L’articolo propone una rilettura del concetto di provincia nella legislazione longobarda tra VI e VIII secolo, inserendolo nel più ampio dibattito sulla mobilità delle persone e sul controllo territoriale nell’Italia altomedievale. Attraverso il confronto tra le leggi longobarde, a partire dall’Editto di Rotari, e la legislazione bizantina, in particolare la Pragmatica Sanctio di Giustiniano, l’autore dimostra il carattere polisemico del termine provincia, che non coincide con il regnum ma indica circoscrizioni amministrative interne di diversa estensione. L’analisi evidenzia come il regno longobardo abbia ereditato e rielaborato modelli tardoantichi di gestione territoriale e di controllo della mobilità, fondati sul principio della residenza obbligatoria e sull’autorizzazione regia per gli spostamenti. Ne emerge un quadro in cui la mobilità interna, più che quella di frontiera, fu sistematicamente regolata attraverso norme, funzionari e strumenti amministrativi, configurando un sistema di governo della mobilità non eccezionale ma strutturale.
Provincia, provinciae e mobilità. Un nuovo paradigma interpretativo per il regno longobardo (VI-VIII sec.)
Stoffella, Marco
2026-01-01
Abstract
L’articolo propone una rilettura del concetto di provincia nella legislazione longobarda tra VI e VIII secolo, inserendolo nel più ampio dibattito sulla mobilità delle persone e sul controllo territoriale nell’Italia altomedievale. Attraverso il confronto tra le leggi longobarde, a partire dall’Editto di Rotari, e la legislazione bizantina, in particolare la Pragmatica Sanctio di Giustiniano, l’autore dimostra il carattere polisemico del termine provincia, che non coincide con il regnum ma indica circoscrizioni amministrative interne di diversa estensione. L’analisi evidenzia come il regno longobardo abbia ereditato e rielaborato modelli tardoantichi di gestione territoriale e di controllo della mobilità, fondati sul principio della residenza obbligatoria e sull’autorizzazione regia per gli spostamenti. Ne emerge un quadro in cui la mobilità interna, più che quella di frontiera, fu sistematicamente regolata attraverso norme, funzionari e strumenti amministrativi, configurando un sistema di governo della mobilità non eccezionale ma strutturale.| File | Dimensione | Formato | |
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