This article examines the autograph greek letter that Pietro Bembo sent from Messina to the peloponnesian humanist Demetrios Moschos, preserved in vatican manuscript Barb. gr. 280. Through a philological and historical reassessment of the document, the study discusses its dating and provides a new critical edition of the greek text, accompanied by an italian translation closely reflecting the complex syntax of the original. The letter offers valuable evidence of the cultural connections linking Bembo, Moschos, and the circle of greek humanists active in Italy at the end of the fifteenth century, revealing shared interests in greek poetry and in the myth of Helen. The article further situates the document within the wider corpus of Bembo's greek writings, relating it to the 'Oratio pro litteris graecis' and to the philological ideals cultivated within Aldus Manutius' scholarly circle. The study is complemented by a critical edition, with italian translation, of the 'Νόμος' ('Constitution') of the Aldine Neacademy and of Scipione Carteromaco's (Forteguerri's) greek preface to the aldine edition of Demosthenes (1504). The article concludes with a brief discussion of the authentic title of Pietro Bembo's 'Prose della volgar lingua'.

L'articolo affronta la lettera greca autografa che Pietro Bembo inviò da Messina all'umanista peloponnesiaco Demetrio Mosco e che si conserva nel ms. Barb. gr. 280 della Biblioteca Apostolica Vaticana. Attraverso un riesame filologico e storico del documento, ne viene discussa la datazione e si offre una nuova edizione critica del testo greco, accompagnata da una traduzione italiana aderente alla complessa sintassi dell'originale. La lettera testimonia i rapporti culturali tra Bembo, Mosco e l'ambiente degli umanisti greci attivi in Italia alla fine del Quattrocento, rivelando interessi condivisi per la poesia greca e per il mito di Elena. Il contributo colloca il documento nel quadro più ampio della produzione greca bembiana, mettendolo in relazione con l''Oratio pro litteris graecis' e con gli ideali filologici della cerchia di Aldo Manuzio. Completa il lavoro l'edizione critica, con traduzione italiana, del 'Νόμος' ('Costituzione') della Neaccademia aldina e della prefazione greca di Scipione Carteromaco (Forteguerri) all'edizione aldina di Demostene del 1504. Una postilla finale è dedicata all'analisi dell'autentico titolo delle 'Prose della volgar lingua' di Pietro Bembo.

La lettera greca di Pietro Bembo a Demetrio Mosco

Pagliaroli, Stefano
2026-01-01

Abstract

This article examines the autograph greek letter that Pietro Bembo sent from Messina to the peloponnesian humanist Demetrios Moschos, preserved in vatican manuscript Barb. gr. 280. Through a philological and historical reassessment of the document, the study discusses its dating and provides a new critical edition of the greek text, accompanied by an italian translation closely reflecting the complex syntax of the original. The letter offers valuable evidence of the cultural connections linking Bembo, Moschos, and the circle of greek humanists active in Italy at the end of the fifteenth century, revealing shared interests in greek poetry and in the myth of Helen. The article further situates the document within the wider corpus of Bembo's greek writings, relating it to the 'Oratio pro litteris graecis' and to the philological ideals cultivated within Aldus Manutius' scholarly circle. The study is complemented by a critical edition, with italian translation, of the 'Νόμος' ('Constitution') of the Aldine Neacademy and of Scipione Carteromaco's (Forteguerri's) greek preface to the aldine edition of Demosthenes (1504). The article concludes with a brief discussion of the authentic title of Pietro Bembo's 'Prose della volgar lingua'.
2026
9791282630108
Pietro Bembo, Demetrio Mosco, Aldo Manuzio, Scipione Forteguerri (Carteromaco), Neaccademia, greco umanistico, purismo, Demostene
L'articolo affronta la lettera greca autografa che Pietro Bembo inviò da Messina all'umanista peloponnesiaco Demetrio Mosco e che si conserva nel ms. Barb. gr. 280 della Biblioteca Apostolica Vaticana. Attraverso un riesame filologico e storico del documento, ne viene discussa la datazione e si offre una nuova edizione critica del testo greco, accompagnata da una traduzione italiana aderente alla complessa sintassi dell'originale. La lettera testimonia i rapporti culturali tra Bembo, Mosco e l'ambiente degli umanisti greci attivi in Italia alla fine del Quattrocento, rivelando interessi condivisi per la poesia greca e per il mito di Elena. Il contributo colloca il documento nel quadro più ampio della produzione greca bembiana, mettendolo in relazione con l''Oratio pro litteris graecis' e con gli ideali filologici della cerchia di Aldo Manuzio. Completa il lavoro l'edizione critica, con traduzione italiana, del 'Νόμος' ('Costituzione') della Neaccademia aldina e della prefazione greca di Scipione Carteromaco (Forteguerri) all'edizione aldina di Demostene del 1504. Una postilla finale è dedicata all'analisi dell'autentico titolo delle 'Prose della volgar lingua' di Pietro Bembo.
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