Il contributo fornisce una prima lettura della la legge 28 giugno 2024, n. 90 (“Disposizioni in materia di rafforzamento della cybersicurezza nazionale e di reati informatici”) con cui il legislatore penale ha inteso apportare modifiche al sistema codicistico dei reati informatici. Al di là della rilevanza mediatica di tale intervento, elevato alla stregua di un “giro di vite” contro il cybercrime, il suo impatto, sul piano del diritto penale sostanziale, appare davvero limitato ad un generale inasprimento della risposta sanzionatoria e a taluni “correttivi”, fra cui, per citare solo alcuni esempi, l’introduzione di una nuova ipotesi di reato (art. 629, comma 3), nel tentativo di rispondere alla diffusione (soprattutto) di cyber-attacks “ransomware”, di cui si dovranno attendere le prime applicazioni giurisprudenziali per vagliarne effettività ed efficacia, e l’abrogazione, in particolare, dell’art. 615-quinquies c.p. che, in verità, viene collocato fra i reati contro il patrimonio (ex art. 635-quater.1) con la previsione di due nuove circostanze aggravanti.

Prime riflessioni a margine della legge n. 90/2024. Cybercrime e tutela penale della cybersecurity: un’occasione persa?

R. Flor
2025-01-01

Abstract

Il contributo fornisce una prima lettura della la legge 28 giugno 2024, n. 90 (“Disposizioni in materia di rafforzamento della cybersicurezza nazionale e di reati informatici”) con cui il legislatore penale ha inteso apportare modifiche al sistema codicistico dei reati informatici. Al di là della rilevanza mediatica di tale intervento, elevato alla stregua di un “giro di vite” contro il cybercrime, il suo impatto, sul piano del diritto penale sostanziale, appare davvero limitato ad un generale inasprimento della risposta sanzionatoria e a taluni “correttivi”, fra cui, per citare solo alcuni esempi, l’introduzione di una nuova ipotesi di reato (art. 629, comma 3), nel tentativo di rispondere alla diffusione (soprattutto) di cyber-attacks “ransomware”, di cui si dovranno attendere le prime applicazioni giurisprudenziali per vagliarne effettività ed efficacia, e l’abrogazione, in particolare, dell’art. 615-quinquies c.p. che, in verità, viene collocato fra i reati contro il patrimonio (ex art. 635-quater.1) con la previsione di due nuove circostanze aggravanti.
2025
Cybercrime
Contenuti illeciti online
Cyber-estorsione
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11562/1200068
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact