Il presente saggio intende analizzare questo tipo di annotazioni – chia- mate marginalia per la loro posizione – e interrogarsi su quanto esse con- tribuiscano a mettere in evidenza la natura “liminale” dei drammi che accompagnano, sospesi tra la loro innegabile “essenza testuale” e la di- mensione performativa delle loro storie. In particolare, dopo una sintetica presentazione delle diverse tipologie di marginalia che costellano le pagine dei testi prodotti nell’Inghilterra della prima età moderna, ci si concentrerà sui primi drammi dati alle stampe all’epoca e, attraverso l’esempio of- ferto da Enough di Wager, si rifletterà su come sia proprio la presenza di un particolare tipo di marginalia – ossia, le indicazioni di scena – a fare sì che i lettori non dimentichino mai il legame tra l’“oggetto libro” e le rappre- sentazioni (passate e future) che essi evocano. Stimolando continuamente l’“inter-azione” tra testo, margine e palcoscenico, infatti, questi marginalia danno voce a un continuo dialogo tra parola e (messin)scena che illumina strategie editoriali e pratiche drammaturgiche di uno dei periodi più fulgidi del teatro di lingua inglese
«Make you ready straightaways». Voci dai margini di Enough is as Good as a Feast di William Wager (1568-70)
Ragni Cristiano
2025-01-01
Abstract
Il presente saggio intende analizzare questo tipo di annotazioni – chia- mate marginalia per la loro posizione – e interrogarsi su quanto esse con- tribuiscano a mettere in evidenza la natura “liminale” dei drammi che accompagnano, sospesi tra la loro innegabile “essenza testuale” e la di- mensione performativa delle loro storie. In particolare, dopo una sintetica presentazione delle diverse tipologie di marginalia che costellano le pagine dei testi prodotti nell’Inghilterra della prima età moderna, ci si concentrerà sui primi drammi dati alle stampe all’epoca e, attraverso l’esempio of- ferto da Enough di Wager, si rifletterà su come sia proprio la presenza di un particolare tipo di marginalia – ossia, le indicazioni di scena – a fare sì che i lettori non dimentichino mai il legame tra l’“oggetto libro” e le rappre- sentazioni (passate e future) che essi evocano. Stimolando continuamente l’“inter-azione” tra testo, margine e palcoscenico, infatti, questi marginalia danno voce a un continuo dialogo tra parola e (messin)scena che illumina strategie editoriali e pratiche drammaturgiche di uno dei periodi più fulgidi del teatro di lingua inglese| File | Dimensione | Formato | |
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