Il contributo indaga la possibilità di una convergenza tra etica deontologica ed etica consequenzialista attraverso l’analisi dell’etica del discorso di Karl-Otto Apel e Jürgen Habermas. Il punto di partenza è la critica hegeliana all’astrattezza tanto di una valutazione dell’agire che prescinda dalle conseguenze quanto di un giudizio fondato esclusivamente sugli esiti dell'agire. Su queste basi, lo studio esamina come l’etica del discorso, pur mantenendo una matrice kantiana, integri i principi dell’universalizzabilità e dell’autonomia morale con l’attenzione alle conseguenze e al contesto concreto dell’azione. Particolare rilievo assume la questione, sollevata dallo stesso Habermas, della pertinenza delle obiezioni hegeliane al formalismo kantiano anche nei confronti dell’etica del discorso. Attraverso il confronto tra queste prospettive, il contributo interpreta le proposte di Apel e Habermas, pur nelle loro differenze, come tentativi di mediare tra istanze deontologiche e responsabilità per le conseguenze, superando una rigida contrapposizione tra dovere ed esiti dell’agire.
Per un paradigma etico alternativo Apel e Habermas tra deontologia e consequenzialismo
Giulia Battistoni
2026-01-01
Abstract
Il contributo indaga la possibilità di una convergenza tra etica deontologica ed etica consequenzialista attraverso l’analisi dell’etica del discorso di Karl-Otto Apel e Jürgen Habermas. Il punto di partenza è la critica hegeliana all’astrattezza tanto di una valutazione dell’agire che prescinda dalle conseguenze quanto di un giudizio fondato esclusivamente sugli esiti dell'agire. Su queste basi, lo studio esamina come l’etica del discorso, pur mantenendo una matrice kantiana, integri i principi dell’universalizzabilità e dell’autonomia morale con l’attenzione alle conseguenze e al contesto concreto dell’azione. Particolare rilievo assume la questione, sollevata dallo stesso Habermas, della pertinenza delle obiezioni hegeliane al formalismo kantiano anche nei confronti dell’etica del discorso. Attraverso il confronto tra queste prospettive, il contributo interpreta le proposte di Apel e Habermas, pur nelle loro differenze, come tentativi di mediare tra istanze deontologiche e responsabilità per le conseguenze, superando una rigida contrapposizione tra dovere ed esiti dell’agire.| File | Dimensione | Formato | |
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