è sempre rimasto in balia degli eventi archivistici e bibliotecari e in generale della propria deperibilità o, peggio, alle vendite effettuate singolarmente. È noto che la crisi del “diritto comune”, per l'incertezza che le varie interpretazioni e la diversità dei documenti giuridici che lo componevano, diveniva giorno dopo giorno sempre più forte e contemporaneamente insostenibile nella pratica; per cui, nel XVII secolo ma soprattutto nel XVIII, si fecero molti sforzi da parte di giuristi nel realizzare delle compilazioni composte privatamente da studiosi del diritto isolati e solo eccezionalmente su ordine del sovrano. Le compilazioni si sostanziarono per lo più in collezioni del materiale legislativo o giurisprudenziale esistente, raccolto e riordinato secondo i criteri del repertorio, ossia secondo gli argomenti e, all'interno degli stessi, secondo l'ordine cronologico. Esse sono dunque ispirate a meri intenti di conservazione e di documentazione al fine di facilitare la pratica forense nel reperimento di materiale altrimenti disperso e talvolta faticosamente accessibile, ma rappresentano la garanzia della loro reperibilità salvaguardata anche dalle istituzioni bibliotecarie. Si intende quindi ragionare sulla loro esistenza per coglierne la preziosità dell’impianto e quale utenza ne facesse uso. L’intervento, pur non essendo strettamente legato al collezionismo librario, intende presentare le caratteristiche compositive, quali l’omogeneità o l’eterogeneità tematiche, autoriali, linguistiche e editoriali delle raccolte che hanno guidato nelle scelte, in questo caso, collezionisti impegnati nella professione le cui esigenze hanno contribuito a preservare tali pubblicazioni dalla damnatio memoriae o dalle vendite antiquarie senza nessun filo conduttore se non quello del profitto.
«IN UNO CORPORE CONTINENTUR». MISCELLANEE GIURIDICHE, ORDINE DEI TESTI E PRATICHE DELLA RACCOLTA
federica formiga
2026-01-01
Abstract
Verona e le sue biblioteche conservano testi e libri di argomento giuridico che sono raccolti in miscellanee (spesso postume alla data di edizione del documento); tra questi sono da annoverare le terminazioni, i decreti, gli editti, le istruzioni, le tariffe, le ducali etc. Tale materiale, spesso stampato in forma di fogli volanti, è sempre rimasto in balia degli eventi archivistici e bibliotecari e in generale della propria deperibilità o, peggio, alle vendite effettuate singolarmente. È noto che la crisi del “diritto comune”, per l'incertezza che le varie interpretazioni e la diversità dei documenti giuridici che lo componevano, diveniva giorno dopo giorno sempre più forte e contemporaneamente insostenibile nella pratica; per cui, nel XVII secolo ma soprattutto nel XVIII, si fecero molti sforzi da parte di giuristi nel realizzare delle compilazioni composte privatamente da studiosi del diritto isolati e solo eccezionalmente su ordine del sovrano. Le compilazioni si sostanziarono per lo più in collezioni del materiale legislativo o giurisprudenziale esistente, raccolto e riordinato secondo i criteri del repertorio, ossia secondo gli argomenti e, all'interno degli stessi, secondo l'ordine cronologico. Esse sono dunque ispirate a meri intenti di conservazione e di documentazione al fine di facilitare la pratica forense nel reperimento di materiale altrimenti disperso e talvolta faticosamente accessibile, ma rappresentano la garanzia della loro reperibilità salvaguardata anche dalle istituzioni bibliotecarie. Si intende quindi ragionare sulla loro esistenza per coglierne la preziosità dell’impianto e quale utenza ne facesse uso. L’intervento, pur non essendo strettamente legato al collezionismo librario, intende presentare le caratteristiche compositive, quali l’omogeneità o l’eterogeneità tematiche, autoriali, linguistiche e editoriali delle raccolte che hanno guidato nelle scelte, in questo caso, collezionisti impegnati nella professione le cui esigenze hanno contribuito a preservare tali pubblicazioni dalla damnatio memoriae o dalle vendite antiquarie senza nessun filo conduttore se non quello del profitto.| File | Dimensione | Formato | |
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